DALLA REDAZIONE -ABRUZZO CALCIO DILETTANTI
Leonardo Recchiuti, ragazzo serio e maturo, ha solo 17 anni ma in campo ne dimostra molti di più per la grande personalità con cui si sta facendo largo.
Vive le partite con notevole intensità, grazie alla sua giovane età, ma anche alla spregiudicatezza figlia dei suoi verdi anni.
Notareschino DOC, non rinnega la sua fede verso i rossoblù, e spera che un giorno questa squadra possa raggiungere il campionato che sta disputando ora il Morro d'Oro, a sua volta proiettato, magari, in altre categorie ( la C2?).
Avete iniziato l’anno con il freno a mano tirato, restando nelle zone basse della classifica. Cosa, secondo lei, è quindi cambiato nell’ultimo mese e mezzo, al punto da dare una svolta così chiara alla vostra stagione?
“Secondo me ci hanno penalizzato parecchio gli episodi, in particolare nelle prime partite, dove facevamo proprio fatica a venire fuori, ma poi le cose si sono rimesse a posto anche grazie all’aiuto di una società che ha sempre creduto in questo gruppo e ad una squadra che non si è abbattuta riuscendo a rialzarsi da un momento molto difficile.
Era soprattutto un problema di amalgama di una formazione che all’inizio non si conosceva, ma che col passar del tempo ha saputo coalizzarsi e diventare unita”.
Il fatto di trovare spazio in una squadra con giocatori così importanti, in un ruolo delicato e in un campionato difficile come quello di quest’anno la sta aiutando a crescere?
“Nella squadra in cui gioco, non posso far altro che crescere, sotto tutti i punti di vista.
Beh, all’inizio ho avvertito un po’ di pressione addosso, ma poi tutto è svanito anche grazie all’aiuto della società e in particolare all’appoggio dei miei compagni di squadra”.
Dove pensa possa arrivare questo Morro d’Oro?
“Io mi auguro di vincere il campionato, è una sensazione che ho a pelle e spero di non sbagliarmi, anche perché non è una missione impossibile. Possiamo riuscirci avendo i mezzi per farlo, Bisogna solo crederci e sperare che qualcuno lì davanti, faccia qualche errore”.
In quale ruolo preferisce giocare?
“In questa stagione non sono stato mai schierato nel mio ruolo, gioco come ala o mezz’ala, dipende dalle esigenze tattiche della gara.
Nasco mediano, ma a 17 anni pretendere di togliere il posto a gente come Villa o Giuliodori è un’autentica utopia”.
Ha effettuato da questa stagione a quella passata, il consueto passaggio tra settore giovanile e prima squadra, come lo ha vissuto e quali sono state le maggiori difficoltà?
“All’inizio ho fatto fatica ad integrarmi a livello umano, con la squadra, anche perché dovevo iniziare a rapportarmi quotidianamente con persone molto più grandi di me e con un passato calcistico davvero importante.
Considerando il fatto che io avevo sempre giocato con gente della mia età, sono soddisfatto del mio inserimento nel gruppo".
Chi l’ha aiutata, appunto a crescere calcisticamente e umanamente, nel suo percorso di crescita come calciatore?
“Su tutti dico Ercole Di Nicola, che mi allenava quando facevo ancora gli Esordienti. Mi ha portato a Morro d’Oro ed ha sempre creduto in me come calciatore. Mi dispensa tantissimi consigli, come compagno di squadra, e non dimenticando che è anche un mio compaesano”.
A proposito lei, come Di Nicola è di Notaresco, pensa che quest’anno la squadra di Giandonato ce la farà ad arrivare nella categoria superiore ?
“Penso di si, ha giocatori validissimi e un allenatore che mi dicono molto preparato. Personalmente me lo auguro, anche perché ho ancora l’amaro in bocca per i play off persi l’anno scorso”.
C’è qualche giovane come lei, che l’ ha colpita particolarmente in questo campionato?
“Cito un mio compagno di squadra, anche lui un 90’ come me, Francesco Serafini (scuola Angolana) che è davvero molto bravo e che alla lunga verrà sicuramente fuori”.
Ti poni qualche obiettivo, anche personale, per un tuo futuro in questo mondo?
“Spero di giocare più a lungo possibile, perchè per me giocare a calcio resta pur sempre un divertimento. Poi è naturale nutrire delle ambizioni e cercherò di mantenermi almeno su questi livelli. Non credo di chiedere troppo, e comunque tutto quello che verrà sarà sempre ben accetto”.
