Granata in vantaggio di due gol a fine primo tempo, i biancorossi li agguantano
FANO: FANO: Ferrari, Misin, Luchetti, Fenucci, Amaranti, Ionni, Simoncelli (39' st Duranti), Marchetti, Bartolini (19' st Santini), Roncarati, Barbieri. Donnini. All.: Gaudenzi.
MACERATESE: Scuffia, Marini, Ippoliti, Biasgioli (28' st Gattafoni), Romagnoli Andrea, Timoniere, Perrotta, Guzzini, Fabbri, Iuvalè (30' st Schiavoni ), Giuliani. All.: Minuti.
Reti: 7' pt Roncarati, 38' pt Fenucci, 12' st Timoniere, 33' st Perrotta
di ANDREA AMADUZZI
FANO - Un pelo di sufficienza, una pericolosa tendenza allo sperpero, qualche scivolata individuale, l'episodio che ti inchioda, la tenacia di una Maceratese abituata a lottare contro i mulini a vento e solo scalfita dal doppio svantaggio e dal deficit tecnico. Tutte queste cose messe assieme dietro il primo peccato di presunzione del Fano capolista, che come all'andata si fa rallentare dai biancorossi dell'ex Minuti, ma stavolta in un contesto più confortante in tutto. Dopo aver costretto Scuffia al primo salvataggio di giornata su Ionni, al 7' padroni di casa già avanti grazie alla testolina di Roncarati, pescata dal debuttante Simoncelli (gran primo tempo).
Alla Maceratese non manca il coraggio, l'equilibrio invece sì. I guizzi di Perrotta fruttano un diagonale a lato (9') e una volée intercettata da Ferrari (14'), però ci si allunga troppo e la difesa, arrangiata per le assenze di Benfatto e Natalini, è esposta a rischi terribili. Scuffia deve rintuzzare di piede su Bartolini e sulla ribattuta è Romagnoli a mettersi sulla traiettoria vincente di Ionni. Poi fa breccia Simoncelli e Scuffia ci mette i pugni, quelli che Ferrari esibisce sulla punizione di Perrotta. Solo che il Fano anche senza una mezza dozzina di giocatori è ‘tanto' e sulla punizione di Marchetti, Fenucci può arpionare e incrociare di sinistro per il gol che vale un'esultanza contenuta e la quasi sicura vittoria. Quel ‘quasi' è lasciato all'imponderabile che comincia a prendere forma quando, nei primi due minuti scarsi della ripresa, Barbieri alza la mira sulla respinta di Scuffia, ancora sollecitato da Bartolini, e poi Misin manca di un niente l'impatto sul cross di Barbieri mentre sul successivo tiro di Simoncelli, Scuffia si fa trovare di nuovo.
Non ha più niente da perdere, la Maceratese, e allora Timoniere prova da casa sua, costringendo Ferrari ad alzare in angolo. Sugli sviluppi cucchiaio dal fondo di Perrotta e Timoniere, sul secondo palo, sospinge in gol. Il Fano, dopo l'uscita di Bartolini ancora più improbabile, sceglie di agire di conserva, ma quando Perrotta mette in mezzo una traiettoria ballonzolante, nessuno, compreso Ferrari, tocca e si è punto e a capo. Rabbioso, ma inutile, il finale granata con Roncarati che sfiora due volte di testa il 3-2, ma che quando lo serve Fenucci non si capacita di essere a un metro dalla porta indifesa e lascia sfilare
nel dopo partita
Minuti gongola: «E' come aver vinto»
FANO - Bei ricordi, per Minuti, ma il presente è ancora meglio. Al "Mancini" la sua Maceratese si mette di traverso sulla strada della capolista, premiata per la capacità di giocarsela fino in fondo da una partita bizzarra. «Nel primo tempo il Fano ci ha messo in gravissima difficoltà - ammette il tecnico biancorosso - Molto bravi loro, molto meno noi. Abbiamo subito due gol e altri potevamo prenderne. Nell'intervallo mi sono fatto sentire, la reazione c'è stata e si è vista soprattutto la volontà di non arrendersi di fronte ad un risultato così negativo contro un avversario di questa portata». Gol e spaventi in serie fino al riposo, squadra più corta e bilanciata dopo. «Dietro ci mancavano Benfatto e Romagnoli, hanno giocato due ragazzi (Marini e Ippoliti, ndr) che impiego di rado e qualche scompenso era comunque da mettere in conto». Minuti non fa distinzioni, quando si parla dei suoi, ma che i gol della rimonta portino la firma degli ultimi arrivati (Timoniere e Perrotta) qualcosa significa. «Si sono subito integrati e ci stanno dando una grossa mano. Ma la spinta ci deve arrivare adesso dai risultati. Da tre partite non perdiamo, una l'abbiamo portata a casa e un pareggio a Fano è come aver vinto ancora». Già perché il Fano ha colpito Minuti anche così. «Squadra ottima, fortissima soprattutto davanti».
