lunedì 16 marzo 2009
Bufera nel Chieti
Ciclone in casa Chieti. La vittoriosa sfida col Tolentino è terminata solo da pochi minuti, Alfiero Marcotullio è già in sala stampa. E il massimo dirigente teatino dice subito: “Devo leggere un comunicato”. Nessuno però si sarebbe mai aspettato, neanche remotamente, la sua agghiacciante comunicazione. Già, perchè Marcotullio si è dimesso dalla carica di co-presidente dell’A.S.D. Chieti Calcio.



Una notizia che ha lasciato di stucco un’intera città. Ogni commento, in questo momento, sarebbe inopportuno. Meglio riportare integralmente le parole dell’ormai ex presidente neroverde: “Quanto sto per dire, non è stato preceduto da nessuna preventiva comunicazione alla restante parte della dirigenza: sarà una sorpresa anche per loro. La partita di oggi, grazie all’impegno dei ragazzi, ha avuto un esito positivo per le sorti neroverdi, e ci permette di avvicinarci ai play-off. Tuttavia quella odierna è l’ultima gara della mia presidenza. Con il cuore ricolmo di tristezza devo, purtroppo, annunciare le mie dimissioni dalla presidenza dell’A.S.D. Chieti, il cui perfezionamento avverrà in settimana. Inoltre, non potendo più proseguire quella che per me e i miei collaboratori ha rappresentato una meravigliosa esperienza, riconsegnerò lo stadio, peraltro mai concretamente a noi affidato, nelle mani del sindaco di Chieti. Le ragioni di questa sofferta decisione risiedono nella dolorosa presa d’atto che, sin dal primo momento del mio ingresso in società, sono divenuto il bersaglio di una serie incredibile di attacchi alla mia persona e alla mia attività imprenditoriale. Inizialmente ho creduto che si trattasse di normale dialettica, poi, mio malgrado, ho dovuto prendere atto che la finalità era ben diversa. Si è trattato, e si tratta ancora oggi, di una aggressione alla mia persona e all’Ecoesse proveniente da più direzioni. Ieri, per inciso, su alcuni quotidiani sono stato etichettato come “ saccheggiatore” della città di Chieti. E questo non posso consentirlo sia per preservare il Chieti, sia la mia attività lavorativa, l’unica fonte di mio reddito. E' quindi giunto il momento di farsi da parte affinché le aggressioni non ricadano anche sulla compagine neroverde, che nulla deve subire per causa mia. Per quanto riguarda la mia attività, la difenderò a denti stretti, così come ho fatto sino ad oggi. Ci tengo, tuttavia, a precisare che la mia partecipazione, da tifoso prima che da presidente, è stata sempre animata dal dovere di dare alla città una parte di ciò che la città stessa ha consentito di avere. Questa è stata sempre la mia filosofia. Ritengo che ciò sia un dovere morale e di sincera riconoscenza, forse troppo spesso dimenticato dai rapporti umani ed imprenditoriali. Pertanto è bene precisare, al fine di smentire voci circolate infondatamente sul mio conto, che non sono espressione di una parte o di un colore politico. Ma sono stato l’unico imprenditore, insieme a Giustino Angeloni, Marcello La Rovere e Walter Bellia, in grado di dare qualcosa alla squadra e alla città. I sacrifici economici affrontati, infatti, non provengono, se non in minima parte, dagli sponsor (che meritano comunque il più grande ringraziamento), ma dall’impegno finanziario delle persone sopraelencate e mio in particolare. Il progetto di riportare il Chieti nel calcio professionistico, nonostante la mia decisione, non deve essere abbandonato. Ma anzi, è mio auspicio che pungoli qualcun altro, sicuramente più capace e pieno di risorse (o anche solo con meno nemici rispetto a me). Ora, però, consentitemi di ringraziare i tifosi, che sono stati sempre presenti e vicini con il loro calore sia alla squadra sia alla società. E mai hanno fatto mancare il loro incoraggiamento, rendendoci ancora più orgogliosi di appartenere a questa città e di tifare i colori neroverdi. Sento il dovere di mandare un ringraziamento alla squadra che lo scorso anno ci ha fatto raggiungere la splendida promozione, a Cifaldi e ai suoi collaboratori, i quali ci hanno regalato dei meravigliosi ricordi. Ringrazio, naturalmente, i ragazzi attuali, veramente grandi, che con entusiasmo e grinta hanno risollevato il Chieti da posizioni di classifica mortificanti con un gioco concreto. Allo stesso tempo, non posso che ringraziare Pino Giusto, Angelo Terracenere, Enzo Nucifora, Luciano Di Giampaolo, Alessandro Battisti, e tutti coloro che mi sono stati vicini. Naturalmente, gli impegni da me precedentemente assunti saranno onorati, come ho fatto sempre in tutte le attività. Il Chieti resta e ci sarà sempre, i presidenti passano. Ma per quanto mi riguarda, il mio cuore sarà sempre ogni domenica a tifare Chieti ”. Quasi cinque minuti di discorso intenso. Letto tutto d’un fiato, con comprensibili pause. Piene di emozione ed amarezza.



