Tra le corregionali, vince solo l'Olympia Agnonese nel dodicesimo turno della serie D. Gli alto molisani conseguono al "Civitelle" il sesto successo consecutivo, su altrettante apparizioni stagionali che contano. Il dato, oltre che per la statistica, è sicuramente buono per ribadire come tra le mura amiche, i granata riescano nell'impresa di sfoggiare il piglio della compagine di rango, capace d'aggredire gli spazi sin dalle prime battute del confronto, collocando conseguentemente in una condizione quasi d'inferiorità psicologica l'avversario di turno. La vittoria appena ottenuta contro la formazione di Monteprandone, per l'ennesima occasione nel corso della presente stagione, pone i ragazzi di Agovino in una condizione di classifica, ideale per perfezionar quel salto di qualità che, potrebbe davvero consentire loro di recitare un ruolo di non mera comprimaria nel girone F dei Dilettanti. L'occasione propizia si ripresenterà, ancora una volta, tra sette giorni, quando lo scacchiere agnonese si recherà sul campo di una non trascendentale Recanatese, formazione che al momento non pare di consistenza similare a quella palesata specie nella seconda fase della scorsa annata. L'obiettivo d'incamerare altri punti utili per la classifica, risulta dunque decisamente alla portata, purché l'undici del patron Marcovecchio, esterni nella circostanza la medesima convinzione vista sul proprio manto erboso, perché in fondo, il deficit di rendimento evidenziato sino ad ora in trasferta, in un raggruppamento ambientalmente tranquillo, pare ascrivibile esclusivamente al profilo psicologico.
Non è invece riuscito a centrare il successo il Nuovo Campobasso, che contro la Santegidiese, pur godendo del conforto legato al fattore campo, è incappato in un risultato di parità dal sapore assai similare a quello della sconfitta. Difatti, il doppio vantaggio conseguito nel corso della prima frazione, aveva illuso il pur ridotto pubblico presente, sulla possibilità d'incamerare piuttosto agevolmente i tre punti, alimentando quella rincorsa in graduatoria, viceversa fatalmente interrottasi dopo la rete del 2-2. Al di là del mezzo passo falso, i rossoblù hanno riproposto nella circostanza qualche limite caratteriale, eccessivo per una compagine che punti dichiaratamente al salto di categoria. Sicuramente ha inciso in senso negativo il fattore Dea bendata, che ha colpito l'undici di Musella sia in occasione del goal subito a freddo nel corso della ripresa delle ostilità, sia sugli sviluppi della fortunosa segnatura di Galiffa. Tuttavia, al di là di simili attenuanti, il Campobasso non è piaciuto sul piano del gioco, ne su quello della personalità. Entrambi gli aspetti, paiono chiamare in causa per l'ennesima volta nel corso di questa altalenante stagione, l'assortimento di una rosa che pare difettare di elementi d'esperienza, in grado di dar man forte in caso d'indisponibilità di quelli idealmente parte dell'undici iniziale. La soluzione passa per il mercato dicembrino, che dovrebbe comportar l'arrivo di qualche altro pezzo importante che faccia al caso di Musella, andando a rimpinguare specie la fascia mediana, ove Teta pare oggi l'unico organizzatore di gioco di sicuro affidamento, nonché un reparto offensivo, ove Majella e Russo paiono assolutamente privi di adeguate alternative al momento.
Continua la risalita della graduatoria l'Atletico Trivento, che coglie a Chieti un pari dal sapore agro-dolce. La dinamica del match, è stata tale da legittimare l'aspettativa di un risultato ancor più positivo per i trignini. Del resto, la graduatoria al momento pare ancora piuttosto ingenerosa nei loro confronti, atteso che già precedentemente i gialloblù, avrebbero meritato qualcosa in più al termine dei novanta minuti. Poco male. Se i ragazzi di Carannante continueranno a manifestar anche nelle prossime esibizioni la vitalità fisica e caratteriale esternata nell'ultimo mese e mezzo, realisticamente presto saranno capaci di garantire ai propri supporters, una navigazione in acque di classifica più confortevoli.
Finisce invece in malo modo la trasferta del Venafro in terra pugliese. Contro la modesta compagine del Bitonto, i bianconeri hanno dimostrato d'esser squadra che si lascia preferire quando può giocare di rimessa. Il vantaggio propiziato dalla prima segnatura stagionale di Young, aveva lasciato presagire sino ad un quarto d'ora dal termine, il ritorno a quel successo che i bianconeri non assaporano addirittura dalla prima di campionato. Il finale amarissimo, sembra ideale rappresentazione di uno scorcio stagionale davvero problematico per una squadra, che di certo non è neppure assistita dalla componente fortuna, magari nelle sembianze della condotta di una classe arbitrale, che ieri di sicuro non le ha riservato un occhio di riguardo. Superfluo ricordare l'impellente necessità di rinforzare un organico reiteratamente manifestatosi inadeguato, per quanto il presidente Patriciello abbia già lasciato intendere come, non sia disposto a compiere follie in tal senso. Dunque, attesa anche la condizione di classifica dei suoi ragazzi, pare giusto assecondare la consapevolezza che l'impresa di raggiunger l'obiettivo della permanenza in categoria, sarà comunque assai ardua, anche passando per l'ipotetica finestra dei play-out. Ad ogni modo, la notevole distanza temporale che separa la fine della stagione, deve comunque pungolare i ragazzi di un Urban non più solidissimo sulla propria panchina, ad onorare al meglio i futuri match, sino a quando, eventualmente e malauguratamente, il ritorno nel calcio regionale non si concretizzerà come una quasi fisiologica tappa nella storia di un club, sempre ai vertici del movimento molisano nell'ultimo quinquennio.
