IL parto è stato lungo e travagliato, ma alla fine Roberto Aquaro è tornato a vestire il tanto agognato granata. Lo fatto a margine di una giornata intensa e convulsa che ha visto
in mattinata, a 24 ore dalla chiusura del mercato, il blitz a Città Sant’Angelo della storica
bandiera dell’Agnonese, Antonio Melloni, portare a termine la trattativa.
Due ore di discussione con il direttore generale dell’Angolana, Alessandro Di Dio e poi finalmente la stretta di mano. C’è l’accordo. La notizia viene catapultata ad Agnone, dove per le strade cittadine riecheggia l’urlo:
«Tanto già lo so, tanto già lo so, segna Aquaro». Era il pezzo mancante allo scacchiere di Massimo
Agovino che appresa la notizia, ha commentato.
«Devo dire infinitamente grazie alla società per questo regalo di Natale che ha fatto alla tifoseria
e alla città, ma al tempo stesso voglio rimarcare la voglia matta di Roberto di tornare in famiglia. Le qualità tecniche del giocatore non le scopro certamente io - ha proseguito Agovino - tuttavia mi ha fatto enorme piacere riabbracciare un uomo che pur di tornare alla base ha preferito rinunciare ad offerte faraoniche provenienti da altri club. E quanto dico questo non scherzo affatto, Roberto è tornato con noi perché crede fermamente nel progetto che la società granata
sta porta avanti con tanto entusiasmo e sacrifici ».
Ore 18.10, Roberto Aquaro sbarca nuovamente ad Agnone, come quel caldo pomeriggio di
agosto di due anni fa. «E’ come essere tornato a casa », le prime parole che il bomber di Martina Franca dirà al team manager Candido Ciccorelli e al direttore sportivo Maurizio Sabelli, che intanto sorridono.
E poi baci, abbracci e quel telefonino che la smette di suonare. Sono i suoi amici ultrà, quelli
che non lo hanno mai dimenticato e che non vedono l’ora di rivederlo finalmente in campo. Forse
domenica. Lui ci va piano:
«Dipendesse da me...». Ma c’è da valutare la condizione fisica, considerato l’infortunio alla caviglia di due settimane fa, che domenica scorsa contro la Recanatese lo ha costretto
a giocare con una infiltrazione.
«L’importante stasera è essere qui - sottolinea Roby-gol - spero di poter dare un valido apporto a tutto il gruppo che vista la classifica sta facendo benissimo».
Dopo l’impresa contro
L’Aquila, l’undici del presidente Carmine Masciotra è a cinque lunghezze dalla capolista Val di
Sangro e con 27 punti ha eguagliato il bottino maturato a fine girone di andata dell’anno scorso.
Se prima sognare era lecito, adesso con Aquaro lo è ancora di più.
Maurizio d’Ottavio
in mattinata, a 24 ore dalla chiusura del mercato, il blitz a Città Sant’Angelo della storica
bandiera dell’Agnonese, Antonio Melloni, portare a termine la trattativa.
Due ore di discussione con il direttore generale dell’Angolana, Alessandro Di Dio e poi finalmente la stretta di mano. C’è l’accordo. La notizia viene catapultata ad Agnone, dove per le strade cittadine riecheggia l’urlo:
«Tanto già lo so, tanto già lo so, segna Aquaro». Era il pezzo mancante allo scacchiere di Massimo
Agovino che appresa la notizia, ha commentato.
«Devo dire infinitamente grazie alla società per questo regalo di Natale che ha fatto alla tifoseria
e alla città, ma al tempo stesso voglio rimarcare la voglia matta di Roberto di tornare in famiglia. Le qualità tecniche del giocatore non le scopro certamente io - ha proseguito Agovino - tuttavia mi ha fatto enorme piacere riabbracciare un uomo che pur di tornare alla base ha preferito rinunciare ad offerte faraoniche provenienti da altri club. E quanto dico questo non scherzo affatto, Roberto è tornato con noi perché crede fermamente nel progetto che la società granata
sta porta avanti con tanto entusiasmo e sacrifici ».
Ore 18.10, Roberto Aquaro sbarca nuovamente ad Agnone, come quel caldo pomeriggio di
agosto di due anni fa. «E’ come essere tornato a casa », le prime parole che il bomber di Martina Franca dirà al team manager Candido Ciccorelli e al direttore sportivo Maurizio Sabelli, che intanto sorridono.
E poi baci, abbracci e quel telefonino che la smette di suonare. Sono i suoi amici ultrà, quelli
che non lo hanno mai dimenticato e che non vedono l’ora di rivederlo finalmente in campo. Forse
domenica. Lui ci va piano:
«Dipendesse da me...». Ma c’è da valutare la condizione fisica, considerato l’infortunio alla caviglia di due settimane fa, che domenica scorsa contro la Recanatese lo ha costretto
a giocare con una infiltrazione.
«L’importante stasera è essere qui - sottolinea Roby-gol - spero di poter dare un valido apporto a tutto il gruppo che vista la classifica sta facendo benissimo».
Dopo l’impresa contro
L’Aquila, l’undici del presidente Carmine Masciotra è a cinque lunghezze dalla capolista Val di
Sangro e con 27 punti ha eguagliato il bottino maturato a fine girone di andata dell’anno scorso.
Se prima sognare era lecito, adesso con Aquaro lo è ancora di più.
Maurizio d’Ottavio