“Le conseguenze potrebbero essere devastanti”, tuona il direttore generale Enzo Nucifora. “Nell’arco di un mese bisognerà fare chiarezza. Faremo di tutto per raggiungere i play-off, perché il presidente ha garantito di mantenere gli impegni presi. Poi, però, con serietà bisognerà programmare il futuro”. La questione stadio brucia molto: “Noi da settimane non possiamo allenarci all’Angelini; quindi siamo costretti a lavorare su terreni di gioco piccoli e non consoni ad una squadra come la nostra. Guarda caso, però, venerdì all’Angelini verrà disputata una partita di rugby. Tutto ciò ha dell’incredibile...”



Il vice-presidente Walter Bellia e il co-presidente Marcello La Rovere puntano il dito anche contro gli imprenditori della zona. “I quali – affermano all’unisono – non hanno rispettato gli impegni che avevano preso”. Dure anche le parole di La Rovere. “Marcotullio ha i suoi buoni motivi per lasciare. In settimana ci riuniremo: non dico che seguiremo la stessa linea, ma credo che la strada sia questa. Da tre anni siamo in questa società. E abbiamo ridato dignità e lustro, anche se in minima parte, alla città di Chieti. Questa squadra, però, è dai più abbandonata. Molti imprenditori non hanno rispettato le promesse fatte, la maggior parte degli sponsor all’improvviso si è tirata indietro. Dunque noi abbiamo sostenuto dei sacrifici economici di carattere strettamente personale”. Bisognerà fare luce anche sull’incontro internazionale di rugby che verrà disputato all’Angelini. “Siamo stati gli ultimi a venire a conoscenza di questa iniziativa. Puntare ai professionisti vuol dire anche mettere a norma l’impianto, ma su queste faccende si è sempre sorvolato. Insomma, è una situazione anomala”. Poi La Rovere ribadisce quanto affermato da Marcotullio: “Terremo fede a tutti gli impegni che abbiamo assunto sino a fine campionato. Ribadisco che in settimana ci sarà un incontro tra tutti i vertici societari, durante il quale verranno prese tutte le decisioni del caso”. Il finale è amaro: “L’imprenditoria locale mal sopporta la nostra presenza all’interno della società. Se ciò risultasse ancora una volta veritiero, siamo pronti a fare un passo indietro e a consegnare la società a chi di dovere”.


La parola, infine, passa a Walter Bellia. “Mi sono avvicinato a questa realtà – dichiara il vice-presidente – dando il mio supporto economico, grazie a Marcotullio e a La Rovere. Ma, considerando i continui attacchi ai quali sono sottoposti i miei colleghi, forse la nostra posizione dovrà essere rivista. La mia massima solidarietà va ad Alfiero Marcotullio, che sotto l’aspetto economico si è impegnato più di ogni altro”.



Bellia e La Rovere seguiranno le orme di Marcotullio? E’ questa la domanda che fa restare con il fiato sospeso un’intera tifoseria.



Gianluca Lettieri

postato da Ufficio Stampa alle