I rossoblu escono dallo stadio di Pescina con le ossa rotte ed il morale a pezzi, l’ennesima debacle esterna contro una squadra mediocre mette probabilmente fine ai sogni di promozione in C2. Ovviamente la palla è tonda e tutto potrebbe ancora succedere ma se il carattere e la voglia di combattere sono e rimarranno le stesse viste in campo contro il Luco Canistro c’è poco da sperare. Dopo la pessima ed incolore prova interna contro il Venafro gli uomini di Musella cadono, anzi crollano, anche contro gli abruzzesi in lotta per non retrocedere dimostrando così tutte le lacune ed i limiti di una squadra costruita per vincere ma soltanto da un punto di vista virtuale. Tra coloro scesi in campo con il Luco da salvare sono soprattutto i giovani ed il solito Majella mentre molti big hanno nuovamente deluso le aspettative. A questo punto un delusissimo presidente Capone dovrà non solo ingoiare un altro rospo amaro ma decidere se continuare a crederci oppure ridimensionare il giocattolo per cominciare a progettare il prossimo anno. Oltre al presidente ad essere amareggiati sono anche i tifosi i quali, dopo il cambio di allenatore, si aspettavano uno scatto d’orgoglio che evidentemente non c’è stato. A questo punto bisogna solamente raccogliere i cocci e cominciare contro il Bojano un altro tipo di campionato giocato con più umiltà e convinzione vedendo poi a fine torneo quello che si è riusciti a raccogliere. Il match iniziava alla presenza di pochi intimi con un vento gelido a sferzare i giocatori scesi in campo. I rossoblu iniziavano subito vivacemente riuscendo a raccogliere nei primi minuti diversi calci d’angolo con la difesa ospite un po’ disorientata. Al 9’ era il Campobasso ad andare vicino al vantaggio con Majella il quale costringeva il portiere ospite ad una difficile deviazione. Poco dopo erano i locali a passare ma il goal veniva annullato a causa di un fuorigioco millimetrico segnalato dal guardalinee. Al 20’ i lupi innescavano una veloce azione con Dei Medici per Maffucci il quale liberava il solito Majella che però si vedeva nuovamente deviato il tiro dal brillante Di Girolamo. I padroni di casa del Luco, inferiori dal punto di vista tecnico, puntavano tutto sulla grinta e sull’agonismo guadagnando così pian piano metri e pericolosità. Al 38’ gli abruzzesi si portavano in vantaggio con Di Genova mentre sugli spalti i tifosi rossoblu non potevano credere all’ennesima papera difensiva. Non passava un minuto che il Campobasso guadagnava un sacrosanto rigore per fallo di mano: sul dischetto andava Majella il cui tiro veniva però parato da Di Girolamo che, in questo modo, diventava il protagonista assoluto della partita. Negli ultimi minuti del primo tempo i rossoblu di Musella cercavano di equilibrare l’incontro trovando però i padroni di casa ben preparati nel respingere i tentativi degli avversari. La ripresa si apriva con il lupo subito in avanti il quale riusciva al 50’ a raccogliere un pareggio alla fine meritato: Sorrentino conquistava una bella palla innescando una bella azione di rimessa che veniva concretizzata da bomber Majella il quale portava il suo score a 20 reti. A questo punto la reazione dei lupi, che doveva essere arrembante, si faceva invece flebile e prevedibile con i padroni di casa che, con la consueta tranquillità, riuscivano a riconquistare i metri di campo perduti in precedenza riuscendo a riportarsi in vantaggio al 69’ con il neo entrato Pedalino il quale era lesto a mettere in rete una ribattuta di Brunello. Il Campobasso, nonostante la temperatura glaciale, si scioglieva con Musella costretto a fare diversi cambi per ridare vita ad una squadra letteralmente in bambola. L’ingresso di Martone, Giugliano ed Antenucci non dava però il giusto correttivo ad una gara interpretata male e finita peggio la quale si concludeva mestamente per i rossoblu dopo quattro interminabili minuti di recupero. Dispiace constatare come ancora una volta siano state disattese le attese di una tifoseria sempre vicina alla squadra, sia nelle trasferte più lunghe che nelle occasioni in cui le condizioni climatiche invitavano più alla "calda poltrona" che ai "freddi spalti" del Romagnoli. Al di la del discorso prettamente sportivo, per forza di cose legato ai risultati, non bisogna perdere questo "patrimonio umano" che fa della passione rossoblu un motivo di aggregazione, nonché di appartenenza, ad una comunità cittadina nel passato fin troppo bistrattata.
domenica 17 febbraio 2008
A Campobasso vedono la sconfitta cosi...
postato da Ufficio Stampa alle 8:46 PM
A Campobasso vedono la sconfitta cosi...
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