Il Tolentino risorge
con un gol di Nobili
TOLENTINO: Testa, Bigoni, Cremaschini, Stefani, Cento, Ortolani, Bellucci (35' st Marasca), Iachini (47' st Sgalla), Battaglia (16' st Nobili), Marani, Malaccari. All.: Favi.
REAL MONTECCHIO: Pierini, Parisi, Pietrucci (12' st Trufelli), Mengo, Savini, Berretti, Vaierani (36' st Rinaldi), Bianchi, Girgenti, Borrelli, Vitaioli (12' st Nanni). All.: Severini.
Arbitro: Giorgio di Firenze.
Rete: Nobili al 21' st.
Note: espulso Ortolani al 46' st per doppia ammonizione. Ammoniti Testa, Iachini, Marani, Mengo e Girgenti. Spettatori 300 circa. Recuperi 2' e 4'. Calci d'angolo 4 a 2 per il Tolentino.
TOLENTINO Dopo cinque turni di digiuno, il Tolentino torna alla vittoria battendo di misura il Montecchio grazie a un gol del giovane Nobili. Sia Favi che Severini devono fare i conti con le assenze e mettono in campo schieramenti rimaneggiati, tanto che il tecnico del Tolentino rinuncia al consueto 4-3-3 per un 4-4-2 con centrocampo a rombo. Nei cremisi, inoltre, debutta dal primo minuto l'attaccante Paolo Bellucci. L'importanza della posta in palio non condiziona una partita piacevole, dove inevitabilmente il Tolentino prova a costruire e il Montecchio si difende con ordine. La prima azione degna di nota arriva dopo 14 minuti, quando su corner di Stefani, Ortolani trova il tempo per l'inserimento e colpisce di testa, ma Pierini è bravo ad alzare la palla sopra la traversa. Al 27', una ripartenza veloce del Montecchio mette Borrelli, il migliore dei suoi, nelle condizioni di calciare in porta da 25 metri, ma la sua conclusione sibila vicinissima al palo alla sinistra di Testa e termina fuori. La squadra di Favi mantiene una costante supremazia territoriale, ma evidenzia il suo limite di sempre: mettere il pallone in rete. Al 42', sugli sviluppi di una bella azione personale di un sempre più convincente Malaccari, Cremaschini tocca per Bellucci la cui conclusione termina alta. L'ultimo brivido della prima frazione è un colpo di testa di Girgenti in pieno recupero sul quale Testa è bravo ad allungarsi e a mettere in calcio d'angolo. Nella ripresa il Tolentino appare meno carico e il Montecchio sembra crescere, ma al quarto d'ora, Favi azzecca la sostituzione che cambia la partita inserendo il diciannovenne Nobili per un impalpabile Battaglia. Nobili ripaga la fiducia del tecnico al 21', inserendosi su un preciso lancio di Cremaschini e, appena dentro l'area, calciando con un destro di potenza il pallone alle spalle dell'incolpevole Pierini. La squadra di Severini cerca di riversarsi nella metà campo cremisi: l'allenatore del Montecchio passa anche alla difesa a tre avanzando Mengo come centravanti, ma cambia poco. Anche perchè a cinque minuti dalla fine, Testa dice che oggi dalle sue parti non si passa e miracoleggia su una bella conclusione di Trufelli da 20 metri che sembrava destinata all'incrocio dei pali. Al 42' un diagonale di Mengo si spegne sul fondo, mentre al 44' ancora il portiere del Tolentino si fa trovare pronto su un'iniziativa del Montecchio. L'ultima annotazione di cronaca arriva in pieno recupero, quando Ortolani, già ammonito, si fa espellere ingenuamente dall'arbitro per aver perso tempo in occasione della battuta di un calcio di punizione. Poi, dopo quattro minuti di recupero, finalmente il Tolentino può festeggiare il ritorno alla vittoria, mentre il Montecchio torna a casa senza punti e con qualche recriminazione
Elpidiense cinica e fortunata
Trivento gioca bene ma perde
ELPIDIENSE CASCINARE: Armellini, Marilungo, Biondi, Bessone, Capparuccia, Bugari, Sperandeo (40' st. Ulivello), Valente, Catini, Ceteroni, Caporaletti (30' st. Forestieri). All.: Clerici.
ATLETICO TRIVENTO: Argenziano, Ciafardini (15' st. Del Zingaro), Incitti, D'Aversa (10' st. Iaboni), Barbato, Voria, Leone, Corradino, Palombizio (1' st. Monaco di Monaco), Bernardi, Guglielmi. All. Carannante
Arbitro: Sambi di Ravenna
Reti: Catini 16' pt e 9' st. (rig.)
Note: Ammoniti Bessone, Bugari, D'Aversa, Palombizio. Angoli 2-5 Atletico Trivento.