http://www.primapaginamolise.it/detail.php?news_ID=12978&goback_link=index.php
Non è invece riuscito a centrare il successo il Nuovo Campobasso, che contro la Santegidiese, pur godendo del conforto legato al fattore campo, è incappato in un risultato di parità dal sapore assai similare a quello della sconfitta. Difatti, il doppio vantaggio conseguito nel corso della prima frazione, aveva illuso il pur ridotto pubblico presente, sulla possibilità d'incamerare piuttosto agevolmente i tre punti, alimentando quella rincorsa in graduatoria, viceversa fatalmente interrottasi dopo la rete del 2-2. Al di là del mezzo passo falso, i rossoblù hanno riproposto nella circostanza qualche limite caratteriale, eccessivo per una compagine che punti dichiaratamente al salto di categoria. Sicuramente ha inciso in senso negativo il fattore Dea bendata, che ha colpito l'undici di Musella sia in occasione del goal subito a freddo nel corso della ripresa delle ostilità, sia sugli sviluppi della fortunosa segnatura di Galiffa. Tuttavia, al di là di simili attenuanti, il Campobasso non è piaciuto sul piano del gioco, ne su quello della personalità. Entrambi gli aspetti, paiono chiamare in causa per l'ennesima volta nel corso di questa altalenante stagione, l'assortimento di una rosa che pare difettare di elementi d'esperienza, in grado di dar man forte in caso d'indisponibilità di quelli idealmente parte dell'undici iniziale. La soluzione passa per il mercato dicembrino, che dovrebbe comportar l'arrivo di qualche altro pezzo importante che faccia al caso di Musella, andando a rimpinguare specie la fascia mediana, ove Teta pare oggi l'unico organizzatore di gioco di sicuro affidamento, nonché un reparto offensivo, ove Majella e Russo paiono assolutamente privi di adeguate alternative al momento.
Continua la risalita della graduatoria l'Atletico Trivento, che coglie a Chieti un pari dal sapore agro-dolce. La dinamica del match, è stata tale da legittimare l'aspettativa di un risultato ancor più positivo per i trignini. Del resto, la graduatoria al momento pare ancora piuttosto ingenerosa nei loro confronti, atteso che già precedentemente i gialloblù, avrebbero meritato qualcosa in più al termine dei novanta minuti. Poco male. Se i ragazzi di Carannante continueranno a manifestar anche nelle prossime esibizioni la vitalità fisica e caratteriale esternata nell'ultimo mese e mezzo, realisticamente presto saranno capaci di garantire ai propri supporters, una navigazione in acque di classifica più confortevoli.
Finisce invece in malo modo la trasferta del Venafro in terra pugliese. Contro la modesta compagine del Bitonto, i bianconeri hanno dimostrato d'esser squadra che si lascia preferire quando può giocare di rimessa. Il vantaggio propiziato dalla prima segnatura stagionale di Young, aveva lasciato presagire sino ad un quarto d'ora dal termine, il ritorno a quel successo che i bianconeri non assaporano addirittura dalla prima di campionato. Il finale amarissimo, sembra ideale rappresentazione di uno scorcio stagionale davvero problematico per una squadra, che di certo non è neppure assistita dalla componente fortuna, magari nelle sembianze della condotta di una classe arbitrale, che ieri di sicuro non le ha riservato un occhio di riguardo. Superfluo ricordare l'impellente necessità di rinforzare un organico reiteratamente manifestatosi inadeguato, per quanto il presidente Patriciello abbia già lasciato intendere come, non sia disposto a compiere follie in tal senso. Dunque, attesa anche la condizione di classifica dei suoi ragazzi, pare giusto assecondare la consapevolezza che l'impresa di raggiunger l'obiettivo della permanenza in categoria, sarà comunque assai ardua, anche passando per l'ipotetica finestra dei play-out. Ad ogni modo, la notevole distanza temporale che separa la fine della stagione, deve comunque pungolare i ragazzi di un Urban non più solidissimo sulla propria panchina, ad onorare al meglio i futuri match, sino a quando, eventualmente e malauguratamente, il ritorno nel calcio regionale non si concretizzerà come una quasi fisiologica tappa nella storia di un club, sempre ai vertici del movimento molisano nell'ultimo quinquennio.
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