CHIETI - Era diventato l’incubo della tifoseria neroverde. La sua “fiondata”, in un pomeriggio di fine maggio, aveva buttato il Chieti fuori dai play-off. E non è tutto: Alessio Savi (nella foto), giovane umbro nella passata stagione in forza al Casoli, era un recidivo. Tradotto: già nella gara di andata della regular season, aveva messo a segno la rete del definitivo (ed umiliante) 2-0. Un gol trasformatosi in una sorta di lettera di licenziamento per l’allora tecnico Rinaldo Cifaldi.
Adesso però Savi avrà tutto il tempo per farsi perdonare: è proprio lui infatti il primo acquisto ufficiale del Chieti 2009/2010. Nonostante la giovane età, il ventenne esterno destro (classe 1989) di proprietà della Ternana ha dimostrato (con i fatti) di poter ‘reggere’ l’urto della Serie D. Certo, si tratta pur sempre di un pianeta pieno zeppo di vecchi ‘volponi’, nel quale l’esperienza, il più delle volte, finisce col fare la differenza. Ma quest’anno, complice l’aumento dei fuoriquota (ne dovranno essere utilizzati cinque: un ’88, un ’89, due ’90 e un ’91) la vetrina sarà tutta per i giovani.
Tornando a Savi, non è stato affatto semplice stendere la parola fine sulla trattativa. Sulle tracce del centrocampista, infatti, c’era anche il Campobasso. Addirittura, in terra molisana, l’arrivo del fuoriquota che nella passata stagione aveva ‘sbalordito’ lo stesso tecnico Silvio Paolucci era stato dato per certo. Appunto: Savi era ritenuto vicinissimo al club del capoluogo molisano proprio alla luce dell’ottimo rapporto esistente tra l’allenatore di Tollo e la Ternana, con la quale Paolucci ha lavorato – in qualità di tecnico della formazione Primavera – per due stagioni consecutive. E, invece, la dirigenza teatina è riuscita a stravolgere i piani dei rossoblù. Dunque, il primo tassello della Vivarini-band ha un volto: non a caso, Savi si adatta perfettamente al modulo – il 4-2-3-1 – che il trainer di Ari ha intenzione di utilizzare. In chiave mercato, continua anche la trattativa per Roberto Aquaro.
Nel frattempo, torna finalmente a palare Alfiero Marcotullio. Il co-presidente teatino commenta così le ultime scelte della società: “Abbiamo deciso di puntare ancora su Di Giampaolo (direttore generale, ndr) e Battisti (direttore sportivo, ndr) perché crediamo nella loro competenza. Indipendentemente dai ruoli, hanno sempre lavorato duramente per il bene del Chieti. Anche se sottotraccia e in modo praticamente gratuito, dimostrando così grande serietà e professonalità. Per quanto riguarda la parte iniziale della scorsa stagione, sia Di Giampaolo che Battisti non hanno alcuna responsabilità. Non devo difendere nessuno, perché i fatti parlano chiaro”. E conclude: “Vivarini è un allenatore competente, farà bene. La società, dal canto suo, si sta muovendo con decisione sul mercato. Confermo: presenteremo la domanda di ripescaggio”. Il vice-presidente Walter Bellia ha assistito alla stage riservato ai fuoriquota, svoltosi ieri pomeriggio presso il campo “Celdit” di Chieti Scalo. Nell’occasione, il neo tecnico Vivarini ha avuto l’opportunità di osservare diversi under. Bellia argomenta brevemente: “Tra mille difficoltà andiamo avanti. Gli imprenditori della zona dovrebbe seguire l’esempio della Pro Vasto. La società del presidente Crisi, infatti, nel giro di pochi giorni è stata rafforzata da decine di nuovi soci”.
LA PROTESTA. E’ stata un sabato ricco di eventi: la tifoseria, con un comunicato dal titolo eloquente (Comune e società vergogna di questa città!), ha deciso di alzare la voce. E ha organizzato un sit-in per lunedì 13 luglio, in programma a partire dalle ore 18, presso l’ex Banca d’Italia (Piazza Valignani), sede provvisoria del Comune di Chieti. Come si legge nel comunicato a firma del club Irriducibili ’89, i tifosi sono delusi a causa delle “tante chiacchiere e le solite false promesse. Pure quest’anno la situazione si ripete”. Anche perché “non si hanno notizie della Chieti Calcio” e “dopo i proclami di qualche mese fa (vero sindaco, vero società?) riguardo ad ingressi in società e a programmi di immediato ritorno tra i Professionisti, sono arrivati solo silenzi insieme a smentite e lamentele”. E ancora: “Noi vogliamo e meritiamo chiarezza da tutti questi signori. Per questo invitiamo tutti i tifosi neroverdi, soprattutto coloro che preferiscono le parole ai fatti, a partecipare al sit-in di protesta”. Il comunicato termina così: “Ora basta, fuori le p…. e facciamoci sentire. Scendiamo in campo per difendere il nostro Chieti!”.
LA RISPOSTA. Anche la società fa sentire la sua voce affidando ad un comunicato stampa la propria replica. Con l’obiettivo di “fare chiarezza circa la situazione paradossale che si sta registrando attorno al sodalizio neroverde in questo particolare momento della stagione sportiva”. Subito dopo, il riferimento al sit-in organizzato dai tifosi: “alla luce di lamentele e contestazioni”, la dirigenza tiene a precisare che le notizie che hanno spinto i supporters a mobilitarsi “non rappresentano il vero”. Confermando la volontà di allestire un “organico competitivo”, viene sottolineato che “la società sta lavorando alacremente per assicurare una stagione di vertice ai propri sostenitori, ma lo sta facendo nel silenzio con l’obiettivo di non creare turbative ad un mercato già di per sé ricco di insidie”. Per quanto riguarda infine il fronte societario, l’ingresso del River 65 rappresenta una “garanzia di solidità e programmazione, soprattutto per quello che riguarda il ruolo strategico del settore giovanile”. Ma l’obiettivo numero uno resta “quello di consolidare la base per assicurare alla città un futuro calcistico roseo”. La nota termina con un richiesta ben precisa: “La Società, infine, invita i propri tifosi a rimanere vicini alla realtà neroverde. Per far bene serve l'aiuto di tutti; di tutti coloro che vogliono davvero bene alle sorti della squadra di calcio della Nostra Città!”.
Gianluca Lettieri