Finalmente, un po’ di chiarezza. Il primo passettino: l’ingaggio del tecnico Vincenzo Vivarini; il secondo: le conferme dietro la scrivania di Luciano Di Giampaolo e Alessandro Battisti, rispettivamente nel ruolo di direttore generale e direttore sportivo.
Adesso però è giunto il momento di tuffarsi nel calciomercato. E bisogna fare in fretta, visto che tra dieci giorni è in programma l’inizio della preparazione pre-campionato (in sede). E’ dunque necessario recuperare il tempo perduto.
Già qualche giorno fa, il trainer di Ari aveva iniziato a sondare il terreno. Al momento, l’obiettivo numero uno resta Roberto Aquaro. L’attaccante di Martina Franca, l’anno scorso alla corte di mister Agovino, è l’oggetto del desiderio di molte società di categoria (Atessa Vds, Campobasso, Orvietana, Rieti).
Ed è difficile la permanenza ad Agnone: la distanza economica è finora considerevole. Ma il suo sogno sarebbe quello di approdare in una società professionistica, anche se questa possibilità è tutt’altro che scontata. Ecco il motivo per cui il calciatore, affiancato dal suo procuratore Gianfranco Cicchetti, sta temporeggiando.
L’Atletico Trivento, assieme al Chieti, resta in pole position. Ma il club molisano – che ha comunque presentato una proposta (economica, s’intende) assai interessante – non ha intenzione di attendere all’infinito: non a caso, è stato contatto pure l’ex casolano Chicco.
In realtà, era stato fatto un sondaggio anche con Francesco Covelli. A proposito: l’ex punta del Carpi piace pure al Chieti. Però, il suo ingaggio risulta molto esoso. Secondi fonti molisane, Covelli sarebbe pertanto ad un passo dal Campobasso.
E l’arrivo in rossoblù potrebbe essere favorito dalla presenza di mister Paolucci, con il quale ha lavorato nella stagione appena terminata. Piccola parentesi: il Campobasso sta attraversando una situazione alquanto ambigua. Il presidente Capone ha minacciato di lasciare il capoluogo molisano (pericolo poi rientrato), ma intanto il duo Paolucci-Nucifora è a Milano per portare avanti diverse trattative di mercato. Chissà…
Nei scorsi giorni, sembrava che nell’affare-Aquaro potesse rientrare anche Vittorio Ciarlariello. Proprio ieri, però, il difensore centrale (era già stato a Chieti) ha ricevuto un’inaspettata chiamata dal tecnico Agovino. Che lo avrebbe invitato a restare in granata, poiché rientra nei suoi piani tecnici.
Nel frattempo, il Chieti avrebbe fatto un sondaggio per Damiano Partipilo (impossibile l’arrivo di Siciliano, confermato ad Agnone). Il centrocampista, anch’esso in forza all’Olympia Agnonese, ha chiesto un sostanzioso aumento del rimborso: è difficile – o meglio: è (quasi) impossibile – che la società molisana assecondi le sue richieste.
Però non è ancora molto chiaro se Partipilo sia adatto o meno al modulo di gioco di Vivarini, intenzionato a costruire la squadra attorno ad un offensivo 4-2-3-1. Ad ogni modo nell’Agnone, il calciatore ha (quasi) sempre giocato al centro del trio di centrocampo (Agovino era infatti solito schierare i suoi con il 4-3-3).
RIPESCAGGIO – Il Comitato Interregionale, nelle scorse ore, ha diramato l’ennesimo comunicato ufficiale circa i criteri di ripescaggio. Analizzando nel dettaglio la situazione del Chieti, secondo le nuove norme, c’è poco da stare allegri: l’approdo in Seconda Divisione appare difficile.
Prima precisazione: in chiave ripescaggio, con il meccanismo dell’alternanza, verranno ammesse d’ufficio una società di serie D ed un club retrocesso dalla Seconda Divisione. I primi due posti, nella graduatoria del Comitato Interregionale, sono stati già assegnati alla vincente e alla perdente della finale play-off (Nocerina e Vico Equense).
Torniamo ai neroverdi (tra parentesi è illustrata la situazione del Chieti). Verranno tenuti in considerazione: il bacino d’utenza (società avente sede in capoluogo di provincia: 3 punti); il valore sportivo (nessun punto, non avendo, nel periodo compreso tra la stagione 2004/05 e l’annata 2007/08, disputato campionati di serie D); i meriti sportivi (2 punti alla società classificatasi al quarto posto nel proprio girone); le valutazioni aggiuntive (un punto per la partecipazione all’Assemblea, alla quale la società teatina non avrebbe dovuto mancare); il volume dell’attività giovanile (un punto per la partecipazione al campionato Juniores); i meriti disciplinari (nessun punto); la valutazione dell’impianto sportivo (il punteggio, variabile da 1 a 4, potrebbe essere massimo poiché l’Angelini è stato recentemente ristrutturato); le detrazioni relative all’ultimo torneo (-2 per ogni 100 punti della Coppa Disciplina relativa al campionato di Serie D).
Dunque, salvo colpi di scena, il punteggio del Chieti non raggiungerà neanche quota dieci. La speranza è che siano molte le società escluse dalla Lega Pro (bisogna attendere la sentenza definitiva per evitare illusioni). Nel frattempo però, la strada, per i colori neroverdi, si fa decisamente dura…
Gianluca Lettieri