Macerata Per la seconda volta nel girone di ritorno la Maceratese vede fermarsi la sua serie positiva a quota tre. Era accaduto con il Grottammare che aveva violato l'Helvia Recina interrompendo il cammino della squadra maceratese e questa volta dopo cinque punti in tre gare una coriacea Santegidiese ha spento il sogno dei biancorossi di muovere ulteriolmente la classifica. Il 3-0 finale appare risultato comunque troppo severo per i biancorossi che tra l'altro hanno giocato gli ultimi dieci minuti in dieci per l'infortunio occorso a Natalini, dopo che mister Minuti aveva effettuato tutte le sostituzioni a sua disposizione. Una nota di speranza da cui ripartire sin dalla ripresa degli allenamenti in programma oggi è che i playout, grazie alla concomitante sconfitta del Real Montecchio ad Agnone, rimangono a due lunghezze e quindi le speranze possono essere coltivate. Rimane l'amarezza per una battuta d'arresto pesante per i biancorossi che hanno disputato una gara dai due volti con un primo tempo sicuramente discreto in cui avrebbe meritato più del pareggio, ma la sfortuna ci si è messa di mezzo con il palo che ha negato il gol a Giuliani. Poi nella ripresa i cambi effettuati dal tecnico ospite che ha inserito Coduti e soprattutto Fanesi, rivelatosi decisivo con la sua doppietta, hanno messo in difficoltà la squadra di Minuti che non è riuscita a contrastare la Santegidiese che ha controllato senza problemi il confronto. Una ripresa che ha visto i giocatori di casa apparsi stanchi pur mettendo in campo il consueto impegno, ma questa volta non c'è stato nulla da fare. Rimane qualche dubbio sul primo gol di Fanesi che è sembrato essere in posizione irregolare. Nel corso della ripresa Minuti ha tentato di cambiare le carte in tavola togliendo Fabbri e Giuliani ed inserendo Guzzini e Fuduli, ma purtroppo non cambiava nulla. Una Maceratese che non deve abbattersi ma riflettere su quello che non è andato nei primi 45' e prendere di buono invece quanto fatto nella prima parte in modo da ripartire alla rincorsa di un obiettivo che la matematica rende ancora possibile.
P.PA.,
CORRIERE ADRIATICO
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