Com'era facilmente prevedibile, non si è fatta attendere la replica del Canistro (rappresentato per l'occasione dal suo presidente), in merito alle accuse provenienti dal Capoluogo, e sempre in relazione al derby di domenica scorsa. Per dovere di correttezza diamo analogo risalto anche a questa "lettera aperta" proveniente dalla società marsicana, sperando che la cosa si chiuda qui, anche al fine di non alimentare ulteriori polemiche ed attriti dei quali, visto il momento, non si avverte alcun bisogno...
Il Direttore
La società Canistro calcio, negli ultimi giorni fatta scherno ingiustamente, da pseudo tifosi aquilani, e da una bassa speculazione mediatica, probabilmente legata agli stessi, ricorda che il calcio è uno strumento di aggregazione e solidarietà per i valori che esso esprime.
Nella persona del presidente Moreno Alonzi, ribadisce sdegno e disapprovazione verso quel gruppo di pseudo tifosi aquilani che a volto coperto si sono resi protagonisti nel lancio di sassi e sputi verso gli occupanti la panchina del Canistro, tanto da essere stati quest’ultimi costretti a richiedere più volte l’intervento delle forze dell’ordine a tutela della propria incolumità.
Lo stesso sdegno esprimiamo per quell’unica voce, a fine gara, che ha offeso la gente dell’Aquila e noi tutti, che durante l’evento sismico e dopo, ci siamo resi partecipi, attivi e fattivi, dell’immenso dramma che ha colpito la nostra splendida provincia e gli Aquilani in particolare che per storia, valori e cultura non meritavano.
Per questo e per i buoni rapporti che ci legano con l’Aquila calcio, che nulla ha che vedere con quegli pseudo tifosi, chiediamo un impegno congiunto per far si che certi atti non vengano più commessi e che il calcio come altri sport possa trasmettere ai giovani valori sani ed una una piacevole passione.
A testimonianza di quanto sopra detto, vedansi le decisioni adottate dal Giudice Sportivo in merito alla gara Canistro – L’Aquila dell’ 8 novembre u.s.
Moreno Alonzi (presidente Luco Canistro Srl)