Capone-Big Gino, è guerra aperta su acqua e stadio
LA REPLICA arriva sferzante dopo un attimo di sconcerto per delle dichiarazioni che sembrano irreali dopo le numerose attestazioni di «apertura» negli incontri precedenti.
Ferruccio Capone a telefono si fa spiegare per bene cosa ha detto il sindaco Di Bartolomeo ad altre emittenti riguardo alle bollette dell’acqua da pagare e, dopo aver constatato che effettivamente sono state rese, risponde in maniera stranamente tranquilla (anche se ovviamente delusa):
«Se il sindaco di Campobasso ha effettivamente dichiarato queste cose io prendo atto ma non intendo rispondere. Lascio ai tifosi commentare questa presa di posizione».
Presidente ma le bollette dell’acqua chi le paga?
«Le pagherà qualcun’altro evidentemente...».
Che intende dire?
«Mi dicessero apertamente a chi vogliono che consegni la squadra...».
Si spieghi meglio presidente.
«Mi viene da pensare fortemente che ci sia la volontà di scoraggiarmi a continuare la mia avventura alla guida del Campobasso. Spero di sbagliarmi ma ho questo timore».
Ed ora cosa farà?
«Non lo so. Devo ammettere che sono rimasto abbastanza disorientato».
Se gli incassi verranno pignorati e l’acqua dello stadio verrà chiusa giocherete altrove?
«Non so neanche questo. Può darsi che non si giochi nemmeno. Chissà».
I lavori allo stadio? La convenzione? Gli sponsor? Cosa succede ora?
«Chiedetelo al sindaco. Di sicuro tuteleremo i nostri diritti se necessario».
In che modo?
«Non voglio fare ulteriori polemiche».
Ma voi avete intenzione di continuare?
«A questo punto non so se si vuole che noi continuiamo».
Lei è un sindaco come Di Bartolomeo. Si sarebbe comportato alla stessa maniera con la squadra della sua città?
«Me ne sarei guardato ben donde. Non riesco davvero a capire questo cambio di atteggiamento. Adesso le sponsorizzazioni promesse dal sindaco arriverebbero soltanto se noi paghiamo l’acqua? Mah. Ripeto: non volevo neanche parlare. Lascio giudicare ai cittadini ed ai tifosi quanto sta succedendo. Io non voglio aggiungere altro».
L’intervista si chiude qui con un Capone più deluso che arrabbiato o rassegnato. L’ingegnere irpino infatti non sembra avere la minima intenzione di consegnare il titolo nelle mani del sindaco e a questo punto sembra inevitabile una difesa ad oltranza riguardo alle bollette d’acqua da pagare ed uno scontro con il Comune riguardo ai lavori anticipati e mai pagati. L’acqua non verrà pagata e se arriverranno i pignoramenti si andrà avanti anche con gli incassi sequestrati. Se poi l’esattoria chiuderà i rubinetti dello stadio di Selva Piana si sarà costretti ad emigrare in altri lidi. Riguardo ai lavori la società spera ancora in un accordo anche per arrivare alla firma della convenzione ma se ci sarà ancora una chiusura totale dall’altra parte si arriverà probabilmente alle vie legali. Questa, purtroppo, è la situazione attuale. In cuor loro i Capone sperano ancora in un riavvicinamento con l’amministrazione comunale ma in caso contrario sono pronti alla battaglia. Una cosa appare certa: il patron irpino non cederà gratuitamente il titolo sportivo a nessuno. In tutto questo a rimetterci sono soltanto i tifosi rossoblù che sono tra l’incudine ed il martello e vedono ancora una volta quantomai incerto il futuro della squadra della propria città. La speranza è che si possano superare le incomprensioni di questi giorni ed arrivare ad una soluzione condivisa e positiva per il bene di tutti. Un fallimento del Campobasso (oppure un esilio) non gioverebbe a nessuno: a Capone, ai tifosi, alla squadra ed al sindaco di Campobasso.
G.C. Mascione
Nuovomolise