PORTO S. ELPIDIO Bella e importante vittoria all'inglese dell'Elpidiense Cascinare contro un Atletico Trivento tutt'altro che arrendevole. Per buona parte della gara, la manovra del gioco è stata costantemente tenuta dalla formazione di Carannante, la cui posizione in classifica, visto il gioco, è assolutamente bugiarda. Sono infatti i molisani a costruire la prima azione della partita con un colpo di testa di Bernardi su cross di Leone, palla a lato. Curioso episodio al 6': si rompe una delle bandierine del calcio d'angolo, il gioco si ferma per circa due minuti per effettuare la sostituzione. Al 16' vantaggio dell'Elpidiense Cascinare grazie ad un eurogol di Catini. Passaggio da punizione di Sperandeo per Catini il quale, da circa 25 metri lascia partire un missile di destro che si infila nel sette alla sinistra di Argenziano. Al 30' occasione d'oro per gli ospiti: un pallone colpito da Corradino scheggia la traversa con Armellini messo fuori causa. Ma l'estremo difensore calzaturiero si faceva perdonare nel corso della partita con degli interventi spettacolari, il primo al 42' su un tiro ravvicinato di Leone molto insidioso e poi al 1' della ripresa sempre sullo stesso Leone. Al 9' della ripresa arriva il raddoppio dei calzaturieri. Bel lancio in profondità di Ceteroni per Sperandeo il quale, arrivato in area viene toccato da Argenziano: l'arbitro non ha dubbi e concede il penalty che Catini trasforma. Al 33' Forestieri subentrato a Caporaletti dal limite dell'area fa partire una pallonetto che termina di poco fuori con il portiere che resta a guardare. Cinque minuti più tardi gran tiro di Sperandeo deviato in corner dall'estremo difensore ospite. Sugli sviluppi dello stesso corner, Forestieri inzucca il pallone di testa mandandolo a lato. Un minuto più tardi grandissimo salvataggio di Armellini su Bernardi, e al 41' è ancora il portierone biancorossoblu che salva ancora un pallone girato in mischia su una punizione di Voria.
Mercato. Nerpiti e Ranciari lasciano l'Elpidiense Cascinare per le seguenti destinazioni: Vis Macerata il primo e Città di Castello, in Umbria, il secondo. La società presieduta da Giuseppe Torresi prevede nelle prossime settimane di fare acquisti.
Una generosa Maceratese
beffata negli ultimi minuti
MACERATESE: Scuffia, Natalini, Mengoni (1' st Ippoliti), Marini (15' st Gattafoni), Romagnoli, Benfatto, Biagioli, Guzzini, Monaco (8' st Montanari), Iuvalè, Giuliani. All.: Minuti.
CASOLI: Maraglino, Romano, Di Chiara, Amoruso, Pulcini (35' st Anaclerio), Cossu, Perrotta (26' st Grieco), Gangye, Chicco, Ferraioli (11' st Covelli), Savi. All.: Paolucci.
Arbitro: D'Albore di Caserta.
Reti: st. 26' Montanari, 40' Savi, 41' Covelli.
Note: Angoli 6 a 1 per il Casoli. Espulsi Romagnoli al 73' e Maraglino all'84'.
Una Maceratese con un cuore grande così viene ripresa e poi superata dal Casoli negli ultimissimi minuti. 2 a 1 il risultato finale per la formazione abruzzese, che ha visto le streghe per un buon quarto d'ora, da quando uno dei tanti ragazzini mandati in campo da Pasqualino Minuti, Montanari, ha siglato il momentaneo 1 a 0. Correva il 26' del secondo tempo, sugli spalti neanche l'ombra della società fantasma presieduta da Umberto Ulissi: una vergogna. Minuti e i suoi ragazzi, nonostante le mille vicissitudini, hanno fatto appieno il proprio dovere. Con nove giocatori in meno rispetto a quelli che avevano iniziato il campionato, la Maceratese piena zeppa di giovani promesse ha tenuto testa al Casoli. La dea bendata stavolta ha girato subito le spalle ai biancorossi: al 4' una legnata su calcio di punizione di capitan Romagnoli colpiva in pieno l'incrocio dei pali. Il Casoli si faceva vivo dalle parti di Scuffia con Pulcini e Ferraioli, la Maceratese replicava con Biagioli. Alla mezzora Natalini salvava sulla linea di porta un tiro di Romano. Più concitata la ripresa. Un'incursione del neo entrato Montanari veniva arginata in extremis da Di Chiara a portiere battuto. Sul fronte opposto Biagioli salvava sulla linea di porta un tiro di Chicco. L'1 a 0, inaspettato quanto meritato per la Maceratese, si materializzava al 71': assist di Giuliani per Montanari e palla nel sacco. Incontenibile e per certi aspetti commovente la gioia dei presenti, in campo e sugli spalti. L'arbitro (solo lui) però due minuti dopo vedeva un fallo da cartellino rosso di Romagnoli su Gangye (pietosa la sua sceneggiata) e riportava tutti con i piedi per terra. Maceratese vicinissima al raddoppio all'84': Giuliani in contropiede veniva chiuso con le mani fuori dall'area da Maraglino, ancora cartellino rosso, in porta andava il numero 2 Romano. Sul calcio di punizione Iuvalè sfiorava la traversa. Sul capovolgimento di fronte Savi faceva 1 a 1. Un minuto dopo, con la Maceratese ancora sotto shock, Covelli raddoppiava. Intanto Maraglino scatenava quasi una rissa rivolgendosi in maniera poco ortodossa alla panchina della Maceratese. I tifosi della Maceratese capeggiati dall'assessore provinciale Alessandro Savi hanno consegnato a capitan Romagnoli il ricavato in denaro di una sottoscrizione popolare. L'altro giorno il consigliere comunale con delega allo sport, Alferio Canesin, aveva provveduto a far saldare i conti con un meccanico per le riparazioni del pullman; c'erano "vecchie" spese per quasi tremila euro.