Parole al miele anche per Fano. «Mi ripeto, la porto sempre nel cuore. Chissà, magari un domani...». Perrotta, il migliore dei suoi per distacco, si schermisce sul gol del 2-2. «L'avete visto, ho crossato. Se c'è un merito, è di Fabbri che ha impedito all'avversario di intervenire». E il merito della squadra? «Siamo affiatati, ci crediamo sempre e adesso qualche episodio ci sta venendo incontro».
A.A.
Gaudenzi: «Abbiamo
sprecato un'occasione
grande così. Errori
e un po' di supponenza»
FANO - Ora il Fano può solo sperare di non ritrovarsi, un giorno, a rimpiangere questi due punti buttati dalla finestra. Perché quella è la fine che hanno fatto, come esprimono bene la faccia del presidente Caverni, la sintesi del ds Pompilio («Un suicidio») e anche l'analisi più compiuta di Gaudenzi: «Poteva finire 10-2 per noi e invece abbiamo pareggiato. Troppe occasioni sprecate, quand'è così l'avversario trova, con il gol, anche la fiducia. Il 2-2 poi è stato veramente un episodio sfavorevole». Solo sfortuna, in quella situazione, o qualche responsabilità? «Era una palla che rimbalzava sul campo viscido, che è passata tra le gambe di diversi giocatori e che il portiere non è riuscito a vedere in tempo. Non siamo stati troppo attenti, ma se avessimo sfruttato tutte le possibilità che abbiamo avuto, nemmeno ci avremmo fatto caso». Da qualunque parte si inquadri la questione, non si sfugge alle conclusioni. «Ci siamo mangiati un'occasione grossa così e dobbiamo solo recitare il ‘mea culpa'. La Maceratese ha fatto la sua parte, ma noi forse siamo stati un po' supponenti». Primo gol in granata per Fenucci e proprio nella domenica da ex. Sensazioni che però sbiadiscono di fronte ad un risultato impossibile da metabolizzare. «Abbiamo fatto tutto da soli - spiega il capitano - Nel primo tempo potevano chiudere tranquillamente con un vantaggio ancora più ampio, nel secondo loro ci hanno messo convinzione e volontà, mentre noi siamo un po' mancati. Peccato davvero, perché avremmo potuto vincerla anche nei minuti finali».
A.A.
FANO: FANO: Ferrari, Misin, Luchetti, Fenucci, Amaranti, Ionni, Simoncelli (39' st Duranti), Marchetti, Bartolini (19' st Santini), Roncarati, Barbieri. Donnini. All.: Gaudenzi.
MACERATESE: Scuffia, Marini, Ippoliti, Biasgioli (28' st Gattafoni), Romagnoli Andrea, Timoniere, Perrotta, Guzzini, Fabbri, Iuvalè (30' st Schiavoni ), Giuliani. All.: Minuti.
Reti: 7' pt Roncarati, 38' pt Fenucci, 12' st Timoniere, 33' st Perrotta
di ANDREA AMADUZZI
FANO - Un pelo di sufficienza, una pericolosa tendenza allo sperpero, qualche scivolata individuale, l'episodio che ti inchioda, la tenacia di una Maceratese abituata a lottare contro i mulini a vento e solo scalfita dal doppio svantaggio e dal deficit tecnico. Tutte queste cose messe assieme dietro il primo peccato di presunzione del Fano capolista, che come all'andata si fa rallentare dai biancorossi dell'ex Minuti, ma stavolta in un contesto più confortante in tutto. Dopo aver costretto Scuffia al primo salvataggio di giornata su Ionni, al 7' padroni di casa già avanti grazie alla testolina di Roncarati, pescata dal debuttante Simoncelli (gran primo tempo).
Alla Maceratese non manca il coraggio, l'equilibrio invece sì. I guizzi di Perrotta fruttano un diagonale a lato (9') e una volée intercettata da Ferrari (14'), però ci si allunga troppo e la difesa, arrangiata per le assenze di Benfatto e Natalini, è esposta a rischi terribili. Scuffia deve rintuzzare di piede su Bartolini e sulla ribattuta è Romagnoli a mettersi sulla traiettoria vincente di Ionni. Poi fa breccia Simoncelli e Scuffia ci mette i pugni, quelli che Ferrari esibisce sulla punizione di Perrotta. Solo che il Fano anche senza una mezza dozzina di giocatori è ‘tanto' e sulla punizione di Marchetti, Fenucci può arpionare e incrociare di sinistro per il gol che vale un'esultanza contenuta e la quasi sicura vittoria. Quel ‘quasi' è lasciato all'imponderabile che comincia a prendere forma quando, nei primi due minuti scarsi della ripresa, Barbieri alza la mira sulla respinta di Scuffia, ancora sollecitato da Bartolini, e poi Misin manca di un niente l'impatto sul cross di Barbieri mentre sul successivo tiro di Simoncelli, Scuffia si fa trovare di nuovo.
