FANO La spalla fa ancora un po' male, ma il richiamo del campo è più forte. Carlo Chiarabini lo ha riassaggiato a Gubbio, sabato in amichevole, e per domenica col Tolentino risponde già adesso presente. «Avevo rimediato un infortunio identico tre anni fa all'altra spalla. Come quella volta lì, ho saltato due partite, facendomi trovare pronto per la terza. C'è ancora fastidio, comunque sopportabile».
Chiarabini, con il Grottammare fuori un attimo dopo aver ritrovato il gol. Così è ancora più spiacevole...
«Non è tanto per il gol, è che mi sentivo in palla. Comunque in queste settimane ho fatto tutto tranne le partitelle. La condizione dovrebbe essere salva».
E' che adesso lì davanti siete in tre...
«Ma per un campionato importante tre attaccanti di un certo livello sono necessari. Il caso poi ha voluto che appena arrivato Roncarati, prima si facesse male Bartolini e poi mi infortunassi anch'io. Bisogna riconoscere che la società è stata previdente».
Però tutti vogliono giocare e la panchina è sempre mal digerita...
«Ci sarà competizione ma sana. Tutti amano scendere in campo dall'inizio, però bisogna sforzarsi di pensare che chi uscirà dalla panchina a partita in corso, potrà essere altrettanto importante e in qualche occasione addirittura decisivo. Non dimentichiamo poi che il rapporto fra noi tre è molto buono. E questo è fondamentale per vivere bene la situazione».
Come è stato il Fano visto da fuori in queste settimane?
«Direi un buon Fano. Il rammarico per quello che abbiamo lasciato per strada con la Maceratese resta, il divario era evidente e nel primo tempo abbiamo anche sfoderato un ottimo calcio. Però sono situazioni che in un campionato capitano ed è inutile rivangarle. Ad Agnone invece abbiamo tenuto botta».
E adesso?
«Il Tolentino, che è una squadra con elementi di spessore, bravi, giovani e a caccia di punti. Anche storicamente un avversario molto impegnativo».
La prossima sosta a Pasqua, fra due mesi. Come ci si arriverà?
«Probabilmente con le gerarchie un po' più chiare. E' adesso che comincia la fase calda. Noi avremo tutti gli scontri diretti, tre di questi fuori casa, ma credo che incideranno almeno quanto i punti presi o non presi con le pericolanti. Resto comunque dell'idea che si deciderà tutto nell'ultimo mese. Fra le prime le differenze sono minime, difficile che qualcuna possa piazzare la fuga buona così presto».
Chiarabini, con il Grottammare fuori un attimo dopo aver ritrovato il gol. Così è ancora più spiacevole...
«Non è tanto per il gol, è che mi sentivo in palla. Comunque in queste settimane ho fatto tutto tranne le partitelle. La condizione dovrebbe essere salva».
E' che adesso lì davanti siete in tre...
«Ma per un campionato importante tre attaccanti di un certo livello sono necessari. Il caso poi ha voluto che appena arrivato Roncarati, prima si facesse male Bartolini e poi mi infortunassi anch'io. Bisogna riconoscere che la società è stata previdente».
Però tutti vogliono giocare e la panchina è sempre mal digerita...
«Ci sarà competizione ma sana. Tutti amano scendere in campo dall'inizio, però bisogna sforzarsi di pensare che chi uscirà dalla panchina a partita in corso, potrà essere altrettanto importante e in qualche occasione addirittura decisivo. Non dimentichiamo poi che il rapporto fra noi tre è molto buono. E questo è fondamentale per vivere bene la situazione».
Come è stato il Fano visto da fuori in queste settimane?
«Direi un buon Fano. Il rammarico per quello che abbiamo lasciato per strada con la Maceratese resta, il divario era evidente e nel primo tempo abbiamo anche sfoderato un ottimo calcio. Però sono situazioni che in un campionato capitano ed è inutile rivangarle. Ad Agnone invece abbiamo tenuto botta».
E adesso?
«Il Tolentino, che è una squadra con elementi di spessore, bravi, giovani e a caccia di punti. Anche storicamente un avversario molto impegnativo».
La prossima sosta a Pasqua, fra due mesi. Come ci si arriverà?
«Probabilmente con le gerarchie un po' più chiare. E' adesso che comincia la fase calda. Noi avremo tutti gli scontri diretti, tre di questi fuori casa, ma credo che incideranno almeno quanto i punti presi o non presi con le pericolanti. Resto comunque dell'idea che si deciderà tutto nell'ultimo mese. Fra le prime le differenze sono minime, difficile che qualcuna possa piazzare la fuga buona così presto».