Il Grottammare capitola
e diventa fanalino di coda
GROTTAMMARE: Domanico (62' Addazi), Nicolosi, Marcatili, Polenta, Oddi, Del Moro, Adamoli, Rulli, Maccagnan, Foglini (55' Curzi), Pasquini (62' Pignotti). All. Scarfone.
MORRO D'ORO: Modesti, Natalucci, Prete, Giuliodori, Germini, Marotta, Recchiuti (80' Quatraccioli), Ruscitti, Colella (70' Vaglini), Pietrella, Dragani (57' Argento). All. Amaolo.
Arbitro: Di Gianberardino di Roma.
Rete: 14' Dragani.
Note: Espulsi Germini e Adamoli. Ammoniti: Modesti, Germini, Marotta, Oddi, Ruscitti, Rulli, Quatraccioli. Corner 8-3 per Grottammare
GROTTAMMARE L'ex allenatore Amaolo dà un dispiacere al Grottammare e lo relega all'ultimo posto. Con la vittoria esterna, infatti, il Morro d'Oro ha scavalcato i biancocelesti e forse costretto il presidente Pignotti all'esonero del tecnico Scarfone. Sicuramente è stata una delle più brutte partite mai giocate dai locali, in pratica il neo acquisto Maccagnan è stato l'unico pensiero per la difesa abruzzese, impegnando con sei splendide conclusioni il portiere Modesti che ha risposto da campione. In tribuna era presente Sestilio Marocchi, tecnico di lungo corso, ma potrebbe essere un caso. Sicuramente il Grottammare ha bisogno di una cura drastica, ed anche di un attaccante centrale, visto che oggi ha giocato senza punte, causa l'assenza di Di Felice, con il giovane Pasquini maltrattato dalla difesa. Inoltre i locali non sono riusciti a concretizzare il vantaggio di giocare con l'uomo in più per l'espulsione dopo 23 minuti del difensore centrale Germini, pareggiando anche i conti al 49' con Adamoli che ha colpito un avversario guadagnando un rosso diretto. La cronaca vede già al 2' Maccagnan, bomber veneto ex Jesolo e S.Donà, impegnare alla parata in tuffo il portiere con un tiro al volo. Al 14' il gol ospite con un cross di Natalucci, spizzicato di testa da Colella e Dragani, in posizione di fuori gioco, che insacca mentre Domanico si fermava. Ma l'assistente, che ha costantemente colto in fuorigioco inesistenti gli attaccanti locali, questa volta non sbandiera. Maccagnan è l'unico che cerca di reagire e ci prova con punizioni micidiali al 17', 39', 59' e 67' ma il portiere compie prodigiosi balzi per deviare i suoi colpi mirati all'angolino basso. Al 23' viene espulso per doppia ammonizione Germini, estremamente nervoso. Al 34' l'arbitro non concede un netto rigore per un fallo di mano in area di Prete su cross di Maccagnan. Al 49' Adamoli si fa espellere per una manata inutile in attacco e la partita finisce praticamente qui. Solo il bomber veneto cerca di vivacizzare il gioco ma la difesa abruzzese si chiude a riccio. Ultima occasione al 68' ma Maccagnan scheggia il palo dopo un eccellente dribling. L'arbitro poi espelle un componente della panchina ospite all'88'. Da segnalare che Puglia, al momento delle sostituzioni, ha abbandonato la panchina chiaramente nervoso ed è tornato negli spogliatoi. Una contestazione chiara ma pericolosa. Urgono provvedimenti per questo Grottammare.
La cura Pruzzo funziona
Il suo Centobuchi
espugna il campo
della big Campobasso
CAMPOBASSO: Liccardi, Sarno, Pescatore, Grillo, Maglione, Lezcano (48' Teta), Gennarelli (77' De Crescenzo), Martone, Todino (75' Marini), Russo, Majella. All. Musella
CENTOBUCHI: Albanesi, Trasatti, Coccia, Crocieri, Corradetti, Marranconi, Frignoni (65' Calvaresi), Vitone, Cardinali (75' Del Grande), Smerilli (47' Francia), Cesani . All. Terrani-Pruzzo.
Arbitro: Adduci di Paola.
Reti: 27' Cesani, 55' Majella, 74' Vitone.
Note: Espulso al 43' De Crescenzo per proteste.
