domenica 9 dicembre 2007
Intervista preparatore dei portieri dell'Agnone (nuovomolise.net)
Lavora nell’ombra e lontano dai riflettori della ribalta mediatica, ma se oggi l’Agnone sta attraversato il periodo più bello della sua storia calcistica i meriti sono anche i suoi. Inutile negarlo. Durante la settimana sgobba come un mulo, parla pochissimo e quando, all’indomani della gara vinta con il Campobasso, gli viene proposta un’intervista, Vicenzo Caravano, preparatore dei portieri approdato alla corte di Marcovecchio insieme a mister Cerone, con un dialetto rigorosamente salernitano (tiene a precisare), replica così: “Ragazzi non scherziamo, qui c’è da lavorare”. Umile come pochi e dal carattere affabile, la cosa a cui tiene di più sono i suoi tre ragazzi (Valenzano, Rimi e Vitiello). Guai a toccarglieli. E per avere una conferma bisogna partire dalla “maledetta” gara persa in casa con Pro Vasto. Allora Caravano quando hai visto Valenzano essere “impallinato” da ogni angolo del campo cosa hai provato? “Che probabilmente durante la settimana ho sbagliato qualcosa, avrei voluto prendermi tutte le responsabilità”. Oggi però l’Olympia con quella vittoria sarebbe in seconda posizione. Quanti sono i rimpianti. “Tanti, ma non per i punti persi. Il rimpianto più grande è vedere un tuo allievo essere umiliato senza poter fare niente, senza poter muovere un dito. Comunque resto convinto che dalle brutte esperienze si esce sempre più forti di prima”. Maccari, Rimi, Valenzano, Vitiello. Caramano facci un nome su tutti e perché. “Dico Vitiello, perché malgrado avrà pochissimo spazio è un ragazzo che durante gli allenamenti dà l’anima e non si risparmia mai”. Ormai da anni fai il preparatore dei portieri, ma qual è a tuo avviso una caratteristica della quale un numero uno non può fare a meno. “La personalità. Tecnicamente parlando puoi essere bravo quanto vuoi, ma se non hai una forte personalità non andrai da nessuna parte. La domenica un portiere è solo contro tutti e deve mostrare le unghie e i denti, altrimenti la gara può diventare un gioco al massacro”. Domanda di rito. Ma l’Agnone può davvero aspirare a vincere il campionato. “Io credo nei miracoli e poi sognare non costa nulla, nonostante l’impresa è davvero difficile”. Al fianco di mister Ersilio Cerone hai girato tante città. Cosa è l’elemento che ti ha colpito di più arrivato ad Agnone. “La purezza e la genuinità delle persone. Gente che sa darti tanto senza mai pretendere qualcosa in cambio. Società, tifosi e la gente che incontri per strada è sempre disponibile è una realtà fantastica” . Caravano, domenica al Civitelle arriva l’ostica Maceratese, facci un pronostico. “Per i pronostici c’è mister Cerone io dico solamente che domenica è una partita difficilissima”.

maurizio d’ottavio

postato da Ufficio Stampa alle