Majella vs Aquaro: giochiamo la sfida
Al 'Patini' di Castel di Sangro il duello tra i bomber più decisivi del campionato
Potrebbe essere annunciato come il duello nel duello tra il tecnico esperto (Trillini, undici tornei di serie D) e quello emergente (Agovino, 42 anni, ma già sei campionati in ’quarta serie’). O potremmo prendere in prestito la metafora biblica un po’ abusata ma sempre efficace del pastorello Davide (l’Agnone) contro il gigante Golia (il Campobasso).
In realtà lo spareggio tra rossoblù e granata per aggiudicarsi l’ultimo posto disponibile nella
griglia playoff sarà soprattutto la sfida tra Rosario Majella e Roberto Aquaro, ovvero due tra gli attaccanti più prolifici e decisivi della serie D.
Abbiamo messo l’uno accanto all’altro i due centravanti, e li abbiamo sottoposti ad una «radio
grafia» tecnica, evidenziando le qualità e ’verificando’ in punti il peso di ciascuna realizzazione. Partiamo dal dato inconfutabile della classifica marcatori. Con ventidue centri, Majella si è piazzato secondo ad una sola lunghezza dal principe dei bomber Cristian Pazzi. Aquaro, invece, è andato a bersaglio quindici volte conquistando la quarta piazza. I ventidue gol di Majella rappresentano poco meno della metà (i quattro noni per la precisione) delle marcature totali del Campobasso (51), mentre i quindici di Aquaro costituiscono poco più di
un terzo del bottino complessivo della formazione granata (44).
Dati chiari, limpidi, che evidenziano l’importanza di questi due atleti nell’economia della stagione di lupi e granata. Majella e Aquaro sono stati i veri trascinatori di Campobasso e Agnone. Sono loro due i giocatori più decisivi del girone F d’interregionale.
Con il suo corredo di prodezze tutte opportunismo e tecnica, la punta di Pianura ha portato in
dote al Campobasso la bellezza di ventisette punti, praticamente la metà del bottino complessivo dei lupi (53 punti). Sul piano statistico è curioso che Majella non abbia
mai inciso nei pareggi del Campobasso. I lupi hanno spesso impattato 00 o 11 e, in queste ultime occasioni, il nome di Majella non figura mai nei tabellini.
I suoi gol sono pesanti come macigni perché, nella maggior parte dei casi, portano al successo pieno. Dal box in basso si evince che Majella è stato decisivo in nove partite: cinque nel girone d’andata, quattro al ritorno. L’altra curiosità è dettata dall’assenza di calci di rigore (cosa insolita per un bomber che supera quota venti) e il fatto che il 30enne centravanti ex Angri ha segnato soltanto due volte di testa. D’altronde il colpo di «cabeza» non è mai stato il suo forte, diversamente dal suo piede destro fatato, uno strumento chirurgico per precisione e letale per conseguenze. Quest’anno con il destro ne ha fatti addirittura sedici: un record. Le restanti marcature (quattro) sono arrivate con l’altro piede: il sinistro. L’identikit ritrae insomma un attaccante che predilige alcune armi rispetto ad altre, implacabile in area, abile in acrobazia se si eccettua il colpo di testa, suo piccolo ’tallone d’Achille’.
Diverso è il discorso per Roberto Aquaro che di gol ne ha fatti sette in meno, ma che li ha equamente distribuiti: sette di testa e otto di piede. Non è un mistero che il centrattacco pugliese sia un vero fenomeno dalla cintola in su. Le sue «capocciate» hanno portato l’Agnone ad un passo dai playoff. Venticinque punti portano la sua firma e quando Agovino non lo ha avuto a disposizione la classifica ne ha risentito.
Aquaro e Majella: due bomber di razza. Chi dei due deciderà il derby di domenica pomeriggio al «Teofilo Patini» di Castel di Sangro? Il dubbio si insinua nella testa di tutti gli appassionati di calcio molisani. Un dubbio, ma anche una certezza: che Campobasso e Agnone non potranno prescindere dalle «inzuccate» o dalle «rapine sotto porta» di questi due formidabili testimonial di quella che Gianni Brera, con un mix di passione e fantasia, chiamava «arte pedatoria».