CAMPOBASSO Roberto Pruzzo inizia col botto. L'esordio sulla panchina del Centobuchi è di quelli che restano negli annali: vittoria esterna sul campo di una delle favorite per il salto di categoria, il Campobasso che aveva dalla sua tasso tecnico e blasone. Sul terreno di gioco si è visto, invece, una sola grande, il Centobuchi rigenerato nel morale e nel modo di stare in campo dopo solo una settimana di cura Pruzzo.
I biancolesti mettono alle corde il Campobasso fin dalle prime battute, mostrando quella grinta che raramente si era vista fino a questo punto della stagione. Cesani e Corradetti impegnano severamente Liccardi, fino al 27', minuto in cui il Centobuchi trova il meritato vantaggio. Cesani decide che la metà campo del Campobasso può esser luogo di conquista e galoppa per trenta metri prima di scagliare il diagonale che fa secco il portiere rossoblù. Nella ripresa il canovaccio del match non cambia, con il Centobuchi che fa la partita ed il Campobasso a difendersi. Poi, in un'azione di allegerimento, nasce il rigore che avrebbe potuto cambiare il match. Majella dagli undici metri realizza il pareggio e rimette in carreggiata i suoi. Ma il Centobuchi azzanna i tre punti al 74', con Vitone che colora con il successo una grande prestazione collettiva.
Fano, Roncarati è l'uomo del destino
Parte dalla panchina e al 19' della ripresa segna il gol che condanna la Recanatese
FANO: Ferrari, Misin, Amaranti, Fenucci, Santini, Ionni, Barbieri, Marchetti, Chiarabini, Luchetti (27' pt Roncarati), Pentucci. All.: Gaudenzi.
RECANATESE: Loris Cantarini, Patrizi, Iommi, Zannini, Siroti, Salvatelli (35' st Moretti), Cardinali (27' st Sbarbati), Virgili, Luca Cantarini, Senesi, Pettinari (15' st Meschini). All.: Mobili.
Arbitro: Marini di Roma.
Rete:19' st Roncarati.
Note: 1500 spettatori circa per 5315 euro di incasso. Ammoniti Zannini, Marchetti, Pettinari, Roncarati. Angoli: 7-1 per il Fano. Recupero: 1', 3'.
FANO - A Roncarati basta una mezzoretta per riprendere il discorso dove lo aveva lasciato cadere, cinque anni fa. Chiarabini lo serve dentro l'area, lui di pura caparbietà blinda il pallone, un rimpallo gli schiude l'angolo più lontano e la Recanatese conosce il suo destino. Alla sesta vittoria su sette in casa, il Fano tiene così la ruota della Pro Vasto e vede qualche concorrente defilarsi un po'. In una domenica di vena relativa, contro un avversario organizzato e spigoloso, forse il massimo che ne potesse ricavare.
E non molto di più o di diverso ci si doveva aspettare dalla squadra di Mobili, che ha perso per sempre Rosa e Vitone e per stavolta pure Fermani. Il 4-2-3-1, che più spesso somiglia ad 4-1-4-1, permette di tenere la partita viva fino alla fine e a lungo mette sabbia negli ingranaggi del gioco granata, che non progredisce mai in ritmo e pericolosità. Bravi a far densità e apprezzabili anche per dinamismo, i leopardiani pagano fatalmente lo scarso deterrente offensivo (l'uomo più avanzato è il '91 Cardinali), ma dopo aver superato senza traumi la partenza molto fumo e poco arrosto dei padroni di casa, pizzicano pure. Di Senesi il primo tiro in porta rintuzzato da Ferrari, che un minuto dopo rimedia ad un anticipo difettoso di Fenucci, andando a chiudere la strada a Cardinali lanciato in area. Il Fano produce poco. Una volée di Pentucci su cross del sempre lucido Barbieri, poi un tentativo di sfondamento senza fortuna dello stesso Pentucci e una deviazione in allungo di Chiarabini su punizione di Marchetti, che poi fa in proprio, incrociando però Loris Cantarini. Il fallo tattico e le proteste, peraltro misurate, su un paio di episodi sospetti in area non aiutano a distendere i nervi, né incide l'ingresso di Roncarati, che Gaudenzi tiene inizialmente in panchina per poi spenderselo abbastanza presto in una partita che richiede anche forza d'urto.
E la ripresa, che si apre con un'incornata centrale di Luca Cantarini, non sembra favorire il cambio di rotta, anche se il Fano prova a dare un giro di vite alla sua pressione. Arriva così la palla gol di Ionni, imbeccato da Roncarati ma arginato da Salvatelli. E arriva soprattutto il gol-partita, che, in teoria, il Fano dovrebbe gestire senza troppa fatica. Vero solo in parte. Il possesso palla è intermittente, in contropiede arriva solo un'occasione con Pentucci e gli incursori giallorossi, nell'arrangiarsi da attaccanti, qualcosa riescono a rovistare, come soprattutto il colpo di testa ravvicinato del neo-entrato Sbarbati che Senesi pesca sul filo del fuorigioco. Il guizzo di Ferrari scongiura colpi di scena.
http://sfoglia.ilmessaggero.it/
con un gol di Nobili
TOLENTINO: Testa, Bigoni, Cremaschini, Stefani, Cento, Ortolani, Bellucci (35' st Marasca), Iachini (47' st Sgalla), Battaglia (16' st Nobili), Marani, Malaccari. All.: Favi.
