sabato 19 dicembre 2009
VIsciglia parla del Chieti
CHIETI -

Era arrivato a Chieti solo venerdì. Ma Davide Visciglia (nella foto) non ha perso tempo. Inizialmente, nella sfida contro il Centobuchi, ha seguito i suoi compagni dalla panchina. Poi, visto che le cose stavano girando piuttosto male, Vivarini l’ha subito chiamato in causa. Pochi minuti di riscaldamento ed eccolo in campo, al fianco di Rosa. Ancora un po’ di pazienza e il suo primo gol in neroverde è diventato realtà: calcio di rigore perfetto. E ancora: azioni pericolose, spunti interessanti, indicazioni per i compagni più giovani.

"E’ l’uomo che mancava alla nostra squadra", è stato il Vivarini-pensiero a fine gara. Come dargli torto? I numeri sono tutti dalla parte dell’attaccante nato a Soveria Manelli (provincia di Catanzaro). La stagione in corso di svolgimento rappresenta per lui l’undicesimo campionato di Serie D. Il totale? 277 presenze e 132 gol. Numeri importanti per un attaccante. E non bisogna dimenticare che, oltre alle innumerevoli esperienze tra i dilettanti, il curriculum di Visciglia è arricchito da 36 gettoni (sei dei quali in C1, ora Prima Divisione) collezionati tra i professionisti. Bastano questi dati, insomma, per comprendere l’importanza dell’acquisto formalizzato la scorsa settimana. Dunque, alla luce degli ultimi arrivi – dopo un inizio di stagione in cui l’obiettivo più o meno dichiarato era quello di "fare bene" – ora la società punta al primo posto.

Visciglia, un esordio migliore era impossibile da immaginare.

"Non posso lamentarmi. Anche perché non ero nelle condizioni ideali per giocare una partita di calcio. Mi spiego meglio: nelle ore precedenti, avevo percorso quasi 2000 km. Da Bologna, infatti, sono tornato a Lamezia; poi, dalla Calabria, mi sono diretto verso Chieti. Prima di scendere in campo,avevo sostenuto un solo allenamento con i miei nuovi. Sono felice, perché esordire con una vittoria ed un gol fa sempre piacere. Naturalmente, ora dobbiamo continuare su questa scia. Il campionato è lungo e gli esami da superare sono ancora tanti. L’importante, soprattutto in questo periodo della stagione, è dare continuità ai risultati".

Nonostante il gol, non ha ancora avuto un contatto ‘diretto’ col pubblico di Chieti, visto che la gara col Centobuchi è stata disputata a porte chiuse.

"Sono convinto che il calore del pubblico sia fondamentale. E lo dico senza retorica. La squadra è giovane e il supporto dei tuoi tifosi ti imprime una carica fortissima, che ti permette di superare anche gli ostacoli più difficili. Per quanto riguarda la città di Chieti, è inutile sottolineare l’importanza di questa piazza. Qui sono passati giocatori importanti, che adesso hanno l’opportunità di esprimersi ai massimi livelli del calcio italiano. Anche se solo da avversari, la mia strada e quella del Chieti si erano già incrociate qualche anno fa, quando vestivo le maglie del Matera e del Castrovillari".

Perché, negli scorsi giorni, ha deciso di lasciare Castelfranco?

"Sono stato lì quasi quattro anni. E l’obiettivo era sempre lo stesso: la salvezza. Ho deciso di dare loro una mano anche la scorsa stagione, dal momento che ho un ottimo rapporto col direttore sportivo. Nella sessione invernale di calciomercato, ho ritenuto opportuno andare via perché l’accordo con la società emiliana era chiaro: se fossero arrivate proposte di club più ambiziosi, mi avrebbero lasciato libero. E così è stato".

E’ trascorsa una settimana dal suo arrivo a Chieti: le prime impressioni sui nuovi compagni?

"Ripeto: la squadra è giovane. Ma il gruppo sembra solido, i fuoriquota hanno le idee chiare e i ragazzi più esperti possono vantare bagagli tecnici davvero notevoli. Sono convinto che questo collettivo possa fare bene, perché è composto da ragazzi con la testa sulle spalle. Gli acquisti dicembrini sono stati utili per rinforzare un parco giocatori già forte. I risultati conseguiti in questo primo scorcio di campionato, d’altronde, sono stati buoni. Ora, tutti dobbiamo acquisire una mentalità vincente. Anche se non è facile vincere sempre, perché…"

Perché?

"Il girone F è molto equilibrato. Ogni domenica è una battaglia e le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Sulla nostra strada, incontreremo squadre attrezzate come, ad esempio, la Santegidiese, L’Aquila e il Campobasso. Sì, il Campobasso: anche se i molisani accusano un ritardo dalla vetta di ben 12 punti, nel mercato si sono notevolmente rinforzati con l’arrivo di gente del calibro di Cordua ed Alessandrì".

Al momento della firma, la società che progetto le ha presentato?

"I programmi sono ambiziosi ma non mi è stato chiesto né di arrivare primo, né di arrivare secondo. Certo è che l’obiettivo è quello di disputare un campionato di vertice. Se a cinque-sei giornate dal termine ci troveremo in una situazione di classifica invitante, il discorso sicuramente sarà diverso. Ma, al momento, andiamo avanti senza correre troppo. Solo procedendo partita dopo partita possiamo migliorare".

Premessa: negli ultimi quattro anni, il suo rendimento non è mai sceso sotto le sedici reti stagionali. I tifosi teatini possono stare tranquilli…

(Sorride) "Spero che anche qui riesca ad avere un feeling particolare con il gol. Però posso solo promettere massimo impegno e professionalità".

Si faccia un regalo per Natale.

"Una vittoria a Canistro. Se arriverà grazie ad un mio gol poco importa. Non sarà facile tornare a casa con i tre punti in tasca, perché le squadre di bassa classifica si chiudono e non ti fanno giocare. Senza dubbio, insomma, incontreremo delle difficoltà. L’importante è superarle".

NOTIZIARIO – Ieri allenamento mattutino. Dopo la partenza di Fabrizio D’Ettorre, a Canistro il dodicesimo sarà il preparatore dei portieri Fabrizio Zambardi. Continua la trattativa per portare a Chieti il giovanissimo Ragni (’91), in forza alle giovanili del Pescara. Domani, Ivan Ploshtakov resterà a casa: l’attaccante bulgaro è alle prese con un problema al ginocchio. Achille Di Giovanni e Giammaria Gialloreto sono tornati ad allenarsi con il gruppo, ma difficilmente verranno convocati.

Gianluca Lettieri


postato da Ufficio Stampa alle