MONTECCHIO - Il nuovo allenatore del Real Montecchio è Maurizio Severini. Subentra a Gianfranco Zannini esonerato lunedì sera dalla dirigenza biancorossa. Severini è nato a Cagli il primo ottobre 1955, è professore di educazione fisica e ha iniziato ad allenare nella seconda metà degli anni Ottanta prendendo subito il timone di piazze calcisticamente importanti per la Regione come Tolentino, Apecchio e Fossombrone. Dal '91 al '94 si è diviso tra le panchine di Cantianese e Cagliese. Nelle stagioni '94-'95 e '95-'96 è riapprodato proprio alla Vis in qualità di allenatore del settore giovanile. Dopo altre tre stagioni ad occuparsi di giovani a Gualdo e un'esperienza al Tenerife come vice di Mauro Sandreani, nelle ultime stagioni ha allenato Cagliese, Grottammare, San Sepolcro, Vis Pesaro e ancora Cagliese. Prima della chiamata realista lavorava per il settore giovanile del Parma.
"Gli stimoli nel calcio e nella vita sono determinanti – ha spiegato il neobiancorosso Severini, alla sua 23esima stagione da allenatore -, se sono venuto qui a Montecchio è perché ci credo. Non è la prima volta che subentro a percorso già iniziato. Ho subito dato la mia massima disponibilità a prescindere dall'esito della trattativa. L'altra sera stavo per partire per Parigi per vedere come osservatore del Parma un torneo internazionale under 17: ho preso il treno è sono tornato a Pesaro. Per me il campo è la cosa più importante, chiamatela malattia o pregio. Metterò tutta questa mia passione, esperienza e voglia al servizio della squadra: cerco la disponibilità dei giocatori perché, al di là del modulo, la differenza la fanno loro".
"Gli stimoli nel calcio e nella vita sono determinanti – ha spiegato il neobiancorosso Severini, alla sua 23esima stagione da allenatore -, se sono venuto qui a Montecchio è perché ci credo. Non è la prima volta che subentro a percorso già iniziato. Ho subito dato la mia massima disponibilità a prescindere dall'esito della trattativa. L'altra sera stavo per partire per Parigi per vedere come osservatore del Parma un torneo internazionale under 17: ho preso il treno è sono tornato a Pesaro. Per me il campo è la cosa più importante, chiamatela malattia o pregio. Metterò tutta questa mia passione, esperienza e voglia al servizio della squadra: cerco la disponibilità dei giocatori perché, al di là del modulo, la differenza la fanno loro".