REAL MONTECCHIO: Pierini, Parisi, Pietrucci (12' st Trufelli), Mengo, Savini, Berretti, Vaierani (36' st Rinaldi), Bianchi, Girgenti, Borrelli, Vitaioli (12' st Nanni). All.: Severini.
Arbitro: Giorgio di Firenze.
Rete: Nobili al 21' st.
Note: espulso Ortolani al 46' st per doppia ammonizione. Ammoniti Testa, Iachini, Marani, Mengo e Girgenti. Spettatori 300 circa. Recuperi 2' e 4'. Calci d'angolo 4 a 2 per il Tolentino.
TOLENTINO Dopo cinque turni di digiuno, il Tolentino torna alla vittoria battendo di misura il Montecchio grazie a un gol del giovane Nobili. Sia Favi che Severini devono fare i conti con le assenze e mettono in campo schieramenti rimaneggiati, tanto che il tecnico del Tolentino rinuncia al consueto 4-3-3 per un 4-4-2 con centrocampo a rombo. Nei cremisi, inoltre, debutta dal primo minuto l'attaccante Paolo Bellucci. L'importanza della posta in palio non condiziona una partita piacevole, dove inevitabilmente il Tolentino prova a costruire e il Montecchio si difende con ordine. La prima azione degna di nota arriva dopo 14 minuti, quando su corner di Stefani, Ortolani trova il tempo per l'inserimento e colpisce di testa, ma Pierini è bravo ad alzare la palla sopra la traversa. Al 27', una ripartenza veloce del Montecchio mette Borrelli, il migliore dei suoi, nelle condizioni di calciare in porta da 25 metri, ma la sua conclusione sibila vicinissima al palo alla sinistra di Testa e termina fuori. La squadra di Favi mantiene una costante supremazia territoriale, ma evidenzia il suo limite di sempre: mettere il pallone in rete. Al 42', sugli sviluppi di una bella azione personale di un sempre più convincente Malaccari, Cremaschini tocca per Bellucci la cui conclusione termina alta. L'ultimo brivido della prima frazione è un colpo di testa di Girgenti in pieno recupero sul quale Testa è bravo ad allungarsi e a mettere in calcio d'angolo. Nella ripresa il Tolentino appare meno carico e il Montecchio sembra crescere, ma al quarto d'ora, Favi azzecca la sostituzione che cambia la partita inserendo il diciannovenne Nobili per un impalpabile Battaglia. Nobili ripaga la fiducia del tecnico al 21', inserendosi su un preciso lancio di Cremaschini e, appena dentro l'area, calciando con un destro di potenza il pallone alle spalle dell'incolpevole Pierini. La squadra di Severini cerca di riversarsi nella metà campo cremisi: l'allenatore del Montecchio passa anche alla difesa a tre avanzando Mengo come centravanti, ma cambia poco. Anche perchè a cinque minuti dalla fine, Testa dice che oggi dalle sue parti non si passa e miracoleggia su una bella conclusione di Trufelli da 20 metri che sembrava destinata all'incrocio dei pali. Al 42' un diagonale di Mengo si spegne sul fondo, mentre al 44' ancora il portiere del Tolentino si fa trovare pronto su un'iniziativa del Montecchio. L'ultima annotazione di cronaca arriva in pieno recupero, quando Ortolani, già ammonito, si fa espellere ingenuamente dall'arbitro per aver perso tempo in occasione della battuta di un calcio di punizione. Poi, dopo quattro minuti di recupero, finalmente il Tolentino può festeggiare il ritorno alla vittoria, mentre il Montecchio torna a casa senza punti e con qualche recriminazione
Elpidiense cinica e fortunata
Trivento gioca bene ma perde
ELPIDIENSE CASCINARE: Armellini, Marilungo, Biondi, Bessone, Capparuccia, Bugari, Sperandeo (40' st. Ulivello), Valente, Catini, Ceteroni, Caporaletti (30' st. Forestieri). All.: Clerici.
ATLETICO TRIVENTO: Argenziano, Ciafardini (15' st. Del Zingaro), Incitti, D'Aversa (10' st. Iaboni), Barbato, Voria, Leone, Corradino, Palombizio (1' st. Monaco di Monaco), Bernardi, Guglielmi. All. Carannante
Arbitro: Sambi di Ravenna
Reti: Catini 16' pt e 9' st. (rig.)
Note: Ammoniti Bessone, Bugari, D'Aversa, Palombizio. Angoli 2-5 Atletico Trivento.
