martedì 11 marzo 2008
La serie D? Fondamentale per far crescere i giovani

ESCLUSIVO
Zdenek Zeman a QC.Net:
"La serie D? Fondamentale per far crescere i giovani"

Intervista di Enrico Scoppa

Il campionato nazionale di serie D ha offerto, tra le altre partite, quella in programma al Comunale di Centobuchi che ha messo di fronte la squadra di casa guidata da Marocchi ed il Bojano di Karel Zeman, figlio di Zdenek Zeman, che per l'occasione era presente sulle tribune del Comunale piceno. Zeman, da buon papà, ha seguito con molta attenzione la partita poi, al termine, ha concesso alla nostra testata una intervista esclusiva in cui ha parlato del campionato di serie D, dei giovani impegnati e del suo futuro.

Mister Zeman, come vede questo campionato di serie D?

"Io ho visto poche partite se non quelle dove è impegnata la squadra di mio figlio. Secondo me è un campionato molto equilibrato, basta vedere la classifica per rendersene conto. C'è poca differenza non solo tra le squadre di testa ma anche quelle della media e bassa classifica".

La serie D è un campionato semi-professionistico ma c'è ancora gente che gioca per diletto o quasi...

"E' ovvio che sia così. Un campionato professionistico non ha confronti con il Cnd sotto il profilo economico ma c'è da dire che questi campionati sono importanti per far crescere i giovani e per i più bravi c'è la possibilità di gettare le basi per la carriera anche di calciatori".

In questo campionato si parla molto di giovani poi da qualche settimana è stato detto "no" all'allargamento al quinto under, non è un controsenso?

"Sì. Se il campionato è dilettantistico dovrebbe essere allargato ai giovani anche se non è un torneo facile visto che vi partecipano anche grandi realtà con tradizioni alle spalle che vogliono vincere per risalire. Di esempi non ne mancano, vedi il Como. Un giovane che può giocare in questo tipo di campionato può solo crescere ed imparare".

Qualcuno dice che il Cnd soffre dei tanti, forse troppi, giocatori che scendono dalle categoria superiori, è così?

"Non sono all'interno di questo campionato, conosco poco questa tematica ma i giocatori professionisti che scendono di categoria potrebbero insegnare sicuramente qualche cosa alle giovani leve altrimenti per un professionista il campionato offre pochissimi stimoli".

Secondo lei quale sarebbe la giusta proporzione?

"Penso che l'ottimale sarebbe formare squadre giovani guidate sul campo da giocatori importanti magari in avanti con la carriera e non più giovanissimi che hanno maturato esperienze in campionati importanti. I ragazzi ne trarrebbero grandi benefici perché se giocano nell'interregionale debbono essere destinati a crescere altrimenti lo scopo di utilizzare i giovani verrebbe meno".

Zeman tornerà ad allenare?

"Spero di sì nella prossima stagione ma non dipende da me, ma dai presidente dei club che vorranno Zeman alla guida delle loro squadre".

Questo è Zeman che in forma del tutto privata, in un pomeriggio di marzo, ha scelto Centobuchi per seguire una partita di calcio con l'immancabile sigaretta in mano, la cuffia per ascoltare 'Tutto il calcio minuto per minuto' lontano dai grandi stadi ma sempre fedele alle sue idee di uomo di sport vero, autentico, senza passare, come ha sottolineato più volte, in farmacia. La breve intervista si è conclusa evocando una frase storica tanto cara al tecnico boemo che dovrebbe far riflettere anche tanti giovani tecnici: "Marcare a uomo? Non dirò mai ad un mio calciatore di giocare solo per controllare un avversario". Questa è anche la filosofia del figlio Karel che fa giocare il suo Bojano proprio così, fiducioso che il gioco alla fine paga.

http://www.quelliche.net/home/index.cfm


postato da Ufficio Stampa alle