Nicola Zirpolo
Leonardo Recchiuti, ragazzo serio e maturo, ha solo 17 anni ma in campo ne dimostra molti di più per la grande personalità con cui si sta facendo largo.
Vive le partite con notevole intensità, grazie alla sua giovane età, ma anche alla spregiudicatezza figlia dei suoi verdi anni.
Notareschino DOC, non rinnega la sua fede verso i rossoblù, e spera che un giorno questa squadra possa raggiungere il campionato che sta disputando ora il Morro d'Oro, a sua volta proiettato, magari, in altre categorie ( la C2?).
Avete iniziato l’anno con il freno a mano tirato, restando nelle zone basse della classifica. Cosa, secondo lei, è quindi cambiato nell’ultimo mese e mezzo, al punto da dare una svolta così chiara alla vostra stagione?
“Secondo me ci hanno penalizzato parecchio gli episodi, in particolare nelle prime partite, dove facevamo proprio fatica a venire fuori, ma poi le cose si sono rimesse a posto anche grazie all’aiuto di una società che ha sempre creduto in questo gruppo e ad una squadra che non si è abbattuta riuscendo a rialzarsi da un momento molto difficile.
Era soprattutto un problema di amalgama di una formazione che all’inizio non si conosceva, ma che col passar del tempo ha saputo coalizzarsi e diventare unita”.
Il fatto di trovare spazio in una squadra con giocatori così importanti, in un ruolo delicato e in un campionato difficile come quello di quest’anno la sta aiutando a crescere?
“Nella squadra in cui gioco, non posso far altro che crescere, sotto tutti i punti di vista.
Beh, all’inizio ho avvertito un po’ di pressione addosso, ma poi tutto è svanito anche grazie all’aiuto della società e in particolare all’appoggio dei miei compagni di squadra”.
Dove pensa possa arrivare questo Morro d’Oro?
“Io mi auguro di vincere il campionato, è una sensazione che ho a pelle e spero di non sbagliarmi, anche perché non è una missione impossibile. Possiamo riuscirci avendo i mezzi per farlo, Bisogna solo crederci e sperare che qualcuno lì davanti, faccia qualche errore”.
In quale ruolo preferisce giocare?
“In questa stagione non sono stato mai schierato nel mio ruolo, gioco come ala o mezz’ala, dipende dalle esigenze tattiche della gara.
Nasco mediano, ma a 17 anni pretendere di togliere il posto a gente come Villa o Giuliodori è un’autentica utopia”.
Ha effettuato da questa stagione a quella passata, il consueto passaggio tra settore giovanile e prima squadra, come lo ha vissuto e quali sono state le maggiori difficoltà?
“All’inizio ho fatto fatica ad integrarmi a livello umano, con la squadra, anche perché dovevo iniziare a rapportarmi quotidianamente con persone molto più grandi di me e con un passato calcistico davvero importante.
Considerando il fatto che io avevo sempre giocato con gente della mia età, sono soddisfatto del mio inserimento nel gruppo".
Chi l’ha aiutata, appunto a crescere calcisticamente e umanamente, nel suo percorso di crescita come calciatore?
“Su tutti dico Ercole Di Nicola, che mi allenava quando facevo ancora gli Esordienti. Mi ha portato a Morro d’Oro ed ha sempre creduto in me come calciatore. Mi dispensa tantissimi consigli, come compagno di squadra, e non dimenticando che è anche un mio compaesano”.
A proposito lei, come Di Nicola è di Notaresco, pensa che quest’anno la squadra di Giandonato ce la farà ad arrivare nella categoria superiore ?
“Penso di si, ha giocatori validissimi e un allenatore che mi dicono molto preparato. Personalmente me lo auguro, anche perché ho ancora l’amaro in bocca per i play off persi l’anno scorso”.
C’è qualche giovane come lei, che l’ ha colpita particolarmente in questo campionato?
“Cito un mio compagno di squadra, anche lui un 90’ come me, Francesco Serafini (scuola Angolana) che è davvero molto bravo e che alla lunga verrà sicuramente fuori”.
Ti poni qualche obiettivo, anche personale, per un tuo futuro in questo mondo?
“Spero di giocare più a lungo possibile, perchè per me giocare a calcio resta pur sempre un divertimento. Poi è naturale nutrire delle ambizioni e cercherò di mantenermi almeno su questi livelli. Non credo di chiedere troppo, e comunque tutto quello che verrà sarà sempre ben accetto”.
Nicola Zirpolo