PORTO S. ELPIDIO Bella e importante vittoria all'inglese dell'Elpidiense Cascinare contro un Atletico Trivento tutt'altro che arrendevole. Per buona parte della gara, la manovra del gioco è stata costantemente tenuta dalla formazione di Carannante, la cui posizione in classifica, visto il gioco, è assolutamente bugiarda. Sono infatti i molisani a costruire la prima azione della partita con un colpo di testa di Bernardi su cross di Leone, palla a lato. Curioso episodio al 6': si rompe una delle bandierine del calcio d'angolo, il gioco si ferma per circa due minuti per effettuare la sostituzione. Al 16' vantaggio dell'Elpidiense Cascinare grazie ad un eurogol di Catini. Passaggio da punizione di Sperandeo per Catini il quale, da circa 25 metri lascia partire un missile di destro che si infila nel sette alla sinistra di Argenziano. Al 30' occasione d'oro per gli ospiti: un pallone colpito da Corradino scheggia la traversa con Armellini messo fuori causa. Ma l'estremo difensore calzaturiero si faceva perdonare nel corso della partita con degli interventi spettacolari, il primo al 42' su un tiro ravvicinato di Leone molto insidioso e poi al 1' della ripresa sempre sullo stesso Leone. Al 9' della ripresa arriva il raddoppio dei calzaturieri. Bel lancio in profondità di Ceteroni per Sperandeo il quale, arrivato in area viene toccato da Argenziano: l'arbitro non ha dubbi e concede il penalty che Catini trasforma. Al 33' Forestieri subentrato a Caporaletti dal limite dell'area fa partire una pallonetto che termina di poco fuori con il portiere che resta a guardare. Cinque minuti più tardi gran tiro di Sperandeo deviato in corner dall'estremo difensore ospite. Sugli sviluppi dello stesso corner, Forestieri inzucca il pallone di testa mandandolo a lato. Un minuto più tardi grandissimo salvataggio di Armellini su Bernardi, e al 41' è ancora il portierone biancorossoblu che salva ancora un pallone girato in mischia su una punizione di Voria.
Mercato. Nerpiti e Ranciari lasciano l'Elpidiense Cascinare per le seguenti destinazioni: Vis Macerata il primo e Città di Castello, in Umbria, il secondo. La società presieduta da Giuseppe Torresi prevede nelle prossime settimane di fare acquisti.
Una generosa Maceratese
beffata negli ultimi minuti
MACERATESE: Scuffia, Natalini, Mengoni (1' st Ippoliti), Marini (15' st Gattafoni), Romagnoli, Benfatto, Biagioli, Guzzini, Monaco (8' st Montanari), Iuvalè, Giuliani. All.: Minuti.
CASOLI: Maraglino, Romano, Di Chiara, Amoruso, Pulcini (35' st Anaclerio), Cossu, Perrotta (26' st Grieco), Gangye, Chicco, Ferraioli (11' st Covelli), Savi. All.: Paolucci.
Arbitro: D'Albore di Caserta.
Reti: st. 26' Montanari, 40' Savi, 41' Covelli.
Note: Angoli 6 a 1 per il Casoli. Espulsi Romagnoli al 73' e Maraglino all'84'.
Una Maceratese con un cuore grande così viene ripresa e poi superata dal Casoli negli ultimissimi minuti. 2 a 1 il risultato finale per la formazione abruzzese, che ha visto le streghe per un buon quarto d'ora, da quando uno dei tanti ragazzini mandati in campo da Pasqualino Minuti, Montanari, ha siglato il momentaneo 1 a 0. Correva il 26' del secondo tempo, sugli spalti neanche l'ombra della società fantasma presieduta da Umberto Ulissi: una vergogna. Minuti e i suoi ragazzi, nonostante le mille vicissitudini, hanno fatto appieno il proprio dovere. Con nove giocatori in meno rispetto a quelli che avevano iniziato il campionato, la Maceratese piena zeppa di giovani promesse ha tenuto testa al Casoli. La dea bendata stavolta ha girato subito le spalle ai biancorossi: al 4' una legnata su calcio di punizione di capitan Romagnoli colpiva in pieno l'incrocio dei pali. Il Casoli si faceva vivo dalle parti di Scuffia con Pulcini e Ferraioli, la Maceratese replicava con Biagioli. Alla mezzora Natalini salvava sulla linea di porta un tiro di Romano. Più concitata la ripresa. Un'incursione del neo entrato Montanari veniva arginata in extremis da Di Chiara a portiere battuto. Sul fronte opposto Biagioli salvava sulla linea di porta un tiro di Chicco. L'1 a 0, inaspettato quanto meritato per la Maceratese, si materializzava al 71': assist di Giuliani per Montanari e palla nel sacco. Incontenibile e per certi aspetti commovente la gioia dei presenti, in campo e sugli spalti. L'arbitro (solo lui) però due minuti dopo vedeva un fallo da cartellino rosso di Romagnoli su Gangye (pietosa la sua sceneggiata) e riportava tutti con i piedi per terra. Maceratese vicinissima al raddoppio all'84': Giuliani in contropiede veniva chiuso con le mani fuori dall'area da Maraglino, ancora cartellino rosso, in porta andava il numero 2 Romano. Sul calcio di punizione Iuvalè sfiorava la traversa. Sul capovolgimento di fronte Savi faceva 1 a 1. Un minuto dopo, con la Maceratese ancora sotto shock, Covelli raddoppiava. Intanto Maraglino scatenava quasi una rissa rivolgendosi in maniera poco ortodossa alla panchina della Maceratese. I tifosi della Maceratese capeggiati dall'assessore provinciale Alessandro Savi hanno consegnato a capitan Romagnoli il ricavato in denaro di una sottoscrizione popolare. L'altro giorno il consigliere comunale con delega allo sport, Alferio Canesin, aveva provveduto a far saldare i conti con un meccanico per le riparazioni del pullman; c'erano "vecchie" spese per quasi tremila euro.
