lunedì 22 giugno 2009
Le abruzzesi
DALLA REDAZIONE -

Tutto fermo. O quasi. Il mercato della Serie D non ancora entra nel vivo: sono molti i contatti, ma le trattative vere o proprie si contano sulle dita di una mano. Ancora qualche giorno di attesa e le formazioni della nostra regione impegnate nel massimo campionato regionale dovranno stringere i tempi. Altrimenti, il rischio di farsi trovare impreparati potrebbe diventare concreto.

La Santegidiese, dopo aver scelto Aldo Ammazzalorso come allenatore e Marcello Di Giuseppe nelle vesti di direttore sportivo, continua a guardarsi intorno. L’obiettivo, insomma, è quello di togliersi delle belle soddisfazioni. Senza fare follie, naturalmente. Per rinforzare il reparto arretrato, il club del presidente Fanini ha contattato Renato Bartoli. Ma quest’ipotesi è sfumata quasi subito perché il centrale pugliese ex Chieti aveva praticamente raggiunto l’accordo con il Matera. A questo, nel centro vibratiano è (quasi) dato per certo l’arrivo di l’arrivo di Mauro Salvagno, che può essere utilizzato sia come centrale difensivo sia come mediano. Nella scorsa stagione Salvagno, che può vantare un passato in Serie B con l’Hellas Verona e in C1 con l’Ascoli, ha vestito la maglia del Barletta in Seconda Divisione. Molto probabilmente scenderà di categoria essendo un uomo di fiducia di Ammazzalorso. Da valutare, invece, la situazione di Fabio D’Ippolito: l’esterno, il cui cartellino è di proprietà della Sambenedettese, è richiesto dal Manfredonia (Seconda Divisione).

A Città Sant’Angelo tutto è ancora in stand-by. Il patron De Cecco attende la comunicazione da parte della Lega circa il ripescaggio tra i professionisti. Qualora il passaggio in Seconda Divisione diventasse realtà, il candidato numero uno per la panchina è Eusebio Di Francesco, anche se non sono da escludere colpi di scena. A quel punto, l’intenzione è costruire una squadra capace di fare quantomeno bella figura. E conquistare la salvezza. Se invece la promozione d’ufficio non ci sarà, allora potrebbe tornare Norscia. E si punterebbe sui giovani: la Renato Curi Angolana diventerà una sorta di “serbatoio” per il Pescara. Per quanto riguarda Pazzi, la società che si è mossa in maniera più decisa è stata la Santegidiese. A giorni l’incontro decisivo.

In quel di Casoli, invece, tutto tace. Giovedì pomeriggio c’è stata una riunione tra i vertici societari, ma non è stata presa nessuna decisione. I presidenti si sono dati appuntamento tra oggi e lunedì. “Sono tante le situazioni da valutare – dice il presidente Franco Capuzzi – Ma se ripartiremo, lo faremo alla grande. Quale obiettivo ci siamo posti nella prossima stagione? Dipenderà dagli investimenti che potremo fare. Secondo alcuni che ipotizzano dei grossi problemi societari? Dico solo che il Casoli è stata una delle poche società che ha rispettato appieno gli impegni presi”. Infine un pensiero all’ex allenatore: “Auguro a Silvio Paolucci le migliori fortune di questo mondo. Ci siamo lasciati senza rancore, dovrò essergli sempre riconoscente per l’ottimo lavoro svolto a Casoli”. Difficile, se non impossibile, la conferma di Franco Di Battista, sulle cui tracce, come anticipato negli scorsi giorni, c’è il Chieti. Intanto, è stato fatto un pensierino a Luigi Baiocco. L’ex allenatore della Pro Vasto quest’anno ha lavorato a Montenero (Eccellenza Molisana), sfiorando la promozione in D. Che è sfumata nei play-off, a causa della sconfitta contro l’Ostuni. La trattativa è ancora in una fase embrionale, molto dipenderà dagli obiettivi del club presieduto dal trio Capuzzi-Di Carlo e D'Amico.