Maurizio Cavaliere
Al 'Patini' di Castel di Sangro il duello tra i bomber più decisivi del campionato
Potrebbe essere annunciato come il duello nel duello tra il tecnico esperto (Trillini, undici tornei di serie D) e quello emergente (Agovino, 42 anni, ma già sei campionati in ’quarta serie’). O potremmo prendere in prestito la metafora biblica un po’ abusata ma sempre efficace del pastorello Davide (l’Agnone) contro il gigante Golia (il Campobasso).
In realtà lo spareggio tra rossoblù e granata per aggiudicarsi l’ultimo posto disponibile nella
griglia playoff sarà soprattutto la sfida tra Rosario Majella e Roberto Aquaro, ovvero due tra gli attaccanti più prolifici e decisivi della serie D.
Abbiamo messo l’uno accanto all’altro i due centravanti, e li abbiamo sottoposti ad una «radio
grafia» tecnica, evidenziando le qualità e ’verificando’ in punti il peso di ciascuna realizzazione. Partiamo dal dato inconfutabile della classifica marcatori. Con ventidue centri, Majella si è piazzato secondo ad una sola lunghezza dal principe dei bomber Cristian Pazzi. Aquaro, invece, è andato a bersaglio quindici volte conquistando la quarta piazza. I ventidue gol di Majella rappresentano poco meno della metà (i quattro noni per la precisione) delle marcature totali del Campobasso (51), mentre i quindici di Aquaro costituiscono poco più di
un terzo del bottino complessivo della formazione granata (44).
Dati chiari, limpidi, che evidenziano l’importanza di questi due atleti nell’economia della stagione di lupi e granata. Majella e Aquaro sono stati i veri trascinatori di Campobasso e Agnone. Sono loro due i giocatori più decisivi del girone F d’interregionale.
Con il suo corredo di prodezze tutte opportunismo e tecnica, la punta di Pianura ha portato in
dote al Campobasso la bellezza di ventisette punti, praticamente la metà del bottino complessivo dei lupi (53 punti). Sul piano statistico è curioso che Majella non abbia
mai inciso nei pareggi del Campobasso. I lupi hanno spesso impattato 00 o 11 e, in queste ultime occasioni, il nome di Majella non figura mai nei tabellini.
I suoi gol sono pesanti come macigni perché, nella maggior parte dei casi, portano al successo pieno. Dal box in basso si evince che Majella è stato decisivo in nove partite: cinque nel girone d’andata, quattro al ritorno. L’altra curiosità è dettata dall’assenza di calci di rigore (cosa insolita per un bomber che supera quota venti) e il fatto che il 30enne centravanti ex Angri ha segnato soltanto due volte di testa. D’altronde il colpo di «cabeza» non è mai stato il suo forte, diversamente dal suo piede destro fatato, uno strumento chirurgico per precisione e letale per conseguenze. Quest’anno con il destro ne ha fatti addirittura sedici: un record. Le restanti marcature (quattro) sono arrivate con l’altro piede: il sinistro. L’identikit ritrae insomma un attaccante che predilige alcune armi rispetto ad altre, implacabile in area, abile in acrobazia se si eccettua il colpo di testa, suo piccolo ’tallone d’Achille’.
Diverso è il discorso per Roberto Aquaro che di gol ne ha fatti sette in meno, ma che li ha equamente distribuiti: sette di testa e otto di piede. Non è un mistero che il centrattacco pugliese sia un vero fenomeno dalla cintola in su. Le sue «capocciate» hanno portato l’Agnone ad un passo dai playoff. Venticinque punti portano la sua firma e quando Agovino non lo ha avuto a disposizione la classifica ne ha risentito.
Aquaro e Majella: due bomber di razza. Chi dei due deciderà il derby di domenica pomeriggio al «Teofilo Patini» di Castel di Sangro? Il dubbio si insinua nella testa di tutti gli appassionati di calcio molisani. Un dubbio, ma anche una certezza: che Campobasso e Agnone non potranno prescindere dalle «inzuccate» o dalle «rapine sotto porta» di questi due formidabili testimonial di quella che Gianni Brera, con un mix di passione e fantasia, chiamava «arte pedatoria».
Maurizio Cavaliere