martedì 6 ottobre 2009
L'11 ideale di NuovoMolise
Luca Zoghaib (Olympia Agnonese):
diciannove anni il 30 agosto scorso,
arriva da Milano. Il direttore sportivo
Maurizio Sabelli, tramite l’amico
di un amico, è andato a pescarlo nella
Promozione lombarda, tra i giocatori
dell’Accademia Sandonatese. Una
vera scommessa che, per il momento,
premia l’occhio attento dei dirigenti
granata. L’infortunio di D’Ippolito
sembrava una mazzata pesante per
mister Agovino e invece, questo ragazzo
si sta facendo onore con interventi
puliti e, a volte, decisivi. Con
mister Nunziata a fargli da chioccia
potrà solo migliorare.
Gianluca Gennarelli (Campobasso):
con Manzo è stato l’unico Lupo a
salvarsi dal naufragio di Canestro.
Considerato che giocava in un ruolo
non suo e che per lui era la prima da
titolare, il ventenne campobassano
non ha tradito le attese e - quello che
ha reso diversa la sua partita da
quella degli altri - non ha fatto danni...
Grande impegno, di questo nessuno
osava dubitare, ma soprattutto
nessun errore sulla fascia di competenza.
La squadra di Paolucci ha sofferto
tantissimo dall’altra parte, sulla
corsia sinistra.
Pietro Pifano (Olympia Agnonese):
il gol che ha fatto è da centravanti
di rapina, da Paolo Rossi (per ora)
di ’quarta serie’. Del resto, questo
scaltro ventenne, nella Virtus e poi
nelle Acli, giocava da prima punta e
segnava valanghe di reti. Poi, sulla
sua strada è arrivato «Magovino»
che, dopo l’esperienza con la Primavera
dell’Arezzo, lo ha trasformato in
terzino sinistro. Il risultato è che l’Agnone
ha trovato un giocatore insostituibile
in quel ruolo e che Pifano ha
continuato ad avere un ottimo feeling
con la porta avversaria. E’ il suo secondo
acuto in cinque partite e, statene
certe, non si è trattato di sporadiche
e fortunose imprese di giornata.
Antonello Corradino (Trivento): a
trentacinque anni suonati (li ha fatti
venerdì scorso) continua a macinare
chilometri e a ’mettere la museruola’
ai rivali di turno che affronta a ridosso
della linea mediana. Contro la capolista
L’Aquila ha incarnato, insieme
all’altro ’vecchietto terribile’ Voria,
il volto coriaceo di un Trivento
talmene maturo e ’tosto’ da riuscire a
non subire reti in doppia inferiorità
numerica (2).
Sergio Ruggieri (Bojano): è il re
degli anticipi, soprattutto di testa. Ma
sa anche comandare la difesa, impostare
l’azione a centrocampo e rendersi
pericoloso su calcio piazzato e, sempre
di teste, nell’area avversaria. Domenica,
contro il Morro d’Oro è stato
l’ultimo ad arrendersi e, nel finale di
gara, lo abbiamo visto avvicinarsi con
calma all’arbitro per chiedergli spiegazioni
sui due rigori negati al Bojano
e su una mancata espulsione agli
ospiti, per una gomitata a centrocampo.
E’ il segno che Ruggieri, nonostante
la giovane erà (è un classe 1985) si
sta via via trasformando nel giocatore
più forte del Bojano. Complimenti al
club bifernino che è riuscito a riportarlo
a casa dopo la bella parentesi in
almololise.
Francesco Salvatore (Olympia
Agnonese): quando sostuitì l’infortunato
Pesce Rojas nel derby di Campobasso
sembrava quasi la vittima sacrificale
di una difesa costretta ad imbarcare
acqua. Ma lui non solo ha segnato
e vinto quella sfida, ma poi si è
confermato su ottimi livelli nelle tre
successive partite con il picco di domenica
scorsa quando ha francobollato
il temibile attaccante teatino Rosa.
Difficile che Agovino rinunci a lui, anche
dopo il ritorno di Pesce Rojas.
Angelo Leone (Trivento): fuoriquota
affidabile, alla seconda stagione
con la casacca gialloblù. Ieri, ha retto
bene a centrocampo mettendoci il
doppio dell’impegno dopo che il suo
’collega’ di reparto, anche lui juniores,
Gallo, si è fatto espellere. Prelevato
due anni fa dalla Primavera del Bari
si sta rivelando un buon investimento.
Antonio Orlando (Olympia Agnonese):
non è più un ragazzino e l’esperienza
lo aiuta. Ma il cuore e le
gambe denotano ancora tanta freschezza
e voglia di sacrificarsi quando
Agovino lo chiama, magari anche
per impiegarlo in un ruolo a lui non
congeniale. A centrocampo, più arretrato
rispetto al passato, si trova benissimo.
Con Cerone e Sarracino aveva
già fatto in pieno il suo dovere,
ora, con Siciliano a fianco, rende ancora
di più.
Fabio Di Vito (Olympia Agnonese).
Ora che ha ritrovato pure il gol,
possiamo dirlo senza tema di smentita:
Fabio Di Vito è tornato. Caricato
da un ambiente che sembra fatto su
misura per lui, l’esterno alto termolese
sta dimostrando con una continuità
di rendimento per lui inedita che
non è il giocatore abulico e impersonale
che abbiamo visto a tratti a
Campobasso. Tiro micidiale, scatto
repentino e tecnica sopraffina. L’Agnone
ha trovato il suo ’profeta’. E
ora che in avanti c’è anche Improta,
Di Vito si sentirà meno solo e, probabilmente,
riuscirà ad essere ancora
più incisivo sotto rete (2).
Carlo Siciliano (Olympia Agnonese):
terza convocazione consecutiva
nella nostra speciale top 11. La merita,
eccome. Qualcuno potrebbe obiettare
dicendo che ormai Siciliano si
porta dietro la nomea di ’metronomo
del centrocampo granata’ a prescindere
dalla prestazione. Un po’ quello che
successe al grande Franco Baresi in
una delle ultime fasi della carriera:
bastava un tackle riuscito ed era subito
sette in pagella. Ma non è così,
almeno per chi ha visto giocare questo
bravo centrocampista nel primo
scorcio di campionato. Se l’Agnone è
terza in classifica il merito è di tutti i
giocatori, della società e del mister,
ma senza Siciliano siamo convinti che
non sarebbe stata esattamente la
stessa cosa (3).
Carmine Guglielmi (Trivento): il
dolore all’inguine per quella maledetta
ernia che, fino al mese di luglio,
quando si è operato, lo frenava quando
scattava o calciava con forza in
porta, si è improvvisamente placato.
Ieri, dopo una buona riabilitazione, è
tornato in campo e ha giocato subito
ottantasei minuti. Per lui una buona
gara condita da tantissimo impegno
al supporto di una squadra che soffriva
in nove contro undici. Subito protagonista,
ha ripagato (e continuerà a
farlo) la fiducia di Carannante.

postato da Ufficio Stampa alle