Il Grottammare capitola
e diventa fanalino di coda
GROTTAMMARE: Domanico (62' Addazi), Nicolosi, Marcatili, Polenta, Oddi, Del Moro, Adamoli, Rulli, Maccagnan, Foglini (55' Curzi), Pasquini (62' Pignotti). All. Scarfone.
MORRO D'ORO: Modesti, Natalucci, Prete, Giuliodori, Germini, Marotta, Recchiuti (80' Quatraccioli), Ruscitti, Colella (70' Vaglini), Pietrella, Dragani (57' Argento). All. Amaolo.
Arbitro: Di Gianberardino di Roma.
Rete: 14' Dragani.
Note: Espulsi Germini e Adamoli. Ammoniti: Modesti, Germini, Marotta, Oddi, Ruscitti, Rulli, Quatraccioli. Corner 8-3 per Grottammare
GROTTAMMARE L'ex allenatore Amaolo dà un dispiacere al Grottammare e lo relega all'ultimo posto. Con la vittoria esterna, infatti, il Morro d'Oro ha scavalcato i biancocelesti e forse costretto il presidente Pignotti all'esonero del tecnico Scarfone. Sicuramente è stata una delle più brutte partite mai giocate dai locali, in pratica il neo acquisto Maccagnan è stato l'unico pensiero per la difesa abruzzese, impegnando con sei splendide conclusioni il portiere Modesti che ha risposto da campione. In tribuna era presente Sestilio Marocchi, tecnico di lungo corso, ma potrebbe essere un caso. Sicuramente il Grottammare ha bisogno di una cura drastica, ed anche di un attaccante centrale, visto che oggi ha giocato senza punte, causa l'assenza di Di Felice, con il giovane Pasquini maltrattato dalla difesa. Inoltre i locali non sono riusciti a concretizzare il vantaggio di giocare con l'uomo in più per l'espulsione dopo 23 minuti del difensore centrale Germini, pareggiando anche i conti al 49' con Adamoli che ha colpito un avversario guadagnando un rosso diretto. La cronaca vede già al 2' Maccagnan, bomber veneto ex Jesolo e S.Donà, impegnare alla parata in tuffo il portiere con un tiro al volo. Al 14' il gol ospite con un cross di Natalucci, spizzicato di testa da Colella e Dragani, in posizione di fuori gioco, che insacca mentre Domanico si fermava. Ma l'assistente, che ha costantemente colto in fuorigioco inesistenti gli attaccanti locali, questa volta non sbandiera. Maccagnan è l'unico che cerca di reagire e ci prova con punizioni micidiali al 17', 39', 59' e 67' ma il portiere compie prodigiosi balzi per deviare i suoi colpi mirati all'angolino basso. Al 23' viene espulso per doppia ammonizione Germini, estremamente nervoso. Al 34' l'arbitro non concede un netto rigore per un fallo di mano in area di Prete su cross di Maccagnan. Al 49' Adamoli si fa espellere per una manata inutile in attacco e la partita finisce praticamente qui. Solo il bomber veneto cerca di vivacizzare il gioco ma la difesa abruzzese si chiude a riccio. Ultima occasione al 68' ma Maccagnan scheggia il palo dopo un eccellente dribling. L'arbitro poi espelle un componente della panchina ospite all'88'. Da segnalare che Puglia, al momento delle sostituzioni, ha abbandonato la panchina chiaramente nervoso ed è tornato negli spogliatoi. Una contestazione chiara ma pericolosa. Urgono provvedimenti per questo Grottammare.
La cura Pruzzo funziona
Il suo Centobuchi
espugna il campo
della big Campobasso
CAMPOBASSO: Liccardi, Sarno, Pescatore, Grillo, Maglione, Lezcano (48' Teta), Gennarelli (77' De Crescenzo), Martone, Todino (75' Marini), Russo, Majella. All. Musella
CENTOBUCHI: Albanesi, Trasatti, Coccia, Crocieri, Corradetti, Marranconi, Frignoni (65' Calvaresi), Vitone, Cardinali (75' Del Grande), Smerilli (47' Francia), Cesani . All. Terrani-Pruzzo.
Arbitro: Adduci di Paola.
Reti: 27' Cesani, 55' Majella, 74' Vitone.
Note: Espulso al 43' De Crescenzo per proteste.
