Musella, media da retrocessione Il Lupo non ha cambiato pelle
Probabilmente è il meno colpevole di tutti visto che è subentrato a campionato in corso con una situazione all’interno dello spogliatoio a dir poco caotica e con una struttura di squadra completamente sballata da chi in estate aveva assemblato la cosiddetta «Ferrari».Gaetano Musella non è l’artefice principale della «delusione Campobasso». Questo è bene chiarirlo subito. Tuttavia, come ogni allenatore, il tecnico di Napoli deve essere valutato in base al suo lavoro. E il lavoro degli allenatori ha un solo metro di giudizio: i punti ottenuti in classifica. Sotto questo aspetto anche Musella ha deluso (almeno fino ad ora). Chiamato a sostituire Mario Di Nola dopo la disfatta di Arrone (vero e proprio crocevia negativo della stagione) Musella non è riuscito a dare quella «scossa» che si richiede ad ogni allenatore ma anzi ha racimolato un ruolino di marcia «da brividi». Senza voler fare nessun raffronto con il precedente allenatore (Di Nola ha contribuito alla costruzione della squadra e Musella no, Di Nola ha avuto più tempo per dimostrare il suo valore e Musella no) il cammino del Campobasso con l’allenatore napoletano in panchina è da media retrocessione vera e propria. In sette giornate di campionato il Campobasso ha conquistato soltanto sei punti con una sola vittoria ottenuta (il 20 casalingo con il Morro d’Oro) e ben tre sconfitte (tutte fuori casa a Canistro, Sant’Egidio alla Vibrata e Vasto). Un andamento indubbiamente negativo che è reso ancora più evidente dal numero delle reti subite sotto la gestione Musella: tredici. In poche parole il cammino dei lupi è peggiorato sotto diversi aspetti considerato che da una posizione privilegiata di classifica al momento dell’avvento dell’allenatore napoletano (terzi in solitario in classifica a quattro punti dalla vetta) si è passati ad una situazione ampiamente deludente (sesti a meno otto dalla Sangiustese). I numeri, dunque, sono impietosi e stanno decisamente contro Gaetano Musella che nel corso di questi due mesi (e poco più) sulla panchina dei lupi non è riuscito neanche a trovare una formazione titolare «fissa» su cui poter puntare. Molti infatti gli esperimenti (causati anche, per la verità, da vari provvedimenti disciplinari nei riguardi dei giocatori) ma poche le certezze; si è passati dalle esclusioni eccellenti di Giugliano e Baldini, alle «scoperte» di Fazio e Troisi, passando per le «apparizioni» di Marotta e Piovan, fino ai ripescaggi recenti di Acoglanis ed Esposito. come si suol dire: cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia.
Nuovomolise.net