Arbitri, Capone (ri)scrive alla Lega
L’ARBITRAGGIO del signor Raciti di Acireale a Ferruccio Capone non è andato proprio giù.
Probabilmente a causa dell’infelice direzione di gara del fischietto siciliano le già piccole residue speranze di poter recuperare un campionato già compromesso si sono trasformate nella rassegnata constatazione che ormai anche quest’anno è perso.
Il presidente del Campobasso, in una lettera pacata ma decisa inviata in Lega, ha spiegato secondo il suo punto di vista cosa non è andato durante la partita con il Chieti ed ha anche ricordato i torti arbitrali subiti dal Campobasso sia in questa stagione, sia soprattutto nel trascorso campionato quando i rossoblù riuscirono a raggiungere un record poco invidiabile di zero rigori in 34 partite di campionato. Quando invece si concedono rigori così «benevoli» come quello concesso dal signor Raciti al Chieti domenica scorsa ecco che un po’ di nervosismo sale su. A confermare l’invio della lettera in Lega è stato l’amministratore delegato Gaudiano Capone che ha comunque usato toni molto pacati: «E’ una lettera che vuole far riflettere su quan to accaduto domenica. A nostro modesto avviso contro il Chieti siamo stati danneggiati dalle decisioni arbitrali e non è la prima volta che ci succede da quando siamo a Campobasso». Del resto, anche senza voler fare una «lista degli torti» (noi comunque la facciamo a fianco) anche in questa stagione ci sono due o tre episodi che sicuramente non sono andati a favore del Campobasso. Il primo che tutti si ricordano è quello dell’epulsione di Murano nel derby con il Chieti a causa di una clamorosa simulazione di Pifano. In quell’occasione, beninteso, l’espulsione non determinò il risultato già ampiamente a favore dell’Agnone ma costrinse Paolucci a fare a meno del suo under di maggior qualità per ben tre partite. Il secondo episodio che viene in mente è un gol annullato a Covelli a Casoli. Il centravanti rossoblù si trovava in una posizione di sospetto fuorigioco che neanche le immagini televisive hanno mai chiarito se ci fosse o meno. Clamoroso invece sempre il rigore non concesso allo stesso Covelli, buttato a terra sulla linea di fondo dal portiere in uscita. A completare l’opera poi c’è il rigore concesso al Chieti do menica scorsa, quelli negati ai lupi, e l’espulsione di Gherardi. Insomma, gli arbitri sicuramente non sono teneri con il Campobasso soprattutto quando gioca in casa. L’unico episodio favorevole ai lupi che si ricorda è un rigore non dato al Bojano nel corso del derby di qualche settimana fa. Per il resto, se un direttore di gara (soprattutto se esordiente o semiesordiente come il signor Raciti) arbitra il Lupo in casa contro squadre di fuori regione si rischia quasi sempre che nel migliore dei casi la direzione di gara non sia «casalinga». Anzi. Il motivo? Probabilmente ce ne sono tanti. Sicuramente lo stadio di Selvapiana incute meno timore del vecchio Romagnoli di Via Albino. Sicuramente il pubbllico di Campobasso è molto più civile di tanti al
tri pubblici di casa del Meridione. Sicuramente dare un rigore contro al Campobasso in casa è sinonimo di personalità secondo molti arbitri. Forse la società rossoblù non è proprio ben vista nel Palazzo. Sta di fatto che ritualmente ogni tanto ci si trova a commentare un arbitraggio che ha sfavorito i rossoblù durante una partita casalinga.