Non ha più niente da perdere, la Maceratese, e allora Timoniere prova da casa sua, costringendo Ferrari ad alzare in angolo. Sugli sviluppi cucchiaio dal fondo di Perrotta e Timoniere, sul secondo palo, sospinge in gol. Il Fano, dopo l'uscita di Bartolini ancora più improbabile, sceglie di agire di conserva, ma quando Perrotta mette in mezzo una traiettoria ballonzolante, nessuno, compreso Ferrari, tocca e si è punto e a capo. Rabbioso, ma inutile, il finale granata con Roncarati che sfiora due volte di testa il 3-2, ma che quando lo serve Fenucci non si capacita di essere a un metro dalla porta indifesa e lascia sfilare
nel dopo partita
Minuti gongola: «E' come aver vinto»
FANO - Bei ricordi, per Minuti, ma il presente è ancora meglio. Al "Mancini" la sua Maceratese si mette di traverso sulla strada della capolista, premiata per la capacità di giocarsela fino in fondo da una partita bizzarra. «Nel primo tempo il Fano ci ha messo in gravissima difficoltà - ammette il tecnico biancorosso - Molto bravi loro, molto meno noi. Abbiamo subito due gol e altri potevamo prenderne. Nell'intervallo mi sono fatto sentire, la reazione c'è stata e si è vista soprattutto la volontà di non arrendersi di fronte ad un risultato così negativo contro un avversario di questa portata». Gol e spaventi in serie fino al riposo, squadra più corta e bilanciata dopo. «Dietro ci mancavano Benfatto e Romagnoli, hanno giocato due ragazzi (Marini e Ippoliti, ndr) che impiego di rado e qualche scompenso era comunque da mettere in conto». Minuti non fa distinzioni, quando si parla dei suoi, ma che i gol della rimonta portino la firma degli ultimi arrivati (Timoniere e Perrotta) qualcosa significa. «Si sono subito integrati e ci stanno dando una grossa mano. Ma la spinta ci deve arrivare adesso dai risultati. Da tre partite non perdiamo, una l'abbiamo portata a casa e un pareggio a Fano è come aver vinto ancora». Già perché il Fano ha colpito Minuti anche così. «Squadra ottima, fortissima soprattutto davanti».
Parole al miele anche per Fano. «Mi ripeto, la porto sempre nel cuore. Chissà, magari un domani...». Perrotta, il migliore dei suoi per distacco, si schermisce sul gol del 2-2. «L'avete visto, ho crossato. Se c'è un merito, è di Fabbri che ha impedito all'avversario di intervenire». E il merito della squadra? «Siamo affiatati, ci crediamo sempre e adesso qualche episodio ci sta venendo incontro».
A.A.
Gaudenzi: «Abbiamo
sprecato un'occasione
grande così. Errori
e un po' di supponenza»
FANO - Ora il Fano può solo sperare di non ritrovarsi, un giorno, a rimpiangere questi due punti buttati dalla finestra. Perché quella è la fine che hanno fatto, come esprimono bene la faccia del presidente Caverni, la sintesi del ds Pompilio («Un suicidio») e anche l'analisi più compiuta di Gaudenzi: «Poteva finire 10-2 per noi e invece abbiamo pareggiato. Troppe occasioni sprecate, quand'è così l'avversario trova, con il gol, anche la fiducia. Il 2-2 poi è stato veramente un episodio sfavorevole». Solo sfortuna, in quella situazione, o qualche responsabilità? «Era una palla che rimbalzava sul campo viscido, che è passata tra le gambe di diversi giocatori e che il portiere non è riuscito a vedere in tempo. Non siamo stati troppo attenti, ma se avessimo sfruttato tutte le possibilità che abbiamo avuto, nemmeno ci avremmo fatto caso». Da qualunque parte si inquadri la questione, non si sfugge alle conclusioni. «Ci siamo mangiati un'occasione grossa così e dobbiamo solo recitare il ‘mea culpa'. La Maceratese ha fatto la sua parte, ma noi forse siamo stati un po' supponenti». Primo gol in granata per Fenucci e proprio nella domenica da ex. Sensazioni che però sbiadiscono di fronte ad un risultato impossibile da metabolizzare. «Abbiamo fatto tutto da soli - spiega il capitano - Nel primo tempo potevano chiudere tranquillamente con un vantaggio ancora più ampio, nel secondo loro ci hanno messo convinzione e volontà, mentre noi siamo un po' mancati. Peccato davvero, perché avremmo potuto vincerla anche nei minuti finali».
A.A.