lunedì 13 ottobre 2008
Capone chiede scusa ai tifosi - nuovomolise
Quella mezzora in solitudine con i suoi pensieri, seduto a rimuginare in panchina, subito dopo la fine della partita, sembrava il preludio al temporale.
Invece no. Ferruccio Capone lascia Fano senza dare in pasto ai mezzi di informazione la ben che minima notizia. Ci si aspetta una presa di posizione netta nei confronti di un allenatore che ultimamente non ne azzecca una e che a fine gara è stato pesantemente contestato da un folto gruppo di tifosi rossoblù presenti alla fallimentare trasferta marchigiana di ieri. Invece il patron dei lupi prova a salvare il salvabile in un pomeriggio che questa volta non offre altri alibi se non quello di una giornata di luna storta da parte della maggior parte dei giocatori molisani.
«Non devo dare giustificazioni a nessuno commenta Capone di ritorno da Fano se non a quei 1500 tifosi che pagano per vedere le nostre partite. A loro chiedo scusa, a tutti gli altri non devo dire niente».
Presidente, la squadra ha commesso errori evidenti e la prima in classifica è lontana undici punti dopo appena sei partite di campionato.
«Le ripeto che non devo giustificare niente. Piuttosto dobbiamo stare calmi e aspettare tempi migliori».
Dunque, chi manda la squadra in campo per lei non ha alcuna responsabilità in questa situazione?
«Nusella non è responsabile di questa situazione. Io, invece, credo che qualcuno intorno al Campobasso in questo momento stia festeggiando per questa sconfitta».
A chi si riferisce?
«E’ evidente che non tutti vogliono il bene di questa società. E con questo chiudo, ribadento che non mi piace il clima che si sta creando intorno alla squadra».
La nostra conversazione con Capone avviene tre ore dopo la fine del match di Fano. Dal tono della voce si intuisce che il patron in realtà è deluso da tutto e da tutti. E’ il Capone che abbiamo imparato a conoscere nel corso delle ultime tre stagioni: sincero, sanguigno e protettivo nei confronti della squadra. Anche per questo è molto amato dai tifosi e dai giocatori.
Certo è che la sconfitta di ieri, se non sul momento, potrebbe avere ripercussioni nei prossimi giorni. Il presidente nega che ci saranno cambiamenti, ma è chiaro che qualcosa dovrà succedere, almeno sul piano tecnico. La squadra schierata ieri ha scontentato, e non poco, anche la gran parte dei tifosi presenti a Fano. Musella dovrà inventarsi qualcosa, o questo Campobasso non avrà futuro, almeno per quanto riguarda le speranze di risalita in classifica. Quando in estate più di qualcuno, noi compresi, facemmo notare che l’impiego di Teta a centrocampo, nei panni di ’operaio’, avrebbe forse costretto il giocatore a rinunciare forzatamente a gran parte delle sue qualità in fase offensiva, mister Musella rispose che Teta era un centrocampista e basta. Eppure la squadra, che ultimamente stenta a costruire azioni gol, e che purtroppo ha sempre avuto un unico schema (palla buttata in avanti per la spizzata di Russo o all’occorrenza di Zagaria) sembrerebbe avere un gran bisogno di un modulo nuovo o di un cambio di collocazione di alcuni suoi protagonisti. Musella finora è stato sostenuto da tutti i giocatori, questo bisogna dirlo. Lo stesso Majella, che è il vero leader del Campobasso di ieri e di oggi, ha difeso il tecnico napoletano al primo rumore sinistro emesso dalla sua panchina. Ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Questa squadra non va e non piace nemmeno. Il perché è semplice: non ha gioco.
Nella vittoria con l’Agnone, a parte i due gol fortunosi, si erano visti i soliti problemi del Campobasso di Musella. A Fano, contro una squadra forte, non poteva che andare diversamente.

postato da Ufficio Stampa alle