I presidenti De Marco e Aurora puntano su di lui anche per la prossima stagione, che sarà storica
ma difficile. Molto difficile, per una piccola realtà come quella gialloblu. Per Donatelli, un passato nelle giovanili di Pescara e Lucchese, sarà il quarto anno sulla stessa panchina. In Abruzzo è un record.
"Ci aspetta un campionato molto diverso dagli ultimi che abbiamo disputato - dice il tecnico pescarese - . Sarà più dura perché di fronte ci troveremo grandi città e avversarie che hanno calcato i campi della serie C, alcune anche di B, come il Campobasso, mentre noi veniamo
dal basso, dalle categorie inferiori e dai campi di provincia".
In cosa può sperare la piccola Miglianico in questo nuovo contesto tecnico e ambientale?
"Nella salvezza, in un miracolo: mantenere il suo posto nella categoria. La società ha già preso la sua decisione: niente salti nel vuoto, niente corse sfrenate al successo. Non faremo acquisti folli, non ci sveneremo. Proveremo a salvarci con le nostre forze. Io ho accettato
con entusiasmo questa sfida: salvarci con le forze che abbiamo. Sarebbe come vincere uno scudetto".
Che squadra allenerà l'anno prossimo Donatelli?
"Il blocco dell'ultimo campionato che speriamo di confermare, oltre a quattro o cinque elementi che saranno promossi dalla Juniores. Per i rinforzi, ho delle idee, ma finora ho sentito in giro cifre assolutamente fuori dalla portata della nostra società. La speranza è che, tra qualche settimana, alcuni giocatori di nostro gradimento siano ancora in cerca di sistemazione e accettino di ridursi l'ingaggio per venire a Miglianico. Questa società ha un vantaggio rispetto a tante altre: quando si accorda con un giocatore per una cifra, la
rispetta fino all'ultimo centesimo. Non è una cosa da poco per convincere un calciatore di questi tempi. Io, che alleno qui da tre anni, lavoro con la tranquillità di un impiegato statale, tanto per rendere l'idea".
Per essere competitivi in serie D bisogna avere degli under che fanno la differenza. Il Miglianico ne ha alcuni in casa. Gli altri dove li prenderà?
"Stiamo parlando con Pescara e Lanciano per avere qualche buon elemento della Berretti,
poi c'è il Genoa, dove ho un canale diretto con mio fratello (Mario, responsabile del settore giovanile, ndc). I rossoblu hanno un vivaio pieno di talenti, aspettiamo qualche settimana per sapere se alcuni di questi accetteranno la scommessa di passare una stagione lontano da
casa per essere protagonisti in serie D". Uno degli obiettivi è il chietino Pacelli, da due stagioni
alle giovanili del Genoa.
Dall'Eccellenza chi porterebbe nella categoria superiore?
"Credo ci siano giocatori che possono fare la serie D anche a buoni livelli. Uno di questi è l'attaccante del San Nicola Sulmona, Fabio Lalli. Spero di averlo con noi l'anno prossimo, anche se ha tante richieste in Eccellenza. Lui ha tutto per sfondare in serie D. Noi potremmo offrirgli un'occasione irripetibile".
Dei protagonisti della passata stagione, sicuro partente è il fantasista Tommaso Mimola, che per lavoro potrebbe avere problemi in un torneo impegnativo come quello di quarta serie. In dubbio anche Alessandro Del Gallo, prezioso in Eccellenza con i suoi 11 gol. Tra gli obiettivi, oltre a Fabio, c'è anche Alejandro Lalli, l'argentino del San Nicolò (15 centri), che in serie D a Penne segnò
15 gol centrando i play off qualche anno fa con Camplone in panchina.
Orlando D'Angelo