CAMPOBASSO Roberto Pruzzo inizia col botto. L'esordio sulla panchina del Centobuchi è di quelli che restano negli annali: vittoria esterna sul campo di una delle favorite per il salto di categoria, il Campobasso che aveva dalla sua tasso tecnico e blasone. Sul terreno di gioco si è visto, invece, una sola grande, il Centobuchi rigenerato nel morale e nel modo di stare in campo dopo solo una settimana di cura Pruzzo.
I biancolesti mettono alle corde il Campobasso fin dalle prime battute, mostrando quella grinta che raramente si era vista fino a questo punto della stagione. Cesani e Corradetti impegnano severamente Liccardi, fino al 27', minuto in cui il Centobuchi trova il meritato vantaggio. Cesani decide che la metà campo del Campobasso può esser luogo di conquista e galoppa per trenta metri prima di scagliare il diagonale che fa secco il portiere rossoblù. Nella ripresa il canovaccio del match non cambia, con il Centobuchi che fa la partita ed il Campobasso a difendersi. Poi, in un'azione di allegerimento, nasce il rigore che avrebbe potuto cambiare il match. Majella dagli undici metri realizza il pareggio e rimette in carreggiata i suoi. Ma il Centobuchi azzanna i tre punti al 74', con Vitone che colora con il successo una grande prestazione collettiva.
Fano, Roncarati è l'uomo del destino
Parte dalla panchina e al 19' della ripresa segna il gol che condanna la Recanatese
FANO: Ferrari, Misin, Amaranti, Fenucci, Santini, Ionni, Barbieri, Marchetti, Chiarabini, Luchetti (27' pt Roncarati), Pentucci. All.: Gaudenzi.
RECANATESE: Loris Cantarini, Patrizi, Iommi, Zannini, Siroti, Salvatelli (35' st Moretti), Cardinali (27' st Sbarbati), Virgili, Luca Cantarini, Senesi, Pettinari (15' st Meschini). All.: Mobili.
Arbitro: Marini di Roma.
Rete:19' st Roncarati.
Note: 1500 spettatori circa per 5315 euro di incasso. Ammoniti Zannini, Marchetti, Pettinari, Roncarati. Angoli: 7-1 per il Fano. Recupero: 1', 3'.
FANO - A Roncarati basta una mezzoretta per riprendere il discorso dove lo aveva lasciato cadere, cinque anni fa. Chiarabini lo serve dentro l'area, lui di pura caparbietà blinda il pallone, un rimpallo gli schiude l'angolo più lontano e la Recanatese conosce il suo destino. Alla sesta vittoria su sette in casa, il Fano tiene così la ruota della Pro Vasto e vede qualche concorrente defilarsi un po'. In una domenica di vena relativa, contro un avversario organizzato e spigoloso, forse il massimo che ne potesse ricavare.
E non molto di più o di diverso ci si doveva aspettare dalla squadra di Mobili, che ha perso per sempre Rosa e Vitone e per stavolta pure Fermani. Il 4-2-3-1, che più spesso somiglia ad 4-1-4-1, permette di tenere la partita viva fino alla fine e a lungo mette sabbia negli ingranaggi del gioco granata, che non progredisce mai in ritmo e pericolosità. Bravi a far densità e apprezzabili anche per dinamismo, i leopardiani pagano fatalmente lo scarso deterrente offensivo (l'uomo più avanzato è il '91 Cardinali), ma dopo aver superato senza traumi la partenza molto fumo e poco arrosto dei padroni di casa, pizzicano pure. Di Senesi il primo tiro in porta rintuzzato da Ferrari, che un minuto dopo rimedia ad un anticipo difettoso di Fenucci, andando a chiudere la strada a Cardinali lanciato in area. Il Fano produce poco. Una volée di Pentucci su cross del sempre lucido Barbieri, poi un tentativo di sfondamento senza fortuna dello stesso Pentucci e una deviazione in allungo di Chiarabini su punizione di Marchetti, che poi fa in proprio, incrociando però Loris Cantarini. Il fallo tattico e le proteste, peraltro misurate, su un paio di episodi sospetti in area non aiutano a distendere i nervi, né incide l'ingresso di Roncarati, che Gaudenzi tiene inizialmente in panchina per poi spenderselo abbastanza presto in una partita che richiede anche forza d'urto.
E la ripresa, che si apre con un'incornata centrale di Luca Cantarini, non sembra favorire il cambio di rotta, anche se il Fano prova a dare un giro di vite alla sua pressione. Arriva così la palla gol di Ionni, imbeccato da Roncarati ma arginato da Salvatelli. E arriva soprattutto il gol-partita, che, in teoria, il Fano dovrebbe gestire senza troppa fatica. Vero solo in parte. Il possesso palla è intermittente, in contropiede arriva solo un'occasione con Pentucci e gli incursori giallorossi, nell'arrangiarsi da attaccanti, qualcosa riescono a rovistare, come soprattutto il colpo di testa ravvicinato del neo-entrato Sbarbati che Senesi pesca sul filo del fuorigioco. Il guizzo di Ferrari scongiura colpi di scena.
http://sfoglia.ilmessaggero.it/