Un'altra fumata grigia. L'ennesima, ieri mattina. Intorno alle nove, i soci - Marcello
La Rovere, Alfiero Marcotullio e Walter Bellia - della neonata Chieti Calcio Srl e
gli imprenditori interessati ad entrare in società si sono dati appuntamento
presso il Palazzo Comunale. L'oggetto della riunione: incontro importantissimo per il
futuro del calcio teatino. Sì, davanti al sindaco Francesco Ricci. "Perché - come
ha affermato più volte il vice-presidente Walter Bellia - il nostro obiettivo è quello
di costituire una società solida, non una meteora. E' assolutamente
necessario l'allestimento di un gruppo dirigente forte, capace di garantire longevità
al calcio cittadino".
Alla fine, però, solo cinque imprenditori hanno risposto alla chiamata. Si tratta di
Massimo Reale, Elio Serpellini, Ottavio Bernardini, Mauro Bassi e Gianni
D'Orazio. Quest'ultimo, già durante la stagione andata agli archivi, aveva partecipato
come sponsor. Bassi, invece, assieme a Tonino Romano, è già presidente del
River 65, società scalina che si occupa di attività giovanile. Ebbene, uno degli
obiettivi sarebbe proprio la creazione di un unico settore giovanile. Ma, anche sotto
questo aspetto, c'è ancora tanto da lavorare.
Bellia, al termine dell'incontro, commenta brevemente: "Mi aspettavo una risposta sicuramente più consistente. Infatti, credevamo che qualche altro imprenditore fosse interessato alla squadra di calcio cittadina. Forse, dobbiamo ricrederci... Un altro incontro è previsto per mercoledì". Dunque, quale strada seguirete? "Vedremo se qualcun altro si farà avanti. O, per lo meno, questa è la nostra speranza. Se la situazione rimarrà invariata, poi si vedrà. Ci siederemo al tavolino e tireremo le somme..."
La situazione, insomma, non è affatto chiara. Anzi. Secondo alcune voci di corridoio, non è da escludere che la società possa prendere delle decisioni eclatanti. Bisognerà aspettare ancora qualche ora: tra questa sera e domani potrebbero arrivare le prime notizie ufficiali. Però senza dubbio, ora più che mai, è necessario stringere i tempi. "Ne siamo consapevoli", continua Bellia. Per quale motivo, allora, i rinvii si susseguono? "Perché vorremo rendere partecipi i nuovi soci delle decisioni riguardanti la prossima stagione. Ora, però, essendo giunti alla fine del mese di giugno, non possiamo più attendere. Quali discorsi abbiamo affrontato con gli imprenditori che si sono presentati all'incontro? C'è stato un primo approccio, pertanto abbiamo iniziato a parlare del progetto futuro".
Per la panchina, intanto, è una corsa a tre. I candidati, com'è noto, sono Vincenzo Vivarini (nella foto), Ersilio Cerone ed Alessandro Battisti (che deve essere ancora contattato dalla società). Il primo, cui potrebbe essere legato Giuseppe Tambone (nella veste di direttore sportivo), quest'anno ha collaborato con la Renato Curi Angolana. Fino a marzo però, avendo poi presentato le proprie dimissioni. Cerone, invece, nell'ultimo campionato non ha allenato. Due anni fa, invece, sotto la regia di D'Ottavio - che è avvantaggiato, rispetto a Tambone, nella lotta per la scrivania neroverde - ha lavorato alle dipendenze dell'Olympia Agnonese. Ed è probabile che il tandem venga riproposto a Chieti.
Il ds di Agnone, nonostante tutto, non si sbottona. Pur non ammettendo di aver intavolato una trattativa col Chieti, lancia un ‘segnale': "Qualora arrivasse una chiamata ufficiale del Chieti (degli incontri ci sono già stati, ndr), accetterei l'incarico solo per puntare a vincere. D'altronde, per forza di cose, disputando un campionato di Serie D, il club neroverde è condannato ad ambire ad obiettivi ambiziosi. Inutile dire che la piazza merita quantomeno la C1". E conclude: "Prima di parlare dell'aspetto puramente tecnico, è importantissimo chiarire la questione societaria. Naturalmente, lavorare a Chieti sarebbe un onore per chiunque..." Tuttavia, negli ultimi giorni, il nome di D'Ottavio è stato accostato anche ad Adamo Di Natale. Si tratta di un imprenditore pescarese che sembrerebbe interessato al salvataggio della Sambenedettese.
Nel frattempo, anche Raimondo Catalano ha fatto le valigie. Il centrale difensivo barese, classe 1974, ha raggiunto Pino Giusto a Matera. Insomma, il tecnico e Catalano sono diventati davvero inseparabili. E pensare che, la scorsa settimana, anche Renato Bartoli e Giuseppe Genchi avevano firmato un contratto con il club lucano. In Basilicata, insomma, si sta prendendo forma una sorta di colonia teatina. In casa neroverde, mentre D'Ettorre e Scibilia potrebbero essere riconfermati, Giuseppe Amodio, esterno di proprietà del Monopoli, dopo l'esperienza teatina, sembra vicino al Campobasso. Il duo Nucifora - Paolucci sta lavorando in tal senso. Anche se dal Molise sono rimbalzate delle voci che ipotizzano dei problemi. Il "bollettino medico" parla di evidenti divergenze di vedute con il presidente Ferruccio Capone.
Gianluca Lettieri