E’ stata una sofferenza immensa restare seduto in panchina per oltre novanta minuti. Ma, alla fine, ne è valsa la pena. E così, nonostante un fastidiosissimo mal di schiena, il derby contro l’Atessa rimarrà impresso per tanto tempo nella mente di Vincenzo Vivarini . E non solo. Perché anche i tifosi e la società, in primis il presidente Walter Bellia, avevano chiesto una prova d’orgoglio dopo lo scivolone di Bojano. Imprevedibile quanto meritato. Invece, domenica, la vittoria del “Guido Angelini” è stata così limpida da indurre l’allenatore atessano, Mario Giandonato, a recitare il mea culpa senza grossi patemi. Così, grazie al ‘capolavoro’ firmato da Vitone e al tiro vincente partito dal destro di Rosa, il Chieti può tornare a sorridere.
Anche perché i neroverdi si riavvicinano alla vetta (la prima posizione, occupata dall’inarrestabile Sant di Aldo Ammazzalorso, ora dista sei punti), stabilendosi così in piena zona play-off. D'accordo, la classifica, almeno per il momento, riveste un’importanza relativa. Ma, d’altro canto, sarebbe compromettente perdere contattato con i primi posti. Ecco perché, nelle prossime settimane, il Chieti cercherà di ridurre ulteriormente il gap dal club vibratiano. D’altronde l’Elpidiense Cascinare e il Morro d’Oro sono due avversarie ampiamente alla portata.
Vivarini, se qualcuno le avesse detto che il Chieti si sarebbe sbarazzato della capolista, quale sarebbe stata la sua risposta?“In tutta sincerità, so che miei ragazzi hanno tutte le potenzialità per fare bene. Perché, se giochiamo come sappiamo, possiamo puntare tranquillamente alla vittoria. Sì, indipendentemente dall’avversario: con umiltà e massima applicazione può essere superato qualunque ostacolo. In settimana, avevo chiesto – come la società e i tifosi – maggiore cattiveria e più attenzione. E i ragazzi hanno raccolto l’invito. Basti pensare che, anche a fine gara, i nostri avversari hanno messo in risalto la limpidezza del risultato”.
Dopo una settimana d’inferno, sul Chieti è dunque tornato a splendere il sole…“E' vero – osserva Vivarini – anche se non è stato affatto facile metabolizzare il black out di Bojano. Quella gara, nonostante sia stata negativa, ci è servita di lezione: tutte le squadre, anche quelle di bassa classifica, devono essere affrontate con la massima umiltà. Altrimenti le brutte sorprese sono dietro l’angolo. E noi ne sappiamo qualcosa…”.
Contro l’Atessa VdS, a tratti si è visto un Chieti quasi perfetto: “La nostra è stata una prestazione super, perché abbiamo concesso pochissimo ai gialloblù. Siamo stati bravi a chiudere gli spazi, bloccando tutte le loro fonti di gioco. E nel corso gara, pur esprimendoci con ottime trame, abbiamo cambiato spesso atteggiamento in funzione delle mosse dell’Atessa. Di conseguenza, è stato necessario abbassare leggermente il baricentro dal momento che gli uomini di Giandonato sono bravi in contropiede. Insomma, non mi resta che complimentarmi con la squadra. Ma attenzione: il campionato è ancora lungo e tortuoso”. Note liete arrivano anche dal reparto arretrato; eppure, dopo 9', Gialloreto era stato costretto a lasciare il campo per infortunio (si prevedono circa di due settimane di stop).
“Volevo inserire Mammarella sin dal primo minuto”, rivela il tecnico di Ari. “Poi, per varie vicissitudini, ho deciso di confermare la stessa linea a quattro di Bojano, eccezion fatta per Safon (al suo posto ha giocato Cardinali, ndr). Entrato a partita già iniziata, Mammarella ha dato una dimostrazione di carattere e qualità. Nelle prossime partite, avrà lo spazio che merita: grazie ad un allenamento costante e serio, sta crescendo settimana dopo settimana. Restando in tema di pacchetto arretrato, la coppia centrale Mucciante-Ferretti ha garantito maggiore solidità”. Inutile soffermarsi sulla prestazione di Vitone. “Conosco Fernando da una vita, e da lui mi aspetto tanto. Può fare ancora meglio. Se riuscissimo a guadagnare più punizioni da distanza ravvicinata, potremmo sfruttare maggiormente la sua mira da cecchino”.
Il presidente teatino, Walter Bellia, è stato abbastanza chiaro: qualora a dicembre venissero richiesti dei rinforzi, la società si farà trovare pronta. “Indubbiamente, la piazza merita una squadra competitiva. Ma è ancora presto per parlare di marcato. E poi, se vengono meno qualità essenziali quali cattiveria, attenzione e continuità di rendimento, i nuovi innesti serviranno a ben poco. Manteniamo alta la concentrazione. Perché, se il vero Chieti è quello visto all’opera contro l’ex capolista, non dobbiamo aver paura di nessuno”.