Molto probabilmente se un mese fa qualcuno avesse pronosticato per L’Aquila dieci punti in quattro gare, più di qualche addetto ai lavori avrebbe accennato un sorriso. Ecco perché vedere il nome del capoluogo d’Abruzzo in cima alla classifica desta ancora un poco di stupore, ecco perché il punto rimediato a Chieti è diventato un punto conquistato e non due punti persi, ecco perché in una tifoseria mortificata per anni sta rinascendo quell’entusiasmo che non si respirava da tanto in città. Voglia di ricominciare mista ad orgoglio calcistico ed a quella fame di vittorie di cui una piazza come L’Aquila, ora più che mai, non è mai stata sazia.
Non può che far ben sperare, dunque, l’aver superato indenni un incontro come quello di domenica, contro una squadra attrezzata per vincere come il Chieti. Tanto più se alla resa dei conti sul tabellino dell’ incontro qualche concreta occasione targata L’Aquila risulti, eccome: "Del pareggio di Chieti io non guarderei il bicchiere mezzo pieno, bensì quello quasi pieno – ha esordito il team manager Paolo Ianni, uno che il calcio lo mastica da anni - E sarebbe potuto esserlo ancora di più se avessimo sfruttato le occasionissime capitateci nel finale o se l’ arbitro ci avesse concesso il rigore per l’ atterramento di Pietrella in area. Resta il fatto che tornare da Chieti con un punto per me rimane una nota positiva, confortato anche dalla prestazione di una squadra che ha risposto con le occasioni al predominio territoriale del Chieti. Siamo andati in difficoltà contro i loro esterni ma abbiamo saputo soffrire ed alla fine credo che le parate più importanti le abbia fatte il loro portiere, Di Prete."
Poi, dall’alto della sua esperienza, Ianni passa ad analizzare questo avvio di stagione. "Per tanti è risultato inaspettato, ma per me che seguo la squadra dal 25 luglio non lo è. Ma questa mia convinzione parte da lontano, cioè dal ritiro di Amandola che è stato un importantissimo punto d’ inizio: un periodo utile a cementare il gruppo ma soprattutto l’ occasione giusta per mister Cifaldi di dare la giusta mentalità a questi ragazzi. Tuttora in ogni allenamento il mister ricorda loro che delle vittorie non devono interessarci i punti, quanto le soddisfazioni che potremmo regalare ai nostri tifosi, agli aquilani. E questa credo sia la chiave di tutto, la motivazione che ci consentirà di rimanere con tanta umiltà tra le prime cinque del girone.
Cosa mi piace di questa squadra? – ha proseguito Ianni – Attualmente sopra le righe c’è la difesa imbattuta, ma questo dato conforta anche sulla tenuta di un centrocampo che protegge bene la retroguardia. E poi non dimentichiamoci che possiamo contare su un attacco pesante. Quello che servirebbe, invece, è qualche altra pedina per la panchina. A parere mio innanzitutto un terzino fuoriquota del ’91 possibilmente adattabile a centrale, ma poi un centrocampista d’ esperienza che possa coprire eventuali mancanze per squalifiche e infortuni sarebbe il massimo. Per il resto, ripeto, credo che abbiamo tutto per giocarci un posto tra le prime cinque."
E domenica, intanto, arriva l'Atletico Trivento, altro ostico momento verità per una squadra che non vuole abbandonare la strada intrapresa… "Dovranno fare a meno dello squalificato Berardi, un valido esterno abituato a saltare l’uomo, ma i molisani restano comunque una corazzata. In casa hanno praticamente eretto un fortino, potendo contare anche su un campo piccolo ed in sintetico, mentre fuori dalle mura amiche qualche problemino potrebbero averlo, perché mi hanno parlato di un reparto centrale di difesa non molto veloce. Ricordiamoci comunque che senza il punto di penalizzazione sarebbero ora a pari merito con noi ed Atessa Vds, quindi ci attende sicuramente una partita durissima. Senza dimenticare un bomber come Chicco che sta facendo la differenza praticamente ogni domenica. Ma i nostri ragazzi stanno facendo il proprio dovere in allenamento e daranno il massimo anche in partita ed io, sinceramente, mi sento tranquillo del loro impegno ."
Quando si dice la tranquillità dei forti…
Al.Fa.