A Morro d’Oro e L’Aquila la situazione è ancora in alto mare. Per quanto riguarda il sodalizio teramano, un nuovo gruppo dirigenziale sembra intenzionato a prendere in mano l’eredità lasciata da Aurelio Malvone. Il patron non ha alcuna voglia di fare passi indietro. Sarebbe davvero un peccato non vedere ai nastri di partenza del torneo di Serie D una società storica come il Morro. E' molto probabile che Daniele Amaolo decida di cambiare aria. Ercole Di Nicola, essendo contemporaneamente direttore generale del club teramano e responsabile dell’area tecnica della società aquilana, analizza brevemente entrambe le situazioni. Inizia con il Morro: “Nella prossima stagione, quasi sicuramente, il mio nome non comparirà nell’organigramma societario. Il motivo? Personalmente, nel calcio sono abituato a rispettare gli impegni. I quali, però, nel nostro mondo sono diventati una chimera. Non sentendomi più a mio agio nell’ambiente morrese, ho deciso di fermarmi. E’ comunque possibile – rivela – che il nuovo gruppo dirigenziale getti le basi per la prossima stagione. L’addio è inevitabile? Beh, aspetto alla finestra per sapere la composizione dei quadri dirigenziali. E attuerò questa filosofia anche nelle altre società in cui opero”. Chiude con L’Aquila: “La situazione è pressoché la stessa. Una volta conosciuto il nuovo assetto, trarrò le mie conclusioni. Sì, il terremoto ha danneggiato tutti. Ma occorre buona volontà e determinazione per ripartire. Se sono presenti queste componenti, a L’Aquila si può fare bene. Anche perché un capoluogo di regione merita palcoscenici sicuramente migliori. In caso contrario, mi farò da parte”.

Martedì sarà il giorno del Miglianico. Nel corso di un summit societario, verranno posti i primi mattoni dopo la conferma di Giuseppe Donatelli. “E potrebbero esserci dei nuovi ingressi in società”, ammette il vice-presidente Paolo Anzideo. “Ma è sicuro che programmeremo la prossima stagione in modo razionale, senza assilli di nessun genere. Le pressioni ambientali, insomma, sono pari allo zero”. Per quale motivo non vi siete ancori mossi in chiave di mercato? “Perché, per evitare problemi, aspettiamo i nuovi soci. I quali, in chiave di programmazione, potrebbero avere delle idee differenti rispetto alle nostre. La situazione è ancora poco limpida solo perché molti dirigenti gialloblu sono stati impegnati nella tornata elettorale”. L’obiettivo nel primo campionato della storia miglianichese in D? “Non faremo il passo più lungo della gamba, questo è fuori di dubbio. Fissato il budget, costruiremo la squadra secondo le nostre possibilità. Senza vergogna”. Per fare bella figura, la compagine teatina punterà su tanti giovani che nella scorso stagione hanno fatto davvero bene, come Navarra, Cavallini, D’Alimonte, D’Antonio, Ciccarelli. Molto probabilmente verranno confermati anche i “big” Del Gallo, Mimola, Fasciani e Di Lisio.

Canistro, intanto, è ancora in festa per l’inaspettata salvezza conquistata quindici giorni fa. Confermato in panchina Iodice, bravo a motivare il gruppo in un momento di estrema difficoltà, è il momento di porre i primi tasselli del mosaico targato 2009/10. “Se la scelta dovesse essere mia, tutta la rosa verrebbe confermata”, si sbilancia il presidente Vittorio Coco, innamorato come pochi dei colori biancorossi. Quasi scontata la permanenza nel centro marsicano di Luca Di Genova, Maccagnan e Luca Di Antonio. Una società di Prima Divisione sarebbe interessata a Pedalino, Donzelli e Regner. La trattativa andrà in porto?

A completare il quadro c'è infine la neonata Atessa-VdS che, in quanto tale, deve ancora muovere i suoi primi passi, a cominciare dalla presentazione ufficiale della società, prevista per la giornata di lunedì prossimo. Sarà quella l'occasione giusta per conoscere l'organigramma del club nato dalla fusione delle due realtà calcistiche cittadine facenti capo ad Amerigo Pellegrini e Giacomo Del Matto. Il primo dovrebbe ricoprire il ruolo di presidente onorario, mentre al secondo verranno assegnati compiti operativi come quello di direttore generale. Tutto da definire invece l'organico, affidato all'ex tecnico del Notaresco Mario Giandonato, che sarà affiancato da Lauro Falciglia, già secondo di mister Petrelli, nella passata stagione. Ovviamente qualcuno dei giocatori in forza alle due squadre resterà, ma è prevedibile che saranno tanti i volti nuovi, per un club i cui obiettivi devono essere ancora ufficializzati.

Gianluca Lettieri


postato da Ufficio Stampa alle