PRO VASTO: Bordeanu, Romaggioli (dal 12' s.t. Bracco), Casavecchia (dal 6' s.t. D'Ercole), De Fabiis, Della Penna, Chiavaroli, Fiore, Lezcano, Gallaccio, Golia, Logrieco (dal 35' s.t. Fatati). A disposizione: Mainardi, Vito, Maggi, Di Foglio. Allenatore: Baiocco.
OLYMPIA AGNONESE: Rimi, Longo, Curione, Gennarelli, Ruggieri, Spagnolo, Partipilo (dal 16' s.t. Litterio), Chiaromonte, Covelli (dal 1' s.t. Di Domenico), Orlando, Aquaro (dal 25' s.t. Di Vito). A disposizione: Valenzano, Curcio, Ciarlariello, Pifano. Allenatore: Cerone.
ARBITRO: Stefano Casalucci di Lecce
RETI: nel primo tempo al 26' Covelli, al 46' Fiore.
NOTE: Giornata calda e soleggiata con terreno di gioco in perfette condizioni. Spettatori presenti 500 circa con numerosa presenza di tifosi ospiti. Espulsi: al 46' primo tempo Curione per doppia ammonizione. Orlando e Golia per intemperanze al rientro negli spogliatoi tra il primo ed il secondo tempo. Al 28' del secondo tempo è stato espulso dal terreno di gioco anche Cerone, allenatore dell'Olympia Agnonese. Ammoniti: Orlando e Bracco. Angoli 13 a 4 in favore della Pro Vasto. Tempi di recupero: 2' e 4'.
VASTO - Nella giornata in cui la Pro Vasto era chiamata a dare una prova di maturità, aprendo il cuore alla speranza dei propri tifosi stufi di assistere a prove scialbe ed insignificanti, la formazione adriatica ha clamorosamente fallito l'appuntamento disputando una delle peggiori gare della stagione. Di questo passo, ovvero pareggiando in casa e perdendo fuori, la via verso la retrocessione è quasi certa. Di questo stato di cose ha saputo approfittare l'Olympia Agnonese, "rognosetta" formazione forgiata sull'insegnamento e sul carattere di mister Cerone, un tecnico che dalla panchina si fa sentire, forse anche troppo, tanto da dover esserne allontanato dal direttore di gara. La Pro Vasto, scesa in campo priva di alcuni elementi fondamentali come il bomber Pazzi, il centrale difensivo Calabresi ed il giovane laterale Benedetti, ha pagato lo scotto della inesperienza di molti dei suoi componenti dando vita ad una prestazione priva di significato. Non solo. L'undici allenato da Baiocco, mal messo in campo con un Lezcano che, per motivi incomprensibili lo si continua ad utilizzare sulla fascia destra - lui che predilige il gioco centrale e le ripartenze -, non ha saputo sfruttare nemmeno il fatto di aver potuto giocare l'intero secondo tempo in vantaggio numerico (10 contro 9) per le solite "follie" che i calciatori, di tanto in tanto si inventano sui rettangoli di gioco per futilissimi motivi. Ci chiediamo: a che serve il "famoso" ed a volte ridicolo terzo tempo se in campo la volgarità e l'insipienza prendono il posto della correttezza e dell'educazione?
