martedì 7 luglio 2009
Angolana: Gabriele Bankowsky non ricoprirà più
Si prepara al ripescaggio in Seconda Divisione. Ma, nel frattempo, la Renato Curi Angolana perde pezzi.
Nel prossimo campionato, tanto per fare un esempio, Gabriele Bankowsky non ricoprirà più
la ricarica di presidente.

Una scelta per certi versi annunciata: l’ex calciatore del Chieti è infatti diventato socio della
Delfino Pescara 1936. L’addio arriva dopo quattro anni, due dei quali griffati dalla carica di
presidente, trascorsi in seno alla società.

Ma resterò comunque all’interno dell’organigramma”, precisa il diretto interessato. “Molto probabilmente
in qualità di consigliere”. Salvo sorprese, le redini passeranno nelle mani del figlio del patron Peppe
De Cecco, Adolfo. “Un ragazzo giovane, ma molto capace e preparato”, sottolinea Bankowsky.

"Dunque, lascerò la società in ottime mani”. Poi, l’ormai ex numero uno del club di Città
Sant’Angelo spiega i motivi della sua scelta: “E’ giusto che, dopo quattro anni, ci sia un cambio.
E’ fisiologico. D’altronde, è impossibile sostenere allo stesso tempo sia il sacrificio economico riguardante il Pescara sia quello relativo all’Angolana. E’ stato necessario fare una scelta, spero che sia quella giusta…”.

Qualcuno denuncia un clima di disinteresse intorno al sodalizio di Città Sant’Angelo. “E sbaglia. Perché l’Angolana potrà ancora contare sull’importantissimo sostegno della famiglia De Cecco. Inoltre, verranno intensificati i rapporti di collaborazione con la Pescara Calcio. Altro che clima di smobilitazione…”

Appena sente la parola ripescaggio, Bankowsky taglia corto: “Per evitare che la situazione diventi ancora più ridicola, entro il 20 luglio la Lega dovrà comunicare la possibilità di approdare in Seconda Divisione”. Stop. Lei sta dando tutto per certo. “Sì, crediamo nel ripescaggio: al 99,9 %, nella prossima stagione giocheremo tra i professionisti. In caso contrario, ci troveremmo a subire l’ennesima ingiustizia".

"E, in questa malaugurata ipotesi, ci faremo sentire chiedendo rimborsi stratosferici”. Per la panchina, iniziano a circolare i primi nomi. Pur restando in piedi l’ipotesi che porta ad Eusebio Di Francesco, in caso di ripescaggio in Seconda Divisione si è parlato dell’accoppiata Norscia – Zucchini (quest’ultimo ricoprirebbe il ruolo di direttore tecnico).

Bankowsky, senza smentire, cerca di ‘congelare’ l’argomento: “Preferiamo non fare nomi. E’ risaputo che, nel mondo del calcio, le situazioni possono cambiare da un momento all’altro”. Rimandando i tempi, anche a causa dell’incertezza circa il campionato cui l’Angolana prenderà parte, si può correre il rischio di farsi trovare impreparati.

Dal di fuori, potrebbe apparire così. Noi, invece, stiamo lavorando sotto traccia. Con intelligenza, in silenzio, senza fare proclami. L’Angolana, insomma, è destinata a diventare una società pilotata del Pescara. E, proprio per questo, i rapporti saranno intensificati. Le due società pescaresi devono unirsi per un interesse comune: creare un grande settore giovanile, oltre che un'immensa scuola calcio che vada ad abbracciare tutto l'Abruzzo. Ribadisco: non abbiamo intenzione di snobbare’ l'Angolana. Ma vogliamo farla crescere. Come accaduto a Pescara, cercheremo di costituire una cordata di imprenditori locali. Che possano affiancarci in questa avventura, la quale si preannuncia difficile ma stimolante.

Fin da quest'estate, dunque, Bankowsky si dedicherà (quasi) completamente al Pescara. Però, fermo restando che continuerò a dare una mano ai colori neroazzurri, il club angolano resterà per sempre nel mio cuore.

E comunque un addio senza (grossi) rimpianti. Sono contento dell'accoglienza che mi ha riservato Città Sant'Angolana. Credo, comunque, di aver lasciato un buon ricordo: gli attestati di stima dei tifosi sono tantissimi. Vuol dire che ho lavorato bene.

Domande secche: la soddisfazione più grande? “La vittoria nella battaglia legale per il ripescaggio.
La delusione più cocente, invece? Semplice: l'esclusione dalla griglia delle promozioni d'ufficio in Seconda Divisione. Davvero un'ingiusta, avendo i requisiti per poter ambire a quel traguardo.

Parliamo dell’aspetto puramente sportivo. La beffa più atroce della sua esperienza di presidente si è consumata quel maledetto 4 maggio 2008. Una gara impossibile da raccontare, quella contro la Maceratese. Nessuno poteva immaginare un epilogo simile.

Quest’anno, invece, avete ampiamente reso al di sotto della aspettative. Il nostro campionato è stato una mezza delusione. Dopo la disfatta del torneo precedente, eravamo sconcertati. E, sbagliando, abbiamo cambiato tutto: qualche pedina poteva essere trattenuta”.

Ultime parole da numero uno della società: “Sono orgoglioso: scongiurando spiacevoli sorprese, sarò il primo presidente della storia dell’Angolana ad aver portato il club tra i professionisti”. Niente male, no?

da CALCIO ABRUZZO DILETTANTI

postato da Ufficio Stampa alle