Dopo i brindisi di fine 2009, all’orizzonte si scorge un inizio d’anno col botto. Perché, tra due settimane, ad attendere il Chieti ci sarà un trittico di gare importantissimo. Vietato sbagliare. I prossimi 270 minuti di campionato diranno infatti molto sul futuro della squadra neroverde. Prima della pausa, mentre i teatini riposavano al calduccio, le battistrada non hanno arrestato la loro corsa, continuando a regalare dimostrazioni di forza. Ha fatto eccezione solo L’Aquila, schiaffeggiata dal Bojano.
Ora, dunque, tocca alla Vivarini band rispondere presente. E lanciare segnali incoraggianti. Il tour de force d’inizio gennaio verrà inaugurato in casa contro il Real Montecchio, tristemente in fondo alla classifica con all’attivo 6 miseri punti. Ma per scacciare i fantasmi di Miglianico e Bojano (avversari sulla carta abbordabili contro cui non sono arrivate vittorie) l’ex tecnico dell’Angolana pretende massima concentrazione.
Il recupero contro il Canistro si giocherà il 13. La società neroverde avrebbe preferito scendere in campo il 6 (quando verrà recuperata Real Montecchio-Civitanovese), ma i rovetani non hanno accettato perché non avrebbero potuto disporre di un paio di squalificati. La chiusura del trio di gare è, giusto per restare in tema, veramente con i fiocchi. Il pubblico neroverde potrà tornare a seguire i propri beniamini anche in casa: e al ‘Guido Angelini’ sbarcherà la Santegidiese, l’anti-Atessa per eccellenza.
COSA VA – Il gioco. Perché, almeno nella prima parte di torneo, il Chieti ha offerto un discreto spettacolo. Risultati e bel gioco, dunque, talvolta sono andati di pari passo. Ora che l’organico è stato rinforzato, la situazione dovrebbe ulteriormente migliorare. Nelle prime quindici gare della stagione, il duo di centrocampo Costa-Vitone ha fatto spesso la differenza. I muscoli e la qualità dei due mediani presenti a Chieti sin dall’estate sono stati ulteriormente potenziati con l’esperienza di Mauro Salvagno, centrocampista che in D ha già trionfato tre volte e che nel suo curriculum vanta anche una promozione in Serie A.
Poi c’è il reparto dei fuoriquota, che ha dato un supporto notevole. Un aspetto, questo, importantissimo: alla luce del regolamento (dai più non condiviso) circa l’utilizzo degli under, infatti, il loro rendimento risulta determinante. Due esempi su tutti: se tra i pali Di Prete continua a sfoggiare una sicurezza che (per fortuna) stona un po’ con i suoi 18 anni, in difesa Cardinali è andato oltre le aspettative ("ha la sicurezza di un veterano", ha più volte precisato Vivarini). Un altro aspetto positivo? Risponde il diesse Alessandro Battisti. "La nostra forza – ha commentato nelle scorse ore – è il gruppo. Statene certi, farà la differenza".
COSA NON VA – Ed ora analizziamo l’altra faccia della medaglia. A volte compromettenti, i cali di concentrazione rappresentano il limite più evidente di questa squadra. Così, a causa di qualche evitabilissima sciocchezza, i neroverdi hanno lasciato per strada punti importanti. Punti che avrebbero permesso di essere ancora più vicini alla vetta della classifica, scongiurando quella discontinuità di risultati che ha fatto storcere un po’ il naso a Vivarini. E’ un peccato che la maggior parte delle reti subite sia scaturita da palle inattive: se gli obiettivi sono importanti, nessuno si può concedere un lusso simile… Secondo appunto.
Se il Chieti si trova davanti una squadra che gioca a viso aperto (guardare le sfide contro Atessa e Sant per avere conferma…), i risultati sono più che positivi. Ma se poi gli avversari si chiamano Miglianico o Bojano, la macchina teatina s’inceppa. Non trova gli spazi per esprimersi come sa fare e va in tilt. Gli arrivi di Chafer e Visciglia hanno quindi due finalità ben precise: 1) dare benzina (ovvero gol) ad un reparto che, in precedenza, ha offerto cenni di vita (quasi) solo grazie agli spunti di Rosa; 2) accrescere l’esperienza di una squadra solida, ma forse troppo giovane. Chiaro, no?
Gianluca Lettieri