La gara aveva avuto inizio con l'Agnonese ben disposta in campo pronta a sfruttare le disattenzioni difensive della Pro Vasto. Al 15', a seguito di un fuorigioco non rilevato dall'arbitro e dal suo primo collaboratore, Covelli tentava la via della rete trovando un attento Bordeanu sulla linea di porta. La Pro Vasto rispondeva al 18' con Fiore il cui tiro attraversava tutta l'area piccola della porta ospite senza che nessuno riuscisse a colpirla. Dopo 2' era ancora Fiore a sbagliare da favorevolissima posizione facendosi ribattere la conclusione dal giovane ed attento portiere Rimi. Al 26' il goal dell'Agnone. Per un inutile fallo commesso nella propria metà campo da Casavecchia, la squadra ospite usufruiva di un calcio di punizione sulla cui respinta maldestra il pallone finiva sui piedi del ben appostato Covelli che non aveva difficoltà per superare Bordeanu con un preciso rasoterra. La Pro Vasto non accennava a nessuna reazione. La squadra di Baiocco, priva di mordente e di carattere, finiva nel perdersi in un non gioco che agevolava la formazione ospite pronta al 36' a rendersi ancora pericolosa con Aquaro. Al 41' era Chiaromonte, dopo una penetrante azione, a creare qualche problema al portiere abruzzese. Al 46' la svolta della gara. Curione, già ammonito, entrava alla kamikaze su Lezcano rimediando l'inevitabile espulsione. Tra le proteste degli ospiti calciava dai 25 metri Fiore e la traiettoria del pallone ingannava tutti finendo in rete: 1 a 1 e palla a centro. Ma, a quel punto, accadeva di tutto in campo con calciatori e panchine pronte all'aggressione. Il direttore di gara ed i suoi collaboratori facevano fatica nel tenere lontani i calciatori delle due squadre che si scambiavano anche qualche colpo proibito. Al rientro in campo le squadre presentavano un uomo in meno ciascuna. L'Agnone, che aveva già perso Curione, si è vista costretta a sostituire il centravanti Covelli affidando le proprie risorse in attacco al solo Aquaro che, per altro, nel corso del secondo tempo, ha chiesto la sostituzione per un problema muscolare. La Pro Vasto ha incominciato ad attaccare ma senza idee. Con Lezcano inutilmente sacrificato a destra e con un Logrieco davvero irriconoscibile, la squadra di Baiocco ha tentato più volte la via della rete. Al 3' con Gallaccio che costringeva Rimi alla deviazione in angolo. Al 22' della Penna tentava il tiro dai 25 metri mandando la sfera di poco a lato della porta molisana. Al 43' era bravo Ruggieri a dipanare una intrigata situazione dinanzi alla propria porta. Al 45' , dal limite dell'area dell'Agnone, cercava il goal il giovane De Fabiis ma il pallone finiva di poco alto sulla traversa. Infine, al 46' ancora Della Penna, dai 35 metri, tentava di realizzare il "goal della domenica" ma senza successo. Il risultato di parità - che può star bene all'Agnone, che giocava fuori casa e che ha raggiunto quota 36 punti -, va molto stretto alla Pro Vasto, ovvero a quei ragazzi che sono scesi in campo indossando nella circostanza una casacca biancoceleste (ndr: ci chiediamo ancora il perché di quella scelta) ma che non possono essere assolutamente definiti una squadra. Continuando di questo passo, se non vi sarà una "scossa" all'interno dell'ambiente, il calcio a Vasto rischia davvero di sparire.
Giuseppe Forte
OLYMPIA AGNONESE: Rimi, Longo, Curione, Gennarelli, Ruggieri, Spagnolo, Partipilo (dal 16' s.t. Litterio), Chiaromonte, Covelli (dal 1' s.t. Di Domenico), Orlando, Aquaro (dal 25' s.t. Di Vito). A disposizione: Valenzano, Curcio, Ciarlariello, Pifano. Allenatore: Cerone.
ARBITRO: Stefano Casalucci di Lecce
RETI: nel primo tempo al 26' Covelli, al 46' Fiore.
NOTE: Giornata calda e soleggiata con terreno di gioco in perfette condizioni. Spettatori presenti 500 circa con numerosa presenza di tifosi ospiti. Espulsi: al 46' primo tempo Curione per doppia ammonizione. Orlando e Golia per intemperanze al rientro negli spogliatoi tra il primo ed il secondo tempo. Al 28' del secondo tempo è stato espulso dal terreno di gioco anche Cerone, allenatore dell'Olympia Agnonese. Ammoniti: Orlando e Bracco. Angoli 13 a 4 in favore della Pro Vasto. Tempi di recupero: 2' e 4'.
