Vile aggressione all'Agnone
Una bella partita di calcio, vinta meritatamente dell'Agnone, finisce in una vergognosa caccia all'uomo organizzata dall'Aquila. Calci, pugni, schiaffi, denti rotti, tagli al collo, mamme di calciatori vigliaccamente aggredite e minacciate e testate stile hooligan, che, lo ricordiamo a chi si è reso protagonista dell'inquietante gesto, hanno in passato portato anche alla morte di tifosi o giocatori.
Tutto questo è successo allo stadio Fattori dell'Aquila. Vergogna nella vergogna, a trasformarsi in animali rabbiosi sarebbero stati non gli sportivi tifosi della formazione rossoblù abruzzese, ma i dirigenti e i calciatori dello stesso club. A rimetterci, per ora, è stata l'Agnone, costretta a subire la vile aggressione semplicemente perch‚ si era permessa, pensate un po', di giocare la sua partita a viso aperto, senza cedere il campo ai giocatori di casa che, evidentemente si aspettavano di incontrare una squadra di pseudo giocatori in gita premio.
Quello di ieri è l'ennesimo sintomo di un calcio alla frutta in cui - ed è avvenuto purtroppo anche in Molise - si continua a pensare che una squadra senza apparenti motivazioni di classifica debba smaccatamente favorire sul campo chi è ancora alla ricerca di un risultato. Il cancro è proprio questo: una squallida cultura sportiva che, portata agli estremi, produce derive ben oltre il limite del pensabile. Del resto L'Aquila aveva mostrato il lato oscuro della sua personalità già nella partita vinta a Campobasso. A fine gara alcuni calciatori abruzzesi avevano accusato i giocatori rossoblù di... eccessivo impegno. Nell'occasione la rissa è stata soltanto sfiorata. Alcuni, e sottolineiamo alcuni, giocatori aquilani, forse perché lontani da casa, si erano limitati alle parole.
Ieri, invece, la vile caccia all'uomo. Troppo facile tendere la trappola ai giocatori granata, prevalentemente ragazzi sotto i venti anni. Le botte sono state tante. Colpito ripetutamente anche il 17enne Boris Di Lollo, ieri alla sua prima trasferta con la prima squadra. Adesso sarà il giudice sportivo a fare piena luce sull'episodio per accertare le eventuali responsabilità. Speriamo che l'arbitro o il commissario abbiano assistito all'accaduto perch‚ il Molise tutto si aspetta ora punizioni esemplari per chi, tra i tesserati aquilani, ha infangato l'immagine del club.
La partita - Fantastica Agnonese: rovina la festa all'Aquila e passa al Fattori con un cinismo da grande. Era una gara fondamentale per gli abruzzesi, dopo il
La gara del Fattori è vibrante, anche se in avvio ci provano prima Villa, poi Aquaro ma senza impensierire i portieri. A metà tempo la svolta, con l'espulsione del portiere aquilano Modesti, entra Migliaccio. Al 35' l'Agnonese sfrutta subito l'uomo in più: capitan Orlando mette in mezzo per Aquaro che in tap-in realizza. La reazione abruzzese è però veemente. Ciarlariello deve salvare sulla linea dopo una grande azione di Colella; poco dopo Litterio deve imitarlo dopo una mischia furibonda in area, facendo carambolare la palla sul palo. Sul capovolgimento di fronte, però, è Tammaro a sfiorare il palo in contropiede. L'Aquila preme ma il suo forcing non produce altro fino all'intervallo.
Nella ripresa, però, dopo una zuccata di Di Francia che impegna Pezone, su un corner Villa stacca meglio di tutti e di testa supera Pezone, 1-1. L'Aquila non si ferma, e poco dopo Ruscitti, solo davanti a Pezone, spedisce alto da posizione ottima. Lo sforzo prodotto in inferiorità numerica, però, squilibra gli abruzzesi, e l'Agnonese punisce ancora: prima Alleruzzo centra il palo, poi Orlando serve Tammaro che impegna Migliaccio, sulla cui respinta però è pronto Aquaro a insaccare. Ma il trionfo molisano si completa poco dopo, quando Di Vito, su assist di Aquaro, incrocia e mette la palla sotto il sette chiudendo i conti, anche se L'Aquila accorcia le distanze al 39' con Colella. Complimenti all'Agnone che ha strameritato il successo in casa dell'ex capolista. Un successo da dedicare al direttore sportivo Maurizio Sabelli che ieri ha compiuto 50 anni. Auguri anche da Nuovo Molise.
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