«Ho chiamato subito il 113
per contattare i miei colleghi.
Ci stavano picchiando
perché avevamo giocato la
nostra onesta partita. Hanno... Mostra tutto
colpito tutti, anche i ragazzi
17 anni. E’ stata una
cosa aberrante».
Sono le parole di Michele
Di Ciocco, dirigente accompagnatore
dell’Agnone presente
ieri nel vergognoso finale
di gara al Fattori
dell’Aquila. Di Ciocco è un
poliziotto, lavora nella
Squadra stradale di Agnone.
E’ stato lui a fare da
scudo ai ragazzi più giovani.
Per questo ha preso una
quantità impressionante di
pugni e calci, riuscendo solo
in parte nel tentativo di
proteggere i baby granata.
Così continua il suo racconto:
«Quando siamo entrati
negli spogliatoi, siamo stati
aggrediti alle spalle con calci
e pugni. Alleruzzo è stato
colpito da una testata, Di
Vito ha un labbro spaccato e
delle escoriazioni al collo.
Molti dei nostri sono finiti a
terra senza neanche potersi
difendere. In più, la mamma
di Iacopo (Esposito, sedicennte
portiere dell’Agnone)
è stata aggredita in tribuna
mentre era con il marito.
Aveva applaudito per
un nostro gol...
«A colpirci sono stati alcuni
giocatori e dirigenti
dell’Aquila - prosegue - siamo
rimasti senza parole prima
di rifugiarsi negli spogliatoi.
Quando sono arrivati
i miei colleghi ci siamo
fatti scortare fino al pullman,
assediato, e poi fino
all’imbocco dell’autostrada
».
Anche mister Agovino è
scosso. «Quello che è successo
è vergognoso. Neanche in
Campania, sui campi più
caldi, avevo visto cose del
genere. Ci hanno riempiti di
botte perché siamo stati dei
professionisti per onorare il
campionato, il calcio e lo
sport. E’ stata un’aggressione
indegna».
per contattare i miei colleghi.
Ci stavano picchiando
perché avevamo giocato la
nostra onesta partita. Hanno... Mostra tutto
colpito tutti, anche i ragazzi
17 anni. E’ stata una
cosa aberrante».
Sono le parole di Michele
Di Ciocco, dirigente accompagnatore
dell’Agnone presente
ieri nel vergognoso finale
di gara al Fattori
dell’Aquila. Di Ciocco è un
poliziotto, lavora nella
Squadra stradale di Agnone.
E’ stato lui a fare da
scudo ai ragazzi più giovani.
Per questo ha preso una
quantità impressionante di
pugni e calci, riuscendo solo
in parte nel tentativo di
proteggere i baby granata.
Così continua il suo racconto:
«Quando siamo entrati
negli spogliatoi, siamo stati
aggrediti alle spalle con calci
e pugni. Alleruzzo è stato
colpito da una testata, Di
Vito ha un labbro spaccato e
delle escoriazioni al collo.
Molti dei nostri sono finiti a
terra senza neanche potersi
difendere. In più, la mamma
di Iacopo (Esposito, sedicennte
portiere dell’Agnone)
è stata aggredita in tribuna
mentre era con il marito.
Aveva applaudito per
un nostro gol...
«A colpirci sono stati alcuni
giocatori e dirigenti
dell’Aquila - prosegue - siamo
rimasti senza parole prima
di rifugiarsi negli spogliatoi.
Quando sono arrivati
i miei colleghi ci siamo
fatti scortare fino al pullman,
assediato, e poi fino
all’imbocco dell’autostrada
».
Anche mister Agovino è
scosso. «Quello che è successo
è vergognoso. Neanche in
Campania, sui campi più
caldi, avevo visto cose del
genere. Ci hanno riempiti di
botte perché siamo stati dei
professionisti per onorare il
campionato, il calcio e lo
sport. E’ stata un’aggressione
indegna».