VASTO - Nella giornata in cui la Pro Vasto era chiamata a dare una prova di maturità, aprendo il cuore alla speranza dei propri tifosi stufi di assistere a prove scialbe ed insignificanti, la formazione adriatica ha clamorosamente fallito l'appuntamento disputando una delle peggiori gare della stagione. Di questo passo, ovvero pareggiando in casa e perdendo fuori, la via verso la retrocessione è quasi certa. Di questo stato di cose ha saputo approfittare l'Olympia Agnonese, "rognosetta" formazione forgiata sull'insegnamento e sul carattere di mister Cerone, un tecnico che dalla panchina si fa sentire, forse anche troppo, tanto da dover esserne allontanato dal direttore di gara. La Pro Vasto, scesa in campo priva di alcuni elementi fondamentali come il bomber Pazzi, il centrale difensivo Calabresi ed il giovane laterale Benedetti, ha pagato lo scotto della inesperienza di molti dei suoi componenti dando vita ad una prestazione priva di significato. Non solo. L'undici allenato da Baiocco, mal messo in campo con un Lezcano che, per motivi incomprensibili lo si continua ad utilizzare sulla fascia destra - lui che predilige il gioco centrale e le ripartenze -, non ha saputo sfruttare nemmeno il fatto di aver potuto giocare l'intero secondo tempo in vantaggio numerico (10 contro 9) per le solite "follie" che i calciatori, di tanto in tanto si inventano sui rettangoli di gioco per futilissimi motivi. Ci chiediamo: a che serve il "famoso" ed a volte ridicolo terzo tempo se in campo la volgarità e l'insipienza prendono il posto della correttezza e dell'educazione?
La gara aveva avuto inizio con l'Agnonese ben disposta in campo pronta a sfruttare le disattenzioni difensive della Pro Vasto. Al 15', a seguito di un fuorigioco non rilevato dall'arbitro e dal suo primo collaboratore, Covelli tentava la via della rete trovando un attento Bordeanu sulla linea di porta. La Pro Vasto rispondeva al 18' con Fiore il cui tiro attraversava tutta l'area piccola della porta ospite senza che nessuno riuscisse a colpirla. Dopo 2' era ancora Fiore a sbagliare da favorevolissima posizione facendosi ribattere la conclusione dal giovane ed attento portiere Rimi. Al 26' il goal dell'Agnone. Per un inutile fallo commesso nella propria metà campo da Casavecchia, la squadra ospite usufruiva di un calcio di punizione sulla cui respinta maldestra il pallone finiva sui piedi del ben appostato Covelli che non aveva difficoltà per superare Bordeanu con un preciso rasoterra. La Pro Vasto non accennava a nessuna reazione. La squadra di Baiocco, priva di mordente e di carattere, finiva nel perdersi in un non gioco che agevolava la formazione ospite pronta al 36' a rendersi ancora pericolosa con Aquaro. Al 41' era Chiaromonte, dopo una penetrante azione, a creare qualche problema al portiere abruzzese. Al 46' la svolta della gara. Curione, già ammonito, entrava alla kamikaze su Lezcano rimediando l'inevitabile espulsione. Tra le proteste degli ospiti calciava dai 25 metri Fiore e la traiettoria del pallone ingannava tutti finendo in rete: 1 a 1 e palla a centro. Ma, a quel punto, accadeva di tutto in campo con calciatori e panchine pronte all'aggressione. Il direttore di gara ed i suoi collaboratori facevano fatica nel tenere lontani i calciatori delle due squadre che si scambiavano anche qualche colpo proibito. Al rientro in campo le squadre presentavano un uomo in meno ciascuna. L'Agnone, che aveva già perso Curione, si è vista costretta a sostituire il centravanti Covelli affidando le proprie risorse in attacco al solo Aquaro che, per altro, nel corso del secondo tempo, ha chiesto la sostituzione per un problema muscolare. La Pro Vasto ha incominciato ad attaccare ma senza idee. Con Lezcano inutilmente sacrificato a destra e con un Logrieco davvero irriconoscibile, la squadra di Baiocco ha tentato più volte la via della rete. Al 3' con Gallaccio che costringeva Rimi alla deviazione in angolo. Al 22' della Penna tentava il tiro dai 25 metri mandando la sfera di poco a lato della porta molisana. Al 43' era bravo Ruggieri a dipanare una intrigata situazione dinanzi alla propria porta. Al 45' , dal limite dell'area dell'Agnone, cercava il goal il giovane De Fabiis ma il pallone finiva di poco alto sulla traversa. Infine, al 46' ancora Della Penna, dai 35 metri, tentava di realizzare il "goal della domenica" ma senza successo. Il risultato di parità - che può star bene all'Agnone, che giocava fuori casa e che ha raggiunto quota 36 punti -, va molto stretto alla Pro Vasto, ovvero a quei ragazzi che sono scesi in campo indossando nella circostanza una casacca biancoceleste (ndr: ci chiediamo ancora il perché di quella scelta) ma che non possono essere assolutamente definiti una squadra. Continuando di questo passo, se non vi sarà una "scossa" all'interno dell'ambiente, il calcio a Vasto rischia davvero di sparire.
Giuseppe Forte