Agnonese, l'ingegnere
Franco Marcovecchio
nella serata di ieri si
è dimesso e in mattinata
si recherà in Comune per
consegnare il titolo della
squadra, che milita nel
campionato semiprofessionistico
di serie D, in mano
al sindaco, Gelsomino De
Vita.
Con lui si è dimesso l'intero
direttivo.
Come ampiamente anticipato
a Nuovo Molise,
dopo circa dieci anni tra
presidenza e vice presidenza,
il patron granata
dice basta. Lo ha fatto dinanzi
a pochi intimi presenti
nella storica sede di
viale Castelnuovo nell'assemblea
pubblica indetta
dai vertici del sodalizio
calcistico. Nulla da fare,
insomma, il futuro per lo
splendido giocattolo visto
all'opera nella scorsa stagione
si tinge di nero. E a
nulla sono valsi i gridi di
allarme lanciati alla vigilia
dell'importante summit.
Andato deserto o quasi.
Come ad accantonare
miseramente un fenomeno
di massa ammirato e invidiato
da più parti. A nulla
è servita la presenza del
vice-sindaco, Giuseppe
Borrelli e dell'assessore
allo Sport, Giuseppe De
Martino, i quali non hanno
potuto far altro che incassare
la drastica decisione.
Che è irrevocabile,
come confermato qualche
istante più tardi dal vicepresidente,
Fernando
Sica. «Proprio così - ha
detto il 'professore' - Aquesto punto non penso
che Marcovecchio, come
del resto l'intero direttivo,
possa fare marcia
indietro». Alla base delle
dimissioni - ha ripetuto
Sica - l'impossibilità di andare
avanti solo ed esclusivamente
con questo
gruppo di persone, che in
tutti questi anni si è sacrificato
per mandare avanti
la baracca. Ed ancora,
l'impossibilità di avere un
budget idoneo per affrontare
dignitosamente un'altra
stagione di serie D. Ed
è stata questa la classica
goccia che ha fatto traboccare
il vaso. Marcovecchio,
alla vigilia dell'incontro
aveva esplicitamente chiesto
all'intero ambiente di
stringersi attorno all'Olympia.
Parole cadute nel
dimenticatoio. Cosicchè,
Marcovecchio dopo aver
relazionato sul bilancio
passato, approvato all'unanimità,
ha deciso di abdicare.
Di togliere il disturbo.
L'ex numero uno
non ha atteso neppure la
fine dell'incontro e dopo
una breve disquisizione
sulla realtà ha preferito
oltrepassare la soglia della
sede sociale. «Sinceramenteci saremo attesi
dalla cittadina una risposta
numericamente più
concreta - ha evidenziato
Fernando Sica - probabilmenteil discorso calcio è
stato apprezzato solo ed
esclusivamente la domenica,
quando tutti sanno che
alle spalle esiste un lavoro
massacrante sia di tipo logistico
che economico».
Marcovecchio resterà in
carica solo ed esclusivamente
per definire alcuni
carichi pendenti (a dire il
vero pochi) della passata
stagione. In seguito reciterà
il suo addio. Adesso la
patata bollente ricadrà
nelle mani dell'Amministrazione
comunale, guidata
da De Vita, che avrà
l'impellente compito di
non cancellare 40 anni di
gloriosa storia calcistica.
«Usciamo fuori di scena -
ha proseguito Sica - a testaalta e con la coscienza
apposto, non abbiamo nulla
e lo ripeterò fino alla
nausea, nulla da che rimproverarci.
Purtroppo di
fronte a certe situazioni
bisogna alzare le braccia -
poi con un filo di voce rotto
dall'emozione, Sica ha
concluso - Speriamo chequalcuno possa prendere
in mano la situazione e
portare avanti il discorso
calcio, che non è un fatto
solo sportivo. Ad Agnone
rappresenta davvero qualcosa
di importante sotto
l'aspetto sociale».
maurizio d'ottavio