«ANGOLANA E MORRO D'ORO, TRANQUILLE: ALLA SANGIUSTESE CI PENSO IO» Cristian Cacciatore, bomber teramano del Centobuchi, domenica prossima sfida la vicecapolista: «Sono abruzzese, spero di segnare un gol che spinga in C2 una nostra formazione»
«Angolana e Morro, tranquille: alla Sangiustese ci penso io». Cristian Cacciatore, 24 anni, bomber teramano del Centobuchi, domenica prossima farà visita alla vice capolista marchigiana che insidia la promozione diretta in C2 alle due cugine abruzzesi del girone F. Ha segnato 9 reti in 31 giornate l’ex attaccante dell’Hatria, l’anno scorso a Rieti in C2 nel girone di ritorno. Sta facendo benissimo da seconda punta, accanto all’argentino ex L’Aquila e Lanciano Jonathan Vidallè, nella piccola società della provincia di Ascoli che sta mettendo le basi per un futuro salto di categoria. Mentre insegue i punti che lo separano dalla salvezza matematica, Cacciatore guarda con interesse il cammino delle sei abruzzesi del girone che ha già affrontato sia all’andata che al ritorno. Chi andrà in serie C tra Angolana, Sangiustese e Morro d’Oro? «Spero che non ci vada la squadra marchigiana, ma una delle due abruzzesi. Da abruzzese, tifo per le squadre della mia regione, anche se sto giocando nelle Marche». Per eliminare «Me lo auguro, mi piacerebbe segnare un gol decisivo per regalare Tra Angolana e Morro, chi meriterebbe di più la promozione? «Domanda difficile, per diverse motivazioni lo meriterebbero entrambe. L’Angolana, al momento, è quella che forse merita di più. Ha grandi giocatori che fanno la differenza, come Fanesi, Baldi, Mucciante e Di Corcia. Contro di noi, però, non mi ha impressionato tantissimo: all’andata li abbiamo messi sotto, al ritorno siamo stati sfortunati. Il Morro d’Oro ha il suo segreto in una coppia d’attacco stellare. Ma non solo: mi ha marcato Bolzan e devo ammettere che ho passato una brutta domenica, è il difensore più forte del campionato. I biancorossi sono una bella squadra, se fossero partiti bene dall’inizio probabilmente avrebbero vinto il campionato senza problemi». Tra le protagoniste mancate, di sicuro c’è «Anche loro hanno un attacco molto forte, Pazzi fa la differenza. Mi piace anche Chiavaroli, in difesa. Credo che i vastesi abbiano cambiato troppo e paghino problemi societari. Forse si è pensato poco al calcio e più ad altre questioni. Comunque, quando cambi tre allenatori, ci vuole tempo per trovare equilibrio. E’ stata data poca fiducia al progetto iniziale». Il Cologna Paese, che poteva essere la sua squadra quest’anno, ha già chiuso la sua esperienza in serie D. Cosa ha sbagliato? «Mi dispiace tantissimo perché ho una stima infinita per il presidente Perletta. E non semplicemente perché mi aveva contattato l’estate scorsa dopo che avevo già firmato per il Centobuchi, ma perché è una persona seria e competente, che meritava maggiore fortuna. Inesperienza e l’impossibilità di confermare il gruppo che aveva vinto l’Eccellenza sono stati due ostacoli difficili da superare». Sant e Canistro possono salvarsi? «Per prima cosa, spero di non trovarmele di fronte ai play out, quindi di salvarmi il prima possibile con la mia squadra: ci mancano un paio di punti per stare tranquilli. Credo, comunque, che abbiano buone chance di salvarsi. Il Canistro può farcela anche senza spareggi, soprattutto se vince a Bojano domenica prossima». Cacciatore affila il destro per arrivare in doppia cifra come due anni fa ad Atri (15 centri in 30 partite e play off con Ciarrocchi in panchina) e per far parlare di sè alla vigilia del mercato estivo. «Sinceramente a Centobuchi mi trovo benissimo. La società è molto seria, c’è professionalità e voglia di fare meglio rispetto a quest’anno. Penso che non mi muoverò da qui. A meno che non arrivi una proposta davvero allettante dalla serie C». Orlando D’Angelo DALLA REDAZIONE -