sabato 6 giugno 2009
NuovoMolise - Agovino attende, l’Agnone si cautela

Agovino attende, l’Agnone si cautela

Agovino resta la priorità, ma le ultime, insistenti voci di interessamenti per il tecnico di San Giuseppe Vesuviano, provenienti dalle latitudini più disparate (Cava de’ Tirreni, Val di Sangro e San Marino), hanno fatto drizzare le antenne dello staff dirigenziale dell’Agnone che, adesso, si cautela e pensa all’eventuale sostituto.
Non è un mistero che Agovino piaccia a più di un club professionistico. Ed è altresì risaputo che il presidente Marcovecchio sia assolutamente bendisposto alla «benedizione» del salto di categoria. Ma, proprio per questo, l’Agnone non può perdere tempo. Deve pensare all’uomo giusto per rimpiazzare chi ha fatto tanto, e bene, sulla panchina granata.
«E’ vero commenta in proposito patron Marcovecchio da qualche giorno ci stiamo guardando intorno e abbiamo già una rosa di nomi da contattare nell’eventualità in cui Massimo Agovino decidesse di cambiare panchina. A parità di categoria, sappiamo che resterà in Altomolise, quindi bisognerà verificare il risultato di playout di Valdisangro e San Marino.
«Noi restiamo in campana e aspettiamo, ma, come abbiamo già detto, non lo faremo a lungo».
Agovino è insomma la chiave di volta della vicenda, una posizione privilegiata che il tecnico si è guadagnato sul campo, con una stagione fantastica che ha portato i granata ad un passo piccolo piccolo dai playoff.
Restiamo in contatto con Marcovecchio e gli chiediamo di fornirci l’identikit del futuro tecncico dell’Agnone. «Non c’è dubbio interviene che sarà molto giovane ed esuntusiasta. Vorremmo ripetere l’esperimento fatto con Agovino e, magari, contattare un uomo anche meno conosciuto».
Un puledro di razza da lanciare in corsa?
«Sì, e trovarlo non sarà facile».
Per Marcovecchio non sarà un tecnico molisano, questo è un altro indizio. E, a detta sua, non sarà neppure Mario Di Nola che, pure, piace tanto al direttore sportivo Maurizio Sabelli. Di Nola, che, un anno fa, di questi tempi, sponsorizzava la candidatura di Massimo Agovino, suo fraterno amico.
«No, credo che il nostro prossimo allenatore non sarà Di Nola, visto che io lo ritengo già un tecnico rodato ed esperto, caratteristiche che non fanno parte del bagaglio che noi vogliamo ricevere in dote con il nuovo tecnico. Parliamo di eventualità tiene a sottolineare Marcovecchio visto che con Agovino è ancora tutto da decidere».
A proposito del giovane mister campano, il presidente dell’Olympia ne evidenzia i meriti nella bella cavalcata di questo campionato. Ma certe recenti espressioni non le ha capire. «Ho letto la sua intervista su Nuovo Molise spiega e sinceramente avrei preferito che il tecnico avesse evitato espressioni tipo ’friggere con l’acqua’. Più che una pallida allusione si tratta di un riferimento chiarissimo al fatto che Agovino, secondo quanto si deduce dalle sue dichiarazioni, avrebbe disputato un grande campionato a dispetto di una rosa di calciatori non proprio straordinari.
«Forse si riferiva alla partita contro la Renato Curi quando effettivamente, per problemi vari, mancavano all’appello i due terzi dei titolari. A parte quell’episodio, l’Agnone ha avuto a disposizione più di venti giocatori bravi e totalmente dediti alla causa. Il merito del nostro sesto posto va equamente diviso tra allenatore, squadra e società. Ciò non vuol dire che Agovino non sia un ottimo allenatore, anzi».
Punti di vista che differiscono pochissimo, in fin dei conti. Semplici interpretazioni letterali di frasi che, magari, volevano intendere anche e altro. L’avventura di Agovino nella città delle campane potrebbe non essere ancora giunta al capolinea. Molto dipenderà dai playout di Seconda Divisione che vedono coinvolte le due società che più di tutte vogliono il tecnico: la Val di Sangro, sconfitta 10 dalla Vibonese (gol dell’ex Isernia Taua) nella gara d’andata, e il San Marino, dell’altro ex isernino Fabio Levacovich, che contro il Poggibonsi, parte dal 31 ottenuto domenica scorsa. Ancora calcio giocato, dunque. In realtà ad Agnone i pensieri sono altrove. Quel che più conta alla fine, infatti, è che, con o senza l’istrionico trainer di San Giuseppe Vesuviano, l’Olympia andrà avanti per la sua strada, senza distrazioni o facili tentazioni, ma puntando dritta al suo obiettivo: garantire continuità ad un progetto che merita l’apprezzamento e l’incoraggiamento di tutti gli appassionati.

Maurizio Cavaliere


postato